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COMPETITIVITÀ

Open Fiber porta la banda ultralarga in 50 Comuni italiani

03 Lug 2017

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Entro luglio via ai primi cantieri nelle aree prive di infrastrutture per la connettività super veloce, per poi arrivare, a fine 2018, a una copertura di 3.000 Comuni . Un progetto, dice a CorCom Stefano Paggi, direttore Network & Operations, in linea con la roadmap di governo. Sulla quale si farà il punto a EY Capri 2017

La banda ultralarga sta per arrivare anche in molte zone dell’Italia dove le infrastrutture per la connettività super veloce erano fino a questo momento inesistenti. Ci penserà Open Fiber, società nata con lo scopo di portare la fibra ottica a banda ultralarga in tutto il Paese. Come ha svelato in questa intervista a CorCom Stefano Paggi, direttore Network & Operations di Open Fiber, apriranno entro fine luglio i primi cantieri dell’azienda nelle aree bianche. Sia per la banda larga sia per la banda ultralarga si distingue tra aree bianche, grigie e nere. In particolare si definiscono aree bianche le zone in cui le infrastrutture per la banda larga sono inesistenti.

 

Stefano Paggi direttore Network & Operations di Open Fiber

 

Paggi ha preannunciato che saranno 50 i Comuni in cui verranno avviati i lavori nelle regioni Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. “Il resto dei cantieri, per un totale di circa 3.000 Comuni coinvolti – ha aggiunto – sarà inaugurato fra la fine del 2017 e il 2018 in modo da riuscire a chiudere i lavori entro 3 anni, in linea con la roadmap di governo”.

Su questa roadmap si farà il punto in occasione dell’EY Capri Digital Summit 2017, il vertice che vede riuniti i protagonisti dell’innovazione digitale a Capri dal 4 al 6 ottobre.

“Se contiamo anche il secondo bando Infratel, in ballo ci sono circa 10 milioni di edifici per un controvalore di 2,7 miliardi di euro. Si tratta di un progetto complesso a cui si aggiunge quello per le aree nere” ha affermato Stefano Paggi. Le aree nere sono quelle in cui operano oppure opereranno nel prossimo futuro almeno due diversi fornitori di servizi di rete a banda larga e la fornitura avviene in condizioni di concorrenza.

Il piano di Open Fiber prevede di cablare 281 Comuni nelle aree nere – i maggiori Comuni quanto a estensione territoriale e presenza della popolazione -di qui a 5 anni per un totale di circa 10 milioni di unità immobiliari. Il tutto a fronte di un investimento diretto per ben 3,7 miliardi.

Serviranno risorse. Paggi spiega che l’azienda si sta orientando “su due tipologie di risorse: da un lato profili senior nel settore tlc, dall’altro giovanissimi da formare. Il tutto con l’obiettivo di dare vita a un mix di esperienza-nuove competenze che consenta di affrontare al meglio le prossime sfide”.

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