Brand come Pittarosso, VeraLab, Piazza Italia, Ducati e Giordano Shop hanno qualcosa in comune: per gestire le conversazioni con i clienti dei loro eCommerce, si affidano agli agenti AI sviluppati da TextYess.
La startup, fondata nel 2023, ha annunciato di aver raccolto altri 4 milioni di euro attraverso un’operazione guidata da Italian Founders Fund, con la partecipazione degli investitori esistenti VC Partners ed Entourage. Ne abbiamo parlato con il CEO e co-founder Riccardo Russo.
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La storia e i founder di TextYess
Riccardo Russo e Edvaldo Gjonikaj si sono conosciuti attraverso la piattaforma per trovare un co-founder offerta da Y Combinator, l’acceleratore di startup della Silicon Valley da cui sono passate – tra le altre – Airbnb, Dropbox e Stripe. All’epoca Russo proveniva da diverse esperienze nel mondo startup, anche nel campo dell’eCommerce, mentre Gjonikaj lavorava come ingegnere software.
“Ci ha convinto soprattutto la complementarità dei nostri profili, dato che io portavo la conoscenza del mercato e dei brand, lui la capacità di costruire prodotto e tecnologia”, conferma Russo a EconomyUp. “La cosa più importante però è che condividevamo la stessa ambizione di voler costruire un’azienda tecnologica che potesse competere a livello internazionale”.
Dagli SMS agli agenti AI su WhatsApp, verso il CRM autonomo
Proprio lavorando a stretto contatto con gli eCommerce, Riccardo Russo si è reso conto di quanto fosse difficile fidelizzare i clienti. “Il problema che tornava più spesso era la retention. Acquisire un cliente su Meta e Google costava sempre di più. Gli strumenti per farlo tornare a comprare, invece, erano rimasti più o meno gli stessi”.
La startup ha mosso i primi passi con gli SMS, per poi lanciare quello che tuttora è il suo core business: agenti AI che interagiscono con i clienti su WhatsApp per rispondere alle loro domande, consigliare prodotti e incoraggiarli a completare gli acquisti. Ma i feedback raccolti dai clienti hanno portato la startup a cambiare rotta.
“All’inizio eravamo convinti che il problema fosse il canale: le email hanno tassi di apertura sempre più bassi, e WhatsApp era la risposta. Ha funzionato, ma lavorando con più di 350 brand abbiamo capito che il vero limite non è mai stato il canale. È il tempo per lavorarci”. Il passo successivo, da perfezionare anche grazie alle risorse appena raccolte, è quindi la costruzione di un CRM gestito in autonomia da agenti AI.
“Con i software tradizionali il brand ha gli strumenti, ma tutto il lavoro resta al team: decidere a chi scrivere, creare i segmenti, scrivere i contenuti, impostare le campagne, analizzare i risultati. Il risultato è che quasi tutti mandano la stessa email con lo stesso codice sconto a 50.000 contatti, perché non hanno il tempo di fare altro”, spiega Russo. “Con TextYess quel lavoro lo fanno gli agenti AI.
Ogni settimana propongono cosa fare, a quali clienti scrivere e con quale messaggio, su email, WhatsApp o sul sito, e poi lo eseguono. Il team approva e decide la direzione. Mi piace pensarlo come una nuova assunzione: all’inizio la supervisioni e poi, man mano che i risultati arrivano, le affidi più autonomia”.
Il round e l’ingresso di Italian Founders Fund
Per ogni euro che un brand spende per TextYess, la piattaforma stima di contribuire a generare circa 15 euro di fatturato. Questo il dato con cui i co-founder si sono presentati da Italian Founders Fund, il fondo di venture capital creato da una community di imprenditori e founder italiani, che a luglio ha chiuso la raccolta a 100 milioni di euro di cui 40 già investiti in startup. Una stima che è stata accolta da curiosità ma anche da scetticismo, ricorda Virginia Bassano, che fa parte del team di investimento del fondo.
“L’attribuzione nel marketing non è mai perfetta”, scrive. “Ma il segnale più interessante era altrove: i clienti ampliano l’utilizzo della piattaforma. TextYess ha un tasso di mantenimento dei ricavi netti (NRR) del 141% nel suo segmento principale di clienti ideali (ICP); circa un quarto dei nuovi clienti arriva attraverso il passaparola”.
È proprio Italian Founders Fund a guidare l’estensione da 4 milioni di euro del round seed, che porta la raccolta complessiva a superare i 7 milioni. All’operazione partecipano anche VC Partners ed Entourage, già presenti tra gli investitori di TextYess.
Il futuro di TextYess, tra sviluppo del prodotto ed espansione all’estero
Il nuovo capitale raccolto servirà dunque innanzitutto allo sviluppo del prodotto. In parallelo, la startup ambisce a espandersi all’estero, a cominciare dal Regno Unito dove ha già i suoi primi clienti. Tutto questo sapendo che lavorare con tecnologie che cambiano così rapidamente impone di tenere il passo.
“Quando escono strumenti nuovi, spesso siamo tra i primi a sperimentare, a capire come usarli e a portarli nel nostro prodotto”, afferma Russo.

































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