Le Smart Road rappresentano una delle evoluzioni più avanzate nel percorso di digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto. La strada non è più soltanto un elemento fisico destinato alla circolazione dei veicoli, ma diventa una componente attiva dell’ecosistema della mobilità, capace di raccogliere, elaborare e trasmettere informazioni in tempo reale a veicoli, gestori e utenti. Come evidenzia l‘Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano nel report diffuso a giugno 2026, la strada connessa è oggi in grado di comunicare dati relativi alle condizioni di sicurezza, ai limiti di velocità, alla gestione semaforica e agli eventi che possono influenzare la circolazione, contribuendo a rendere il traffico più fluido, sicuro ed efficiente.
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Smart road: gli esempi 2026
Si tratta di una trasformazione che negli ultimi anni ha trovato una progressiva applicazione anche in Italia. Nonostante un quadro regolatorio ancora articolato e in continua evoluzione, le tecnologie digitali sono ormai integrate nelle principali infrastrutture stradali nazionali, consentendo livelli di monitoraggio e gestione impensabili fino a pochi anni fa. L’Osservatorio cita, tra gli esempi più significativi, la A4 Milano-Bergamo, dove la quarta corsia dinamica viene gestita attraverso algoritmi predittivi che consentono di ottimizzare i flussi di traffico e ridurre fino a 1,5 tonnellate di emissioni di CO2 equivalenti per ogni ora di attivazione, senza ulteriore consumo di suolo. Allo stesso modo, la dorsale E45-E55 sta sperimentando sistemi di comunicazione Vehicle-to-Everything (V2X) per il monitoraggio del traffico e la gestione delle emergenze, mentre l’Autostrada del Mediterraneo A2 dispone di oltre 800 postazioni tecnologiche alimentate da fonti rinnovabili che supportano servizi di assistenza alla guida connessa e informazione in tempo reale agli automobilisti. Un ulteriore esempio è rappresentato dalla SS51 di Alemagna, considerata il primo caso italiano di Smart Road montana grazie all’integrazione tra gestione dei flussi turistici e monitoraggio meteo-ambientale avanzato.
Dove sono le sperimentazioni
Ecco i principali progetti in Italia.
- 2023 – A4 Viale Certosa-Cinisello Balsamo
Quarta corsia dinamica attivata grazie ai dati acquisiti tramite sensori di rilevamento e l’impiego di algoritmi di IA per la previsione del flusso veicolare. - 2024 – A32 Autostrada del Frejus
Corridoio digitale abilitato al 5G con l’obiettivo di migliorare la connettività e la sicurezza della mobilità in un’ottica di supporto alla mobilità connessa e autonoma. - 2021-2030 – A4 Torino-Milano
Scambio dati su incidenti e circolazione contromano; platooning. A fine 2025 proseguono le innovazioni tecnologiche nel tratto da Torino fino allo svincolo autostradale Novara Est. - 2023-2026 – A7 Milano-Serravalle
Miglioramento della sicurezza e gestione del traffico tramite tecnologie digitali per il monitoraggio in tempo reale, rilevamento incidenti e comunicazione veicolo-infrastruttura. - 2022 – A12+A10 Genova & A1 Firenze-Bologna
Scambio dati su incidenti, cantieri, ostacoli e eventi meteo; assenza di reti cellulari. - 2022-2025 – Sassari-Olbia
Scambio dati su traffico, condizioni infrastruttura e ambiente circostante attraverso la fibra ottica. - 2020-2025 – E45/E55 Orte Mestre
Nuovo standard (Dedicated Short Range Communications – DSRC) per l’implementazione di servizi di infomobilità e di servizi V2I e V2V; realizzazione di Green Island per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili ogni 20-30 km. - 2021-2026 – Statale 51 di Alemagna
Completati 80 km di infrastrutture intelligenti, all’interno del progetto Dolomiti Innovation Valley, integrando tecnologie per migliorare traffico e sicurezza in vista delle Olimpiadi, con le varianti di Valle e Tai aperte già a gennaio 2026 per l’evento. - 2021 – Milano-Cortina (2021-2026)
Gestione dei flussi di traffico (di residenti e turisti), grazie a dati su domanda, stato infrastrutture e eventi. - 2024-2030 – A22 Brennero-Modena
Fase 2 di raccolta dati a partire dall’infrastruttura che ora, grazie a tecnologia avanzata, combina energia pulita, gestione smart del traffico e supporto alla guida autonoma per migliorare sicurezza, efficienza e sostenibilità del trasporto su strada. - 2021 – A90 Grande Raccordo Anulare di Roma & A91 Roma-Aeroporto Fiumicino
Gestione traffico e nuovi servizi C-ITS basati su comunicazioni V2I e V2V; realizzazione Green Island. - 2022-2026 – A2 Salerno-Reggio Calabria
Scambio dati tramite app, infrastruttura wireless.
