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Ritorno al lavoro

Startup e innovazione, che cosa c’è nell’agenda di settembre

29 Ago 2016

Riordino degli incentivi per le startup, diffusione del piano per l’Industria 4.0, ripresa del ddl sulla concorrenza: questi sono gli annunci del governo. E da dove inizierà il lavoro del nuovo Commissario per l’Italia Digitale Diego Piacentini

Riordino degli incentivi per le startup e lancio del piano sull’Industria 4.0 da parte del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), discussione in parlamento del disegno di legge sulla concorrenza, previsto inizio dell’operatività del Commissario al Digitale Diego Piacentini: in un’ipotetica agenda etichettata sotto la dicitura “Italia, innovazione e nuova imprenditorialità” sarebbero soprattutto questi gli appuntamenti segnati a partire da settembre. Progetti annunciati da tempo che si dovrebbero appunto concretizzare in autunno. Vediamoli uno per uno.

► Calenda e il riordino degli incentivi per le startup – Lo ha promesso a giugno: “La mia scommessa è avere per settembre un piano industriale per il ministero, prima di tutto con un elenco di quello che dovrebbe e non dovrebbe esserci, con totale trasparenza su quello che va o non va eliminato, con la tempistica necessaria per chiudere gli incentivi che non servono più”. A dirlo è stato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda al Festival Economia di Trento, sottolineando che finora “nessuno è andato a riguardare gli incentivi, che non sono così tanti in termini di importi, ma sono tantissimi in termini di numero, e piccolissimi”. Calenda ha precisato che gli incentivi alle imprese sotto la lente del ministero dello Sviluppo economico valgono “circa 3 miliardi, niente a che vedere con le cifre girate in passato” ma dal loro riordino “potrebbe essere che si liberino risorse per fare altre cose, riducendo il loro ammontare complessivo”. E ha sottolineato che gli incentivi “ora sono polverizzati” e l’idea è che “da dieci se ne possano fare due-tre, per liberare risorse”. Ad esempio, ha aggiunto, “per rifinanziare il superammortamento“-

Calenda e il piano Industria 4.0 – Il piano del governo sull’Industria 4.0 era stato annunciato per il 5

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico
agosto, ma è slittato a “dopo la pausa estiva”. Quindi in autunno se ne dovrebbe riparlare. Non esiste ancora una definizione esauriente di Industria 4.0, ma in estrema sintesi alcuni analisti tendono a descriverla come un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Nella definizione di Industria 4.0 rientrano la stampa 3D, la robotica, l’intelligenza artificiale, le interazioni machine-to-machine. Le istituzioni italiane hanno cominciato a interessarsi ufficialmente di Industria 4.0 circa un anno fa: da allora sono stati annunciati documenti, diramate anticipazioni degli stessi, organizzate audizioni in parlamento e riunioni di vario genere. Ma ancora il piano non è stato diffuso. Sembra che il governo intenda prevedere investimenti da 1,5 miliardi per ampliare il super ammortamento al digitale. 

Notai e startup – Per conoscere la prossima puntata, ma probabilmente non l’ultima, della telenovela sulla costituzione di startup online senza notaio bisogna attendere il 30 agosto. È il giorno in cui il Tar del Lazio ha stabilito di riunirsi per esaminare il ricorso presentato dal Consiglio nazionale del Notariato contro il decreto legge 3/2015, articolo 4 comma 10 bis, ovvero il cosiddetto Investment Compact approvato il 24 marzo 2015, che, tra le altre cose, prevede appunto la possibilità di costituire startup ricorrendo alla sola compilazione di un modulo standard “rinforzato” con firma digitale. Grazie all’Investment Compact dal 20 luglio è possibile costituire una startup online ricorrendo alla firma digitale in alternativa al notaio. Basta collegarsi al sito del Registro delle imprese di InfoCamere e compilare il modello standard di atto costitutivo delle startup innovative. Una modalità di iscrizione che permette ai giovani imprenditori di risparmiare tempo e denaro. Ma anche una decisione mai accettata dalla categoria dei notai, i quali hanno deciso di ricorrere al Tar. Roma Startup, l’associazione che riunisce l’ecosistema della capitale, si è già costituita per opporsi ufficialmente al ricorso. Ma già le prime startup hanno adottato la nuova procedura.

Disegno di legge sulla concorrenza – La discussione in parlamento del disegno di legge sulla concorrenza, che contiene anche elementi per la disciplina degli autoservizi pubblici non di linea quali Uber, è stata ancora una volta rinviata a dopo la pausa estiva. Il provvedimento, nato sulla base di segnalazioni dell’Antitrust e all’insegna delle liberalizzioni, ha una lunga gestazione. È in parlamento da circa 18 mesi e ancora deve passare in aula al Senato per poi tornare alla Camera per l’approvazione, che ci si augura sia stavolta definitiva. Sulla questione Uber, però, il legislatore, pressato dai gruppi d’interesse, ha scelto di non decidere, posponendo la scelta. In particolare il 24 maggio è stato presentato in Commissione Industria del Senato un emendamento al ddl Concorrenza che in pratica impone al governo di varare entro un massimo di 12 mesi un decreto legislativo per la “revisione della disciplina in materia di servizi pubblici non di linea”. In sostanza dovrebbe provvedere a regolamentare i servizi di noleggio con conducente (Ncc) e di conseguenza Uber, il servizio tanto odiato dai tassisti che consente di chiamare un’auto con conducente da smartphone. Le regole, insomma, arriveranno non prima di un anno. Se arriveranno. 

Diego Piacentini
Piacentini Commissario al Digitale – L’autunno 2016 sarà la luna di miele dell’Agenda digitale italiana con il suo nuovo boss, Diego Piacentini, numero due di Amazon che ha preso l’aspettativa dalla multinazionale a partire dal 17 agosto per intraprendere il nuovo incarico in Italia. Al momento in cui scriviamo l’incarico non è stato ancora formalizzato. Ma l’arrivo di Piacentini è certo. Annunciato dal premier Matteo Renzi all’inizio dell’anno, il top manager si troverà ad affrontare una situazione non facile in un Paese che deve ancora colmare il gap digitale. Nel decreto legislativo per la riforma del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), in attesa di approvazione, si forniscono precise indicazioni su come dovrà essere e cosa dovrà fare il Commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale, peraltro senza fare in alcun modo il nome di Piacentini perché questo testo si limita a definire il ruolo e i compiti. La proposta è che sia “senza attribuzione di alcun compenso o indennità, con poteri di impulso e di coordinamento nei confronti delle pubbliche amministrazioni cui competono adempimenti connessi e strumentali all’attuazione dell’Agenda digitale italiana, e con attribuzione di potere sostitutivo in caso di inadempienze gestionali o amministrative di misure necessarie all’attuazione della Agenda medesima”. Già dall’autunno si comincerà a capire come e con quali tempistiche verranno attuate queste indicazioni.

 

di Luciana Maci

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