TECNOLOGIA SOLIDALE

Le piattaforme social, Trump e l’accessibilità per tutti

Facebook e Twitter hanno reso le loro piattaforme non accessibili all’ex preisdente americano. Ma come messe con l’accessiblità digitale? Facebook ha potenziato la soluzione per i non vedenti e ipovedenti. Google ha lanciato due app. Twitter ha reso accessibili a le immagini con una descrizione testuale

Pubblicato il 22 Gen 2021

Le piattaforme social, Trump e l’accessibilità per tutti
Photo by inlytics | LinkedIn Analytics Tool on Unsplash

In queste ultime settimane si è parlato molto di piattaforme e libertà di espressione dopo la chiusura degli account Twitter e Facebook dell’ex presidente Donald Trump. Le piattaforme hanno reso a Trump “non accessibili” i loro canali, ma come sono messe con l’accessibilità digitale? Specialmente ora che l’accessibilità è un diritto e una necessità, causa le restrizioni imposte dal contrasto alla pandemia.

Ecco le ultime notizie a riguardo.

1. Questa settimana Facebook ha lanciato un potenziamento di AAT, la funzione di Testo Alternativo Automatico che fornisce migliore precisione e dettaglio alle descrizioni delle foto pubblicate in Facebook e Instagram.

Una buona notizia per le persone non vedenti e ipovedenti. Tramite intelligenza artificiale, l’AAT genera la descrizione di un’immagine. La nuova versione migliorata di AAT aumenta di oltre 10 volte da quando lo strumento è stato introdotto (2016) il numero di oggetti e contenuti riconosciuti nelle foto su Instagram e Facebook . Ora sono più di 1.200 unità. Di conseguenza, più foto saranno dotate della descrizione e, particolare non da poco, in modo completamente automatico.

2. A fine 2020 Google ha aumentato i suoi tool per l’accessibilità. Per favorire la lettura labiale hanno realizzato due app: live transcribe – trascrizione istantanea e Amplificatore. La prima scrive in tempo reale sullo schermo dello smartphone ciò che viene detto; la seconda amplifica (come dice il nome) e adatta i suoni e le voci intorno alla persona con difficoltà uditive.

Lookout è invece l’app che aiuta le persone con disabilità visive a essere più autonome. Puntando lo smartphone in una qualsiasi direzione, Lookout offre una descrizione vocale dell’ambiente e degli oggetti, grazie a modelli di intelligenza artificiale.

Sempre sull’intelligenza artificiale si basa la descrizione immagini su Chrome: chi utilizza uno screen reader può riconoscere le immagini online prive di etichette descrittive o di un testo alternativo. Questa funzione si attiva dalla sezione Accessibilità delle impostazioni di Chrome.

3. Su Twitter è disponibile la possibilità di rendere le immagini accessibili a tutti, inserendo manualmente una descrizione testuale (con 1.000 caratteri a disposizione!) dell’immagine postata. Qui, non vi è nulla di automatico o legato all’intelligenza artificiale. Trattasi di usare la nostra intelligenza, la tua come la mia, per sfruttare questa opzione: l’accessibilità dipende anche da ciascuno di noi. Daje!

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Antonio Palmieri

Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido. Sposato, due figli, milanese, interista. Dal 1988 si occupa di comunicazione, comunicazione politica, formazione, innovazione digitale e sociale. Già deputato di Forza Italia
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