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Editoria & Innovazione

Tidbit, come funziona il marketplace che fa incontrare freelance ed editori

05 Gen 2016

La startup costituita da 5 giornalisti permette agli operatori della comunicazione di proporre scritti, foto e video e agli editori di trovare contenuti per la pubblicazione. Il compenso viene erogato al momento dell’acquisto. Tra gli sperimentatori l’Huffington Post

Il team di tidbit
Un luogo virtuale per far incontrare giornalisti ed editori. Si chiama tidbit ed è una startup nata dall’idea di 5 giornalisti ed esperti di comunicazione che punta ad annullare la distanze fra l’universo dei freelance dell’informazione e le redazioni giornalistiche. In pratica è un marketplace italiano che permette ai giornalisti di proporre al mercato editoriale scritti, foto e video originali e agli editori di trovare contenuti per la pubblicazione online o su riviste e giornali cartacei.  E ha già tra i suoi “clienti” l’Huffington Post.

Tidbit è di proprietà di Menabò Srl, società iscritta al registro speciale delle startup innovative con sede Roma. A costituirla sono state la Ceo Antonella Marrone, Cristiana Pulcinelli, Laura Pecchioli, Claudio Jampaglia e Andrea Miluzzi, tutti project and development manager e tutti attivi da tempo a vario titolo nel mondo del giornalismo e dell’editoria.  

Grazie alla piattaforma giornalisti, fotografi, videomaker e illustratori, italiani e non, potranno cimentarsi con il settore dell’editoria in modo trasparente e flessibile. Gli autori, a cui non viene richiesta iscrizione all’albo né requisiti fiscali particolari, avranno infatti la possibilità di inserire le proprie idee, siano esse già pronte per la pubblicazione o ancora da realizzare, specificando il formato e il prezzo richiesto. 

Gli editori potranno poi scegliere tramite un apposito motore di ricerca l’idea più adatta alle proprie necessità, commissionando definitivamente il lavoro. Oppure lanciare una richiesta al popolo dei freelance su un determinato servizio giornalistico da realizzare.   

A 10 giorni dal lancio del portale online sono già numerosi i freelance iscritti, che possono già proporre i propri contenuti alle testate registrate, tra le quali Huffington Post, Left e Cina in Italia. A quest’ultime se ne aggiungeranno altre nei prossimi mesi, ampliando così la domanda del mercato editoriale, anche quella proveniente dall’estero.

Sul versante dei compensi, tidbit punta a garantire tanto la platea degli autori quanto quella degli editori: se un pezzo viene comprato o prenotato chi compra paga subito la cifra stabilita, che viene congelata fin quando il contenuto non arriva a destinazione per essere pubblicato. I compensi in ogni caso devono essere in linea con le recenti indicazioni in materia di equità dei corrispettivi per le prestazioni giornalistiche.

Tidbit ha anche vinto il bando Lazio Innova per la creazione o lo sviluppo di nuove società. (L.M.)

 

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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