Zitto, zitto Zanonato apre il Fondo di Garanzia. Cosa faranno adesso le banche? | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Start Up & Decreti

Zitto, zitto Zanonato apre il Fondo di Garanzia. Cosa faranno adesso le banche?

24 Giu 2013

Il ministro dello Sviluppo Economico prende un provvedimento per facilitare il credito bancario. Ma l’attuazione non è automatica. Intanto la Consob rinvia il regolamento sul crowdfunding. E fra un impegno e una promessa il tempo passa. Ma questo Governo non ne ha molto

 

Zitto, zitto Zanonato potrebbe raccogliere i frutti del lavori avviati sul cantiere startup, se non si perderà tra decreti, regolamenti e attuazioni. Il ministro dello Sviluppo Economico, il veneto Flavio Zanonato, ha decretato che start up innovative, cioè quelle iscritte agli speciali registri delle Camere di Commercio, e gli incubatori certificati potranno accedere al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese gratuitamente, per avere garanzie appunto fino all’80% dei crediti bancari.

Una buona notizia, certamente. Tutta da verificare quando il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e se le banche apriranno i cordoni della borsa a vantaggio di start up e incubatori, cosa che in verità finora succede raramente. Vedremo se adesso che potranno avara una garanzia di Stato saranno più disponibili.

In attesa che il Decreto del Fare venga pubblicato e che si possa comprendere meglio il funzionamento dell’Agenzia Digitale e lo scorrere dell’Agenda, con le auspicabili ripercussioni positive sull’ecosistema dell’innovazione, per le start up sono settimane decisive. Entro fine giugno era attesoil regolamento Consob del crowfunding. Adesso sembra che slitterà di qualche settimana, si dice che arriverà entro fine luglio. E’ un pezzo importante per l’attuazione delle misure pensate dalla task force voluta nel precedente Governo dal ministro Corrado Passera. Sarebbe grave se venisse ancora a mancare a lungo, privando le start up di un canale alternativo ma regolamentato di finanziamento.

Ci vuole pazienza e tempo, avverte sempre Alessandro Fusacchia, coordinatore di quella task force inisteriale, un giovane cauto perché conosce bene i percorsi e i meandri delll’amministrazione pubblica. Un anno è un tempo lunghissimo per una start up e brevissimo per la macchina legislativa. Ma questo Governo di tempo non ne ha molto e le aziende, neonate, piccole o grandi, non vanno avanti con gli annunci, le promesse, gli impegni e i decreti che si perdono nelle nebbie. «Staimo attraversando una grande opportunità di cambiamento», ha detto Fusacchia nei giorni scorsi durante un evento a Padova. Appunto, non perdiamola. 

 

 

 

di Giovanni Iozzia