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EY CAPRI

Italia 2017, boom del turismo. E con la smart city si può fare anche meglio

di Luciana Maci

19 Set 2017

Le presenze turistiche potrebbero essere ulteriormente incrementate se i centri urbani fossero più “intelligenti”. Se ne parla all’EY Capri Digital Summit con dirigenti pubblici e manager di utility. Case studies: Barcellona e Modena. Resta un problema di fondo: le infrastrutture per migliorare la connettività

Il 2017 è stato un anno record per il turismo in Italia. Secondo i dati diffusi a inizio settembre, le località marine hanno registrato +16% di presenze rispetto allo scorso anno, borghi e musei +12,5%, il turismo interno +3,2%. Tra giugno, luglio e agosto gli stabilimenti balneari hanno rilevato 90 milioni di presenze, un incremento dei turisti stranieri del 5% sullo stesso periodo dell’anno scorso e un aumento generalizzato in tutte le regioni costiere, con il primato all’Emila Romagna (+25%) seguita da Puglia (+23%) e Sicilia (+22%).

Un trend decisamente positivo. Che potrebbe esserlo ancora di più grazie alle smart city, centri urbani “intelligenti”, digitalizzati e sostenibili. Lo sottolinea Andrea D’Acunto, partner EY, che sarà il moderatore di una tavola rotonda su questi temi al Digital Summit EY Capri dal 4 al 6 ottobre. L’incontro previsto per il 5 ottobre e intitolato “Smart cities: traiettorie urbane dall’infrastruttura ai servizi”, si aprirà con un case study: riflettori puntati sulla città di Barcellona, con l’intervento della Chief Technology and Innovation Officer Francesca Bria. Dopo Maria Ludovica Agrò, Direttore Generale per l’Agenzia per la coesione territoriale, sarà il turno di due società multiservizi, Iren, per la quale parlerà il Ceo Massimiliano Bianco, e A2A con il Ceo Valerio Camerano: entrambe società che, rendendo smart i servizi al cittadino, hanno un forte impatto sull’intero tessuto sociale urbano. Dopo l’intervento di Andrea Cardamone, Ceo di Widiba, salirà sul palco la “smart Modena” con Ludovica Carla Ferrari, Assessore Attività Produttive, Turismo e Smart City. Concluderà Marco Icardi, Regional Vice Presidente SAS e CEO SAS Italia. Dal dibattito emergerà un’analisi a 360 gradi sulle città come piattaforme urbane di sviluppo, con focus anche sul legame tra centri urbani e offerta turistica.  “Le smart cities – spiega Andrea D’Acunto – danno la possibilità anche alle città medie e piccole di essere al centro dell’attenzione, non solo dei loro cittadini, ma anche dei turisti”. Vediamo come e perché.

I BIG DATA PER IL TURISMO

Per la dimensione e il ruolo che ha assunto nell’economia, il turismo può essere considerato un “fenomeno urbano”. In quanto tale necessita di adeguati processi di governance, linee politiche e strumenti per ridurne l’impatto sull’organizzazione delle città e sulla vivibilità urbana in generale e, allo stesso tempo, per gestire e potenziare l’afflusso turistico verso quelle stesse città. Il paradigma della smart city è un’opportunità per rivedere gli attuali meccanismi di pianificazione e gestione di una città, ma necessita di un approccio olistico, che metta insieme tutte le componenti della “smartness” urbana: economia, mobilità, ambiente, persone, vivibilità, governance. Una smart city utilizza le ICT (Information and Communications Technology) per raccogliere e misurare la qualità di strade, edifici, trasporti e aria. Questo significa ‘embeddare’ sensori e altri tipi di tecnologie per monitorare e raccogliere dati di qualsiasi genere, da quelli relativi all’inquinamento e al traffico fino a quelli sull’utilizzo dell’energia. Questi dati sono successivamente comunicati via cavo o in modalità wireless attraverso l’Internet of Everything (IoE), nell’ambito del quale tutto è inter-connesso. Dopodiché i dati sono vengono assemblati e analizzati per aiutare i decision makers nell’amministrazione pubblica e nel mondo degli affari a prendere decisioni migliori.

CON LA TECNOLOGIA POSTI MIGLIORI DA VISITARE

Che cosa ha a che fare tutto questo con il turismo? Molto, in realtà, come spiega Scott Wayne, presidente della SW Associates , società internazionale di consulenza sullo sviluppo sostenibile attraverso il turismo. “Tutte le tecnologie di implementazione della smart city – dice Wayne – possono contribuire allo sviluppo del comparto turistico migliorando la qualità e la sostenibilità di quanto può offrire una destinazione a tutti i livelli sia per il visitatore, sia per il cittadino. L’utilizzo delle più recenti tecnologie per fornire soluzioni innovative in ogni ambito della città contribuisce a rendere quella destinazione più efficiente, verde e pulita, dunque un posto migliore da visitare (e in cui vivere e fare affari)”.

