La trasformazione digitale non è un passaggio tecnologico, ma un cambiamento strutturale che investe il modello operativo, il prodotto e il ruolo delle persone. È su questa direttrice che si colloca il percorso avviato da Pirelli, presentato dal CEO Andrea Casaluci, durante l’evento LENS degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, come esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere integrata in una strategia industriale di lungo periodo.
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Prima il modello operativo, poi la tecnologia
Il percorso di trasformazione di Pirelli prende avvio nel 2019 e si distingue per un approccio non tecnologico, ma organizzativo. L’intervento, racconta Casaluci, non è partito dall’introduzione di nuove piattaforme, bensì dalla revisione dei processi chiave e del modello di business.
La roadmap seguita è stata progressiva e strutturata. In una prima fase l’azienda ha lavorato su sistemi fondamentali come il Product Lifecycle Management per lo sviluppo prodotto e il CRM per rafforzare il collegamento con il mercato. Successivamente, la trasformazione ha coinvolto la pianificazione integrata (Integrated Business Planning) e i processi industriali, estendendosi fino alle attività di staff.
Solo dopo aver ridefinito l’organizzazione, Pirelli ha introdotto le tecnologie, facendo leva su cloud e dati per abilitare un cambiamento coerente. A distanza di anni, il percorso viene descritto da Casaluci come ancora in evoluzione, a conferma della natura continua della trasformazione digitale.
Dallo pneumatico al dato
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la ridefinizione del prodotto. Lo pneumatico, tradizionalmente componente meccanica, viene reinterpretato come elemento attivo nel sistema digitale del veicolo.
Essendo l’unico punto di contatto tra auto e strada, diventa una fonte di dati unica. Queste informazioni vengono elaborate attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e trasformate in indicazioni operative per il sistema di guida.
Il know-how sviluppato nel tempo sulla dinamica del veicolo viene così trasferito nel software, permettendo allo pneumatico di interagire con l’elettronica di bordo. Il risultato è un’integrazione che impatta su sicurezza, gestione delle forze, efficienza e sostenibilità.
Questo passaggio si inserisce in un contesto più ampio di evoluzione del settore automotive, caratterizzato da elettrificazione e sviluppo della guida autonoma, dove il ruolo dei componenti fisici viene progressivamente ridefinito in chiave digitale.
Ricerca e sviluppo: dall’approccio empirico alla simulazione
La trasformazione investe anche i processi di ricerca e sviluppo, in particolare nello sviluppo delle mescole. Il modello tradizionale basato su cicli di prova ed errore è stato progressivamente sostituito da un approccio basato su simulazione.
Grazie alla raccolta sistematica dei dati avviata negli anni precedenti, l’azienda ha costruito una base informativa che consente di progettare virtualmente nuove soluzioni prima della prototipazione fisica.
L’intelligenza artificiale, inclusi modelli generativi, viene utilizzata per proporre configurazioni innovative partendo dalle proprietà dei materiali. Questo consente di ridurre tempi e costi di sviluppo: il time-to-market si riduce del 30% e diminuisce significativamente il consumo di materiali nelle fasi di test.
La prototipazione fisica resta, ma viene limitata alla validazione finale, dopo una fase di simulazione avanzata.
Competenze e organizzazione: il ruolo centrale delle persone
Nonostante l’adozione di tecnologie avanzate, Andrea Casaluci racconta che il percorso di Pirelli mantiene una forte attenzione al fattore umano. La trasformazione viene gestita come un processo organizzativo che richiede accompagnamento e sviluppo delle competenze.
L’azienda ha introdotto programmi di formazione interna e modelli di reskilling, in cui le persone contribuiscono direttamente alla diffusione delle competenze. Un elemento distintivo è l’integrazione tra generazioni: i profili più giovani portano competenze digitali, mentre le figure più esperte contribuiscono con conoscenze consolidate su prodotto e processi.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale viene interpretata come uno strumento per supportare il lavoro e non per sostituirlo, in linea con una visione che collega innovazione tecnologica e sostenibilità organizzativa.
AI e industria: una leva per affrontare i megatrend
L’esperienza di Pirelli evidenzia come l’intelligenza artificiale possa diventare una leva per affrontare sfide più ampie, dalla competitività industriale europea al tema demografico.
L’AI viene utilizzata per aumentare l’efficienza, ridurre i tempi di sviluppo e migliorare la qualità dei prodotti, contribuendo al rafforzamento della resilienza industriale. Allo stesso tempo, offre strumenti per rendere il lavoro più sostenibile, supportando le persone nelle attività a maggior valore.
Una trasformazione continua
Il caso Pirelli mostra come la digitalizzazione non possa essere ridotta a un insieme di progetti tecnologici. Il valore emerge quando esiste una coerenza tra strategia, processi, dati e competenze.
La trasformazione resta un percorso aperto, che richiede aggiornamenti costanti e una governance attenta. In questo scenario, il ruolo del management non si riduce, ma evolve: guidare l’integrazione tra tecnologia e organizzazione diventa una responsabilità centrale per garantire che l’innovazione produca effetti concreti e sostenibili nel tempo.






