Ultimo aggiornamento: completata la Green Island Montalto Uffugo (CS), una delle infrastrutture simbolo del programma Smart Road di Anas. - 2022 – A19 Palermo-Catania
Sistema di “Flying poles” lungo la tratta per la ricarica di droni, utili al monitoraggio dei flussi stradali, e per offrire connessione WiFi ai veicoli in movimento.
Quanti progetti nel mondo
Lo studio ha esaminato 176 progetti Smart Road nel mondo, classificandoli in funzione della loro maturità tecnologica e strategica. Dall’analisi emergono tre livelli evolutivi: un primo stadio centrato sulla digitalizzazione dell’infrastruttura fisica; un secondo orientato alla raccolta e valorizzazione dei dati; e un terzo basato sulla creazione di un ecosistema integrato di servizi digitali. Secondo i ricercatori, il passaggio a quest’ultimo livello dipende dalla piena interoperabilità tra gli asset infrastrutturali e dall’adozione diffusa di sistemi V2X. Senza una connettività avanzata e una comunicazione continua tra tutti gli attori della mobilità, non sarà possibile realizzare una vera orchestrazione intelligente dei flussi di traffico e dei servizi di trasporto.
In generale l’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano fotografa il mercato italiano delle infrastrutture digitali e intelligenti, che nel 2025 raggiunge 1,36 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto all’anno precedente.
La ricerca evidenzia come le infrastrutture stiano evolvendo da asset fisici a piattaforme digitali basate su software, dati e connettività avanzata. I comparti più dinamici sono Smart Energy Infrastructure (460 milioni di euro, +21%), Smart Railway (320 milioni, +12%) e, appunto, Smart Road (240 milioni, +17%).
Un ruolo centrale è svolto dai sistemi di monitoraggio avanzato (Structural Health Monitoring), che consentono di controllare in tempo reale lo stato delle opere, anticipare anomalie e programmare la manutenzione predittiva. Secondo l’Osservatorio, queste tecnologie possono ridurre fino al 30% i costi diretti di manutenzione, del 45% i costi per gli utenti e del 40% il rischio residuo, generando un risparmio complessivo superiore al 20% lungo il ciclo di vita delle infrastrutture.
La ricerca sottolinea inoltre la crescita delle Smart Energy Infrastructure, trainate dalla necessità di integrare le fonti rinnovabili e aumentare la resilienza delle reti energetiche, ma anche l’emergere di nuove sfide legate alla cybersecurity.
Infine, mette in luce il ruolo delle startup: sono 218 quelle censite a livello globale nel settore, con 594 milioni di dollari raccolti nel solo 2025. Le principali aree di innovazione riguardano piattaforme di Data Analytics, sensoristica IoT, Digital Twin e applicazioni di Intelligenza Artificiale, confermando che il futuro delle infrastrutture passerà sempre più dalla capacità di trasformare dati e connettività in nuovi servizi a valore aggiunto.


















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