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Non è colpa dell’algoritmo: perché la libertà digitale dipende ancora da noi (e cosa fare per difenderla)



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Da anni raccontiamo la tecnologia come un destino che ci manipola. Ma è una scorciatoia comoda e fuorviante. Nel libro Non è colpa dell’algoritmo! ribalto la prospettiva: piattaforme e AI sono strumenti umani, governabili con consapevolezza. Una chiamata alla responsabilità individuale nell’era digitale.

Pubblicato il 23 gen 2026

Antonio Palmieri

Fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido



Libro Palmieri

Da anni ci raccontano e ci raccontiamo di essere vittime della tecnologia: prigionieri degli algoritmi, manipolati dai social, sopraffatti da un’intelligenza artificiale che decide al posto nostro.

È una narrazione diffusa, seducente e profondamente comoda. Ma rischia di diventare una scorciatoia che ci assolve e ci indebolisce, che produce solo scoraggiamento e rassegnazione, sfiducia e moralismo: la colpa è sempre di qualcun altro, anzi, di qualcos’altro: l’algoritmo!

Questo determinismo tecnologico lo trovo inutile e dannoso. Da qui questo mio libro edito da Egea, che propone un cambio di prospettiva: piattaforme e intelligenza artificiale non sono soggetti autonomi, ma strumenti progettati da esseri umani e alimentati quotidianamente dalle nostre scelte. Se funzionano, è perché li usiamo. Se ci condizionano, è anche perché rinunciamo a governarli.

Non nego i rischi reali dell’ecosistema digitale – dalla sorveglianza, alla polarizzazione, dalla dipendenza alla manipolazione – ma preferisco puntare l’attenzione su ciò che spesso viene rimosso dal dibattito pubblico: la responsabilità personale, il buon uso della nostra libertà, fondato sulla consapevolezza. Al centro torna la persona, con la sua libertà concreta, imperfetta ma decisiva.

Attraverso esempi, riflessioni e provocazioni che toccano la politica, la scuola, il lavoro, la famiglia, la vita quotidiana, l’accessibilità e molto altro ancora, nel libro propongo una postura controcorrente: abitare il digitale senza subirlo, usare la tecnologia senza farsi usare, allenare la libertà con le nostre micro scelte quotidiane invece di delegarla. La tecnologia non è un destino ineluttabile: è una partita che, nel bene e nel male, giochiamo noi. Ciascuno di noi.

P.S. Il libro si intitola ” NON È COLPA DELL’ALGORITMO! Idee per usare bene la nostra libertà nell’era digitale”. Esce il 5 marzo…naturalmente di quest’anno! 

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