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Corporate & Investment Banking in crisi di competitività: serve governance dell’AI e cultura aziendale



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Gli operatori non bancari stanno riducendo il divario competitivo con le corporate e investment bank tradizionali, dice una ricerca di Capgemini. E sebbene le CIB abbiano investito nell’AI, molte faticano ad andare oltre la fase pilota. Le ragioni

Pubblicato il 31 mar 2026



Corporate & Investment Banking
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Punti chiave

  • L’85% dei clienti corporate intende rivolgersi a istituzioni non bancarie entro 12 mesi: le CIB non soddisfano reattività in tempo reale (58%), personalizzazione (49%) e innovazione (40%), con solo il 23% soddisfatto.
  • Limitata integrazione con ERP e sistemi di tesoreria obbliga a processi manuali (92%), scarsa personalizzazione (89%) e capacità analitiche insufficienti (68%); i programmi di innovazione non generano ricavi (82%) né risparmi attesi (51%).
  • Per restare competitive le banche puntano su tesoreria in tempo reale, prodotti basati su AI e servizi tokenizzati; servono governance centralizzata dell’AI, piattaforme enterprise e cambiamento culturale per riconquistare fiducia (89%) e talento.
Riassunto generato con AI

 L’85% dei clienti corporate delle banche prevede di rivolgersi a un’istituzione finanziaria non bancaria  nei prossimi 12 mesi, alla ricerca di servizi più rapidi, trasparenti e reattivi. Lo evidenzia il World Corporate and Investment Banking Report 2026 del Capgemini Research Institute. Il focus è sulle CIB (Corporate & Investment Banking), attività bancarie rivolte alle grandi imprese, che includono servizi come finanziamenti strutturati, fusioni e acquisizioni (M&A) e accesso ai mercati dei capitali. In sostanza, supportano le aziende nelle operazioni strategiche e nella raccolta di risorse finanziarie.

I clienti delle CIB si aspettano reattività in tempo reale (58%), interazioni personalizzate (49%) e soluzioni innovative (40%), ma meno di uno su quattro (23%) ritiene che oggi le CIB siano in grado di soddisfare queste esigenze. Molti segnalano invece che le banche offrono un’integrazione limitata con i sistemi ERP e di tesoreria (il che rende necessario ricorrere a procedure manuali (92%)), mostrano una scarsa personalizzazione e flessibilità (89%) e dispongono di capacità insufficienti di analisi avanzata e previsione (68%).

Il Corporate & Investment Banking e l’innovazione

A queste difficoltà si aggiunge il fatto che, secondo i dirigenti delle CIB, gli attuali programmi di innovazione non stanno producendo i risultati attesi. Una larga maggioranza (82%) afferma che questi sforzi non stanno generando maggiori ricavi attraverso nuovi prodotti, mentre il 51% indica che non hanno prodotto i risparmi di costo previsti.

Le banche si rendono conto di avere capacità limitate per rispondere alle crescenti aspettative dei clienti. I dirigenti affermano che solo il 29% dei loro budget IT è attualmente destinato a tecnologie trasformative, mentre il 43% è impiegato per gestire e mantenere sistemi legacy. Inoltre, il 61% dei dirigenti delle CIB dichiara di essere vincolato dagli elevati costi di compliance.

Di conseguenza la crescita dei ricavi del settore CIB sta rallentando, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) previsto del 5,4% nei prossimi cinque anni, in calo rispetto al 6,5% registrato tra il 2022 e il 2024.

Restare competitive: le priorità delle CIB

Nonostante queste sfide strutturali, le banche stanno continuando ad ampliare il proprio portafoglio di prodotti e servizi per rimanere competitive. I dirigenti delle CIB stanno dando priorità alle capacità di tesoreria in tempo reale per i flussi di pagamento cross-border (77%) e a prodotti di mercato di nuova generazione basati sull’AI per l’esecuzione algoritmica delle operazioni, come strategie di copertura guidate dall’AI e insight di ricerca avanzati (65%). Più della metà sta inoltre esplorando prodotti tokenizzati (51%) per sbloccare nuove fonti di ricavi da commissioni attraverso servizi di custodia digitale, emissione di token e servizi premium.

Gli operatori non bancari stanno riducendo il divario competitivo con le corporate e investment bank tradizionali. Le richieste dei clienti sono cambiate radicalmente e, sebbene le CIB abbiano investito massicciamente nell’intelligenza artificiale, molte faticano ad andare oltre la fase pilota. Una delle ragioni principali è la governance: solo il 26% delle banche opera con una supervisione centralizzata dell’AI. Questo rende i team riluttanti ad automatizzare processi aziendali chiave”, ha dichiarato Dario Patrizi, Banking Director di Capgemini in Italia. “Per avere successo, le CIB devono adottare un approccio disciplinato: creare piattaforme di livello enterprise e sviluppare un ecosistema di partner affidabili. Gli early adopter potranno ottenere benefici tangibili in termini di maggiore coinvolgimento dei clienti, miglioramento dei ricavi da commissioni e costi significativamente più bassi”.

Promuovere l’innovazione nelle CIB attraverso tecnologia e cultura aziendale

Secondo il report, le CIB dovranno agire su più fronti contemporaneamente per adattarsi alle pressioni competitive. Le banche devono analizzare criticamente i propri modelli operativi per offrire una customer experience più fluida, ricostruire le proprie basi tecnologiche e di dati per migliorare la velocità operativa e integrare la governance dell’AI in tutte le principali decisioni aziendali. Allo stesso tempo, resta fondamentale la fiducia dei clienti, costruita dalle CIB nel corso di decenni di responsabilità regolatoria, ma che rappresenta ancora una sfida rilevante quando si tratta di innovazione basata sull’AI. Molti clienti (89%) mettono infatti in dubbio l’affidabilità dei risultati generati dall’AI nei servizi bancari, mostrando perché la trasparenza sia fondamentale per guadagnare la loro fiducia.

L’implementazione di questi cambiamenti richiederà più della sola tecnologia. Il report evidenzia che anche fattori culturali possono rappresentare un ostacolo significativo all’adozione dell’AI: il 39% degli intervistati afferma infatti che una cultura aziendale conservativa rallenta la sperimentazione di nuove tecnologie. Inoltre, le banche stanno incontrando difficoltà nel riqualificare le proprie risorse: il 40% degli intervistati dichiara di voler assumere talenti esterni per rafforzare le proprie competenze in ambito AI, mentre solo il 23% sta investendo nella riqualificazione interna.

Il World Corporate and Investment Banking Report 2026 si basa sulle opinioni di 750 dirigenti senior provenienti da corporate e investment bank,grandi aziende e istituzioni finanziarie non bancarie con ricavi annui pari o superiori a 1 miliardo di dollari.

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