QUALITÀ E NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS 

D’altro lato un centro urbano più “intelligente” favorisce nuove opportunità di business, specialmente nel settore del travel e del turismo. “Gli hotel, i ristoranti, i trasporti collegati al turismo e le attrazioni – prosegue Wayne – traggono beneficio da una migliore qualità della vita. È la teoria della finestra rotta: il disordine, come una finestra rotta, attrae più disordine, mentre se quella finestra viene riparata si ottiene l’effetto opposto. I visitatori accorrono nei luoghi che trasudano qualità. A volte accorrono persino in numero eccessivo. Ma la tecnologia correlata alle città intelligenti può anche aiutare a gestire meglio la folla, così come può agevolare procedure come le vendite di biglietti, ottimizzare i tempi di visita di un determinato luogo ecc. ecc.”.

SMART CITIES E TURISMO, GLI ESEMPI INTERNAZIONALI

Malta, meta turistica famosa per il suo mare e le sue bellezze culturali, è intenzionata a diventare un’isola smart grazie al progetto SmartCity-Malta, join venture tra la società SmartCity di Dubai e il governo locale, in base al quale un’area urbana di circa 360mila metri quadri diventerà entro il 2021 un Cluster ICT e Media. Singapore, altra destinazione del turismo orientale (oltre che importante centro economico) ha lanciato nel 2014 lo “Smart Nation Project” che prevede abitazioni pubbliche automatizzate, autovetture senza guidatore che possano portare in ospedale o dal dottore gli anziani malati, ventilatori che per risparmiare energia si attivino nei luoghi pubblici solo se si raggiunge una certa temperatura. Negli Stati Uniti le 7 città considerate più smart sono Austin, Columbus, Denver, Kansas City, Pittsburgh, Portland e San Francisco. E intanto ad Abu Dhabi c’è Masdar City, progettata dallo studio di architettura inglese Foster and Partners, che punta a diventare la prima città al mondo a contare esclusivamente sull’energia solare.

IL CASO BARCELLONA SPIEGATO DA UN’ITALIANA

All’EY Capri Digital Summit verrà presentato l’esempio di Barcellona, città che attrae un forte flusso di turisti. Ne parlerà un’italiana trapiantata in territorio spagnolo, l’economista Francesca Bria, che dirige il dipartimento di Tecnologia e Innovazione Digitale del Comune. Tra i vari incarichi, Bria è consulente della Commissione Europea per gli sviluppi di Internet e delle smart city ed è membro dell’Expert group sull’Open innovation della Commissione europea. Certamente una delle persone più adatte a spiegare come deve essere una città intelligente e quali sfide deve affrontare. Sfide di tutti i generi. Quindi, appunto, anche sfide per rilanciare o incrementare il turismo.

INFRASTRUTTURE INDISPENSABILI PER LA CONNETTIVITÀ

Un solo esempio di come non essere sufficientemente smart può fare la differenza nel turismo: numerose strutture del settore ricettivo in Italia sono giudicate buone o ottime dagli ospiti, ma non riescono ad ottenere il massimo del punteggio su siti come TripAdvisor a causa della connessione a Internet lenta o addirittura inesistente. Persino quando si parla di argomenti quali vacanze e luoghi di villeggiatura torna in ballo una delle questioni chiave per l’Italia digitale: la necessità di infrastrutture che consentano una migliore connettività su tutto il territorio.

“Smart cities e Internet of services sono due concetti assolutamente collegati” chiarisce Andrea D’Acunto in questo video. “Nella visione di EY il modello di smart city è fondato su 4 linee: infrastrutture, sensoristica, informazioni e delivery platform”.

È proprio su “Infrastrutture e investimenti per la città del futuro” che è incentrato un altro incontro del Digital Summit di Capri nella mattinata del 5 ottobre. Moderato da Paola Testa, Mediterranean Advisory Energy Leader di EY, l’appuntamento sarà aperto da Franco Bassanini, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Open Fiber, società nata con lo scopo di portare la fibra ottica a banda ultralarga in tutto il Paese e quindi focalizzata sull’importanza di rendere l’accesso a Internet più veloce ovunque: il suo progetto più recente è portare la connettività super veloce nelle aree prive di infrastrutture fino ad arrivare a coprire 3.000 Comuni italiani entro il 2018. Dopo Mauro Bonaretti, Capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, interverrà Maurizio Dècina, Presidente di Infratel, stazione appaltante del Ministero dello Sviluppo Economico dedicata allo sviluppo delle reti di accesso a banda larga e ultralarga nelle zone a fallimento di mercato del Paese. Dècina farà il punto sulla roadmap per cablare le aree bianche. Seguiranno Stefano Donnarumma, CEO di Acea, e Piercarlo Giannattasio,  Ceo di CommsCon e Director DAS-Small Cells Business Unit Cellnex Europe. Chiuderà il tavolo Stefano Venier, Ceo di Hera, un gruppo che considera la smart city una “scelta obbligata”. La multiutility impegnata su un vasto territorio in Emilia-Romagna, su una parte della provincia di Pesaro-Urbino e sulle province di Padova e Trieste è convinta che la strada verso una città smart passi anche e soprattutto attraverso la sostenibilità ambientale. E una città più sostenibile è una città più attraente per tutti, cittadini e turisti.

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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