TIM #WCap, che cosa cambia per le startup (e perché non ci sarà l'equity crowfunding) | Economyup
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TIM #WCap, che cosa cambia per le startup (e perché non ci sarà l’equity crowfunding)

29 Lug 2016

Focus su società più mature, aumento del grant a 40mila euro e un premio per le migliori giovani imprese: ecco le novità dell’edizione 2016 dell’acceleratore di TIM, raccontate a EconomyUp dalla responsabile Ilaria Potito. Che spiega l’abbandono di un progetto annunciato nel 2014

Ilaria Potito, responsabile di TIM #WCap
L’edizione 2016 di TIM #WCap porta con sé alcune novità. Presentando le 26 le migliori startup digitali, che quest’anno saranno protagoniste dell’acceleratore di TIM, Ilaria Potito, responsabile di TIM #WCAP, sottolinea, in un’intervista a EconomyUp, i cambiamenti introdotti quest’anno: il focus su startup digitali mature e strutturate, l’aumento del grant a 40mila euro e l’introduzione di un premio aggiuntivo per le migliori giovani imprese. Nel frattempo ricorda l’importanza dell’open innovation per TIM e rimarca la necessità di sinergie per sviluppare l’ecosistema della startup di Roma, dove TIM ha la sua sede. Infine svela perché l’azienda ha rinunciato al progetto di equity crowdfunding annunciato due anni fa (“per le operazioni in equity c’è TIM Ventures”).

Un primo bilancio della call 2016: come è andata? Ci spiega in dettaglio le novità rispetto alle precedenti?
È andata benissimo: circa 6.000 iscritti alla nostra piattaforma, 1.400 team di innovatori che hanno registrato le loro startup, oltre 1.000 application ricevute. Quest’anno in modo particolare la call si è rivolta a startup digitali mature e strutturate: questa è la prima novità rispetto al passato e abbiamo voluto sottolinearla parlando, non più di Call for Ideas, ma di Call for Startups. Il primo segnale di questo cambiamento è certamente il valore del  grant che è aumentato da 25.000 a 40.000 euro. Inoltre con la Call di quest’anno è stata introdotto il “Best in Class Program” che premia le 10 startup che si distingueranno durante i tre mesi del percorso di accelerazione con 10.000 euro aggiuntivi e con un ulteriore mese di accelerazione.

Con quali criteri sono stati scelti i vincitori?
Gli elementi di valutazione dei progetti sono quelli classici: qualità del team, innovatività dell’idea e business model sostenibile a cui va aggiunta l’aderenza ai bisogni d’innovazione espressi da TIM. Proprio per questo, da quest’anno c’è stato un coinvolgimento più intenso e diretto delle business unit aziendali. La parola d’ordine è open innovation: crediamo davvero che sia possibile fare innovazione utilizzando non solo le risorse interne, ma anche rivolgendosi all’esterno, con attenzione alla generazione di idee nate fuori.

Hanno prevalso uno o più settori di attività rispetto ad altri?
I settori di attività in cui abbiamo scelto le startup sono diversi: industry 4.0, smart city, smart agriculture, smart logistics, e-payment, security, smart home, smart devices ed  e-health, nonnchè sistemi di monitoraggio e gestione di reti complesse. Come considerazione generale, si conferma una forte presenza di soluzioni basate sulla raccolta e l’analisi dei dati (quindi big data e data analytics) e l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale: insomma, tutto spinge nella direzione di una vita futura sempre più smart.

Nel 2014 si parlava anche di una piattaforma di equity crowdfunding per sostenere le startup con l’equity. Progetto sfumato? Perché?
TIM #Wcap Crowdfunding era nato nel 2014  ed era stato configurato fin da subito come un progetto sperimentale da cui trarre informazioni sul futuro e sulle potenzialità del crowdfunding in Italia. Dopo un anno dal lancio, abbiamo constatato che di questo mezzo  beneficiavano soprattutto i progetti di social innovation. Nel frattempo, in ambito Corporate Shared Value, è stata realizzata la piattaforma di crowdfunding di TIM ‘WithYouWeDo’ per sostenere idee ed iniziative che creino valore sociale. Quindi abbiamo deciso di canalizzare tutte le energie su WithYouWeDo, a cui TIM #Wcap può offrire la sua pipeline di startup nel settore della social innovation. Dal lancio di WithYouWeDo nel 2015, sono stati raccolti complessivamente oltre 780.000 euro. TIM Wcap Crowdfunding non era una piattaforma di equity crowdfunding ma reward based, come WithYouWeDo. Relativamente alle operazioni in equity abbiamo deciso, al momento, di destinare tutte le risorse in TIM Ventures che è peraltro molto attiva.

Come prosegue il rapporto tra TIM #Wcap e TIM Ventures?
È naturalmente solido e costante. TIM Ventures fin dalla sua nascita è molto dinamica negli investimenti e trova il suo immediato riferimento nelle startup TIM #Wcap in cui ha creduto e continua a credere. Non a caso figura tra i VC corporate più attivi a livello globale. Sono dodici le nostre startup in cui ha investito, molte delle quali – per esempio Oliproject, Pedius, Innaas, Unfraud – sono anche fornitori dell’azienda: questo a riprova della fiducia che TIM ripone nelle potenzialità dell’open innovation.

TIM #Wcap è tra i protagonisti dell’ecosistema romano delle startup. Quale contributo ha portato in questi anni? Quale porterà?
TIM #Wcap ha dato e continua a dare un contributo importante innanzitutto alla costruzione dell’ecosistema dell’innovazione nazionale. Nell’acceleratore di Roma, grazie alla vicinanza con gli  headquarter aziendali, possiamo curare al massimo le relazioni con i manager TIM nell’interesse di tutte le nostre startup, sviluppare e mantenere facilmente i rapporti con la pubblica amministrazione, cogliere e divulgare immediatamente le opportunità istituzionali.

Di cosa avrebbe bisogno l’ecosistema romano per crescere ancora?
L’innovazione non nasce dal nulla, ha bisogno di essere strutturata in percorsi in cui le startup possano muoversi per crescere. I grandi risultati non si raggiungono da soli. A Roma serve sempre sinergia fra tutti gli attori dell’ecosistema locale: acceleratori, istituzioni, associazioni, investitori, tutti dobbiamo sforzarci di costruire assieme opportunità di emersione e crescita per le startup. Per questo in TIM #Wcap continuiamo a costruire una fitta rete di partnership sul territorio : penso ad esempio alla nostra collaborazione con l’associazione Roma Startup, con Lazio Innova e apriamo volentieri il nostro acceleratore a chi ci propone iniziative interessanti o voglia organizzare con noi eventi che promuovano lo sviluppo del startup. 

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