round series B

Lexroom: 50 milioni di dollari per portare in Europa la startup dell’AI per il legal



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Mega-round guidato da Left Lane Capital per la startup italiana che vuole rivoluzionare il settore legale attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. Raccolti ad oggi 73 milioni di dollari, oltre 8.000 studi legali già sulla piattaforma. Prossimo obiettivo: l’espansione in Europa

Pubblicato il 19 mag 2026

Luciana Maci

Giornalista



Lexroom_Andrea Lonza, Paolo Fois, Martina Domenicali_2
I founders di Lexroom: Andrea Lonza, Paolo Fois, Martina Domenicali
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Punti chiave

  • Lexroom chiude Series B da 50 milioni guidata da Left Lane Capital, porta il totale oltre 73 milioni e vanta oltre 8.000 studi legali.
  • Piattaforma di AI Generativa per avvocati, costruita data-first su oltre sei milioni di fonti legali verificate per ricerche e bozze affidabili e rapide.
  • Fondata a Milano nel 2023 da Martina Domenicali, Andrea Lonza e Paolo Fois (CEO); modello testato in Italia, ora in espansione in Spagna e Germania.
Riassunto generato con AI

Arriva un mega-round da 50 milioni di dollari per una startup italiana che vuole rivoluzionare il settore legale attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. Lexroom, piattaforma di AI generativa per avvocati, ha chiuso un round Series B guidato da Left Lane Capital, con la partecipazione di Base10 Partners, Eurazeo, Acurio Ventures, Entourage come early investor e View Different. Il round si chiude otto mesi dopo il Series A da 19 milioni di dollari, portando il capitale totale raccolto dalla società a oltre 73 milioni di dollari, con oltre 8.000 studi legali e team legali aziendali già sulla piattaforma.

Come è nata e cosa fa Lexroom

Lexroom è stata fondata a Milano nel 2023 da Martina Domenicali, Andrea Lonza e Paolo Fois, nel contesto del venture builder di Vento, che ha la sede principale nel capoluogo lombardo. Vento Ventures è nato nell’orbita di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann.

La missione di Lexroom è semplificare e innovare il lavoro di avvocati e professionisti legali, in studio e in azienda, grazie all’AI Generativa. La piattaforma vuole rendere più rapido, sicuro e intelligente ogni passaggio del lavoro legale: dalla ricerca normativa alla redazione di atti, fino al supporto strategico nella consulenza.
L’approccio è data-first su un’infrastruttura proprietaria composta da milioni di fonti giuridiche certificate. Questa architettura, assicura l’azienda, garantisce contenuti affidabili, sempre tracciabili alla fonte e fa di Lexroom lo strumento quotidiano di ricerca, redazione e analisi per oltre 10.000 studi legali e team legali aziendali.

Chi è il CEO Paolo Fois

Laureato in Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano nel 2018, un Master in Corporate Finance nel 2021 in SDA Bocconi, Paolo Fois è il giovane CEO della startup creata con Martina Domenicali e Andrea Lonza. Un team giovane e agguerrito, pronto a rivoluzionare il legal nell’era dell’AI.

QUI IL PODCAST CON L’INTERVISTA A FOIS E DOMENICALI DOPO IL ROUND DA 16 MILIONI DI EURO

Come è cresciuta Lexroom

Dopo il pre-seed da 500mila euro del gennaio 2024, ha raccolto 2 milioni nel seed guidato da Entourage e, sei mesi dopo, un Series A da 16 milioni guidato da Base10 Partners, con Acurio Ventures, View Different di Diego Piacentini e Riccardo Zacconi.

Al momento del Series A contava 40 persone tra dipendenti e collaboratori, clienti come Osborne Clarke, Fastweb, Satispay e Mediolanum, una base clienti triplicata e un organico raddoppiato in sei mesi. Nel 2026 l’accelerazione è diventata internazionale: prima il lancio in Spagna e Germania, adesso una nuova Serie B da 50 milioni di dollari, circa 43 milioni di euro, per spingere l’espansione europea.

Perché Lexroom ha ottenuto 50 milioni

Il round, spiega la startup, è motivato da una tesi precisa, e per certi versi controcorrente: l’AI legale si costruisce a partire dai dati, non dal fine-tuning di LLM generalisti. La maggior parte dei prodotti oggi sul mercato ha seguito un approccio model-first: prendere un LLM general-purpose, addestrarlo su materiali legali e inserirlo in un interfaccia dedicata. Il problema? Gli avvocati non possono verificarlo, non possono citarlo e, sempre più spesso, si rifiutano di usarlo. Il rischio non è più teorico: sono stati documentati oltre 1300 atti giudiziari contenenti allucinazioni generate dall’AI (citazioni inventate, precedenti inesistenti, autorità fraintese) con conseguenti scuse di importanti studi legali a giudici federali.

Lexroom è stata costruita in modo diverso: data-first, su un’infrastruttura proprietaria di oltre sei milioni di fonti legali verificate — legislazione, giurisprudenza, materiali normativi — continuamente aggiornata e ottimizzata per la ricerca legale. L’approccio è partire dalle fonti, come fanno gli avvocati.

I numeri “parlano”: il 65% degli utenti usa Lexroom ogni giorno, il 94% ogni settimana. Nella pratica, questo si traduce in ricerche che passano da ore a minuti, bozze che passano da giorni a ore, e professionisti che riescono ad assistere più clienti senza abbassare la qualità del proprio lavoro.

«Quando abbiamo fondato Lexroom – ha dichiarato dichiara Paolo Fois, CEO e co-fondatore di Lexroom – due cose erano immediatamente chiare: gli avvocati avevano bisogno di un modo migliore di lavorare, e gli LLM potevano fornirlo. Il tassello mancante erano i dati : leggi sempre aggiornate, giurisprudenza rilevante e atti processuali. I paesi di civil law hanno bisogno di un motore legale AI che ragioni a partire dai dati. Sono entusiasta di collaborare con il team di Left Lane per costruire il motore AI alla base del settore legale».

La situazione in Europa

L’Europa conta oltre un milione di avvocati iscritti, la maggior parte dei quali esercita in studi individuali o di piccole dimensioni, il segmento che gestisce la quota più ampia del carico di lavoro legale e con il quale la maggior parte dei cittadini si avvicina per la prima volta alla legge. Quando questi studi lavorano più velocemente, il sistema risponde più velocemente: meno ritardi tra la richiesta di un cliente e una risposta documentata, meno attrito nell’accesso alla giustizia. Gli 8.000 studi già presenti su Lexroom lavorano già in questo modo.

Parla un investitore

«Paolo, Martina e Andrea hanno realizzato qualcosa di raro: un prodotto enterprise con il livello di engagement di una app consumer, in un mercato che si muove ancora per comitati e delibere. Ciò che ci ha conquistato è la capacità di Lexroom di permettere agli avvocati di costruire uno studio più solido, servendo i propri clienti con maggiore cura ed efficacia, e trasformando l’AI in un alleato, non in un avversario», commenta Paddy Dillon, VP di Left Lane Capital.

Italia banco di prova, avanti tutta con l’espansione in Europa

L’Italia, con circa 250.000 avvocati iscritti e uno dei sistemi giuridici proceduralmente più complessi d’Europa, è stato il banco di prova. Il Series B finanzia l’espansione di questo modello in tutta l’Europa di civil law, a partire da Spagna e Germania, con team locali e funzionalità specifiche per ciascuna giurisdizione sviluppate in collaborazione con studi presenti nei mercati di riferimento. Il perfezionamento dell’investimento sarà soggetto al Golden Power da parte del Governo italiano.

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