IL CASO

Startup senza notaio addio, il Governo affida la costituzione digitale delle srl al Notariato

Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legislativo sulla costituzione online delle srl, e quindi delle startup, affidando ai notai l’esclusiva. Una scelta contraddittoria, nel momento in cui si parla di liberalizzazioni, e in controtendenza rispetto all’Europa. La delusione e la rabbia dell’ecosistema delle startup

Pubblicato il 04 Nov 2021

Il presidente del Consiglio Mario Draghi

Era nell’aria ma adesso che è arrivata la decisione è un brutto segnale per le startup e l’innovazione in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo sulla costituzione online delle srl, e quindi delle startup, confermando l’orientamento espresso in agosto e affidando quindi ai notai l’esclusiva. A nulla sono servite le diverse osservazioni arrivate dal Parlamento, da Confcommercio, Confindustria e Uniocamere  preoccupate da questa incomprensibile disponibilità ad accogliere le posizioni del Notariato.

“Purtroppo non sono sorpreso”, scrive su Linkedin Luca Carabetta, deputato del Movimento 5 Stelle che si è battuto per evitare il monopolio della piattaforma del Notariato e aprire invece al doppio binario notaio/camere di commercio. Si tratta di una decisione incomprensibile anche perché in controtendenza rispetto all’Europa. “Questa vicenda sarà una macchia grave sul governo Draghi, che porterà a procedura di infrazione”, è il commento a caldo di Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup.

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Se Carabetta si dice non sorpreso è perché nella stessa giornata di giovedì 4 novembre il Governo aveva già fatto capire quanto sia forte la pressione del Notariato, facendo saltare dal decreto concorrenza proprie quella parte che riguarda la possibilità per un professionista di operare a livello nazionale: una sbianchettatura a favore di un’organizzazione “feudale” del lavoro di migliaia di professionisti.

“Non ci fermeremo certo qui”; dice Carabetta. “Non possiamo accettare che questo Paese continui a guardare al passato”. Certamente questa decisione del Governo crea disorientamento e rabbia nell’ecosistema italiano delle startup, che aveva visto nella vicenda della costituzione digitale un’opportunità di rinnovamento dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Stato della norma introdotta dal 2016 che per cinque anni ha permesso di creare una srl online e senza notaio.

Adesso si torna indietro, proprio nel momento in cui si parla di liberalizzazioni. Una contraddizione che mina la credibilità di questo governo su tutti gli impegni per l’innovazione. (g.io.)

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