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Provocazioni

Se anche i pensionati d’oro come Giuliano Amato investissero in start up

18 Set 2013

Il neogiudice costituzionale Giuliano Amato dovrebbe investire il suo nuovo compenso in un fondo di venture capital. E’ il consiglio offerto su Mf da Edoardo Narduzzi per allontanare l’alone del privilegio e della casta. In Italia la ricchezza ha di solito preso altre strade. Ma il professore potrebbe dare il buon esempio. Se lo può permettere. E ha già previsto che i giovani “si troveranno con una pensione miserabile, a dormire in auto”. Meglio aiutarli a produrre innovazione, no?

L'articolo di Edoardo Narduzzi su Mf del 18 settembre
Sul quotidiano economico-finanziario Mf Edoardo Narduzzi lancia oggi una proposta semplice e provocatoria: “Se ci fosse permesso di dare un consiglio al pensionato retributivo Amato, gli suggeriremmo di rinunciare al compenso da giudice per investirlo in un fondo di venture capital. Sarebbe il primo di diritto privato originato a Roma, e permetterebbe a qualche giova-ne di qualità di emergere. Amato ha trascorso tutta la vita al riparo dei compensi pubblici, guadagnandoseli onestamente. Ora, da pensionato benestante, può magari provare a prendere qualche rischio in più finanziando il futuro di chi ha il coraggio di innovare”.

Il “pensionato retributivo Amato” è Giuliano, ex premier, ex ministro, ex segretario di partito, ex quasi tutto, appena nominato giudice della Corte Costituzionale dal presidente della Repubblica. Come spiega egregiamente Narduzzi, il professor Amato ha le competenze per il ruolo a cui è stato chiamato ma con il suo carico di “pensioni retributive con galleggiamenti vari, vitalizi e compensi” nonostante gravi su una mente socialista e progressista rischia di incarnare “l’idealtipo dei mali della cattiva gestione della spesa pubblica”. Insomma, un altro esponente della Casta, privilegiato e foraggiato a danno della collettività e, soprattutto, dei giovani. Da qui il pungolo di Narduzