L'INTERVENTO

Appello a startup e notai: non facciamo battaglie, riduciamo i costi

Non c’è alcuna battaglia da fare contro i notai, che hanno ancora un ruolo nel sistema economico. Le startup, invece, devono pretendere una riduzione delle tariffe per la costituzione delle srl, parificandole a quelle delle Camere di Commercio

Pubblicato il 11 Nov 2021

Appello a startup e notai: non facciamo battaglie, riduciamo i costi
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Il Consiglio dei Ministri ha posto fine a un dibattito che ha tenuto banco negli ultimi mesi dopo lo stop alla costituzione online per le startup da parte Consiglio di Stato: ora la costituzione online delle srl è affidata in esclusiva ai notai.

Finora – a mio avviso – questo dibattito non ha mai assunto le sembianze di un incontro propositivo e costruttivo bensì di un vero e proprio scontro, perché si è delineato sempre di più come una battaglia tra il mondo dell’innovazione e i notai. Il primo rivendica procedure telematiche e snellimento di regole, i secondi sono stati tacciati di conservatorismo, attaccamento a privilegi e monopoli.

A ben vedere però non c’è alcuna battaglia da fare ma una soluzione da trovare per il bene dell’ecosistema innovazione che finalmente – dopo tanta fatica – sembra prendere il largo.

Occorre però partire dal presupposto che ogni ruolo è da rispettare, perché è un tassello essenziale del grande mosaico chiamato sistema economico e produttivo.

Quella del notaio è una professione antichissima, che affonda le radici nella cultura classica del nostro Paese, e non per questo si deve pensare che sia oggi fuori contesto o peggio ancora inutile. Il ruolo di pubblico ufficiale, in quanto certificatore, pubblico depositario, sostituto di imposta e in generale garanzia di legalità resta comunque attuale e porta con sé un interesse concreto per la collettività. I controlli di legalità e legittimità, di cui tanto si parla, non sono concetti astratti e tanto meno inutili, ma hanno un riflesso molto pratico nell’economia di tutti i giorni, servono a verificare che l’attività che la costituenda società intende svolgere non sia contraria ai principi dell’ordinamento giuridico e che i soggetti che sia apprestano a farlo non nascondano finalità illecite. Questo controllo alla fonte permette di immettere nel Registro delle Imprese dati certificati. E l’affidabilità del Registro è tale proprio perché è alimentato da una unica fonte.

È lo stesso principio del Registro Immobiliare, per il quale c’è infatti in Italia il minor tasso di contenzioso in assoluto, e ciò deriva dal fatto che anch’esso viene alimentato da un unico operatore qualificato.

Creare una srl significa creare una personalità giuridica che gode di una responsabilità limitata ed è quindi giusto che gli imprenditori siano consapevoli del bene e del male che essa può arrecare al mercato. La certezza dei rapporti giuridici è uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento. E questo il mondo dell’innovazione deve capirlo. Non si può e non si deve ridurre il dibattito urlando al “monopolio dei notai”, alla “difesa di privilegi”, banalizzando di fatto la fase della costituzione. Fare impresa è cosa seria.

Certo – dall’altro lato – è giusto poter fare impresa con meno burocrazia, appesantimenti e fardelli possibile. È quindi corretto e sacrosanto da parte delle imprese chiedere al Governo un alleggerimento delle procedure, dell’apparato di leggi, decreti, norme, un fisco meno complesso e meno opprimente, che impegna oggi buona parte delle giornate dell’imprenditore. Ma questa è una richiesta che a gran voce arriva anche da noi professionisti, avvocati, commercialisti, notai, avviluppati come siamo dalla super produzione normativa dello Stato.

E allora si capisce che il terreno su cui purtroppo è scivolato il dibattito della costituzione online è privo di ogni possibile fertilizzante costruttivo ma, al contrario, è pieno di sterili luoghi comuni!

Penso invece che sia molto più utile per l’ecosistema dell’innovazione – nel rispetto di ogni ruolo e figura professionale – fare un appello ai notai affinché riducano la tariffa per le startup innovative e la parifichino a quella effettuata dalla Camera di Commercio e affinché strutturino la costituzione in modalità da remoto e non più necessariamente in presenza.

Il sostegno alle startup innovative lo si può e lo si deve dare mettendo a disposizione competenze qualificate a prezzi accessibili, non sostituendo competenze qualificate in favore di moduli standard.

Agli innovatori – founder delle startup – non importa se a costituirli sia il notaio o un altro soggetto, importa che questo passaggio costi il meno possibile. Così come certamente preferiscono l’ausilio di avvocati e commercialisti nella preparazione dei contratti e nell’assistenza a fasi delicate della vita societaria piuttosto che l’utilizzo di modelli standard purché però l’accesso a queste competenze possa essere rapido e a prezzi accessibili.

È questa la vera sfida di noi professionisti, ed è questo il contributo concreto che possiamo dare all’innovazione.

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Cristina Crupi

Cristina Crupi

Fondatrice dello Studio Legale Crupi, è un’esperta di Diritto civilistico e societario, specializzata in startup, PMI e Innovazione. È Partner e Legal Expert per PoliHub. Autore di "Il Codice delle Startup" e “Start Up - Guida operativa per la creazione, la gestione e lo sviluppo delle imprese innovative”.
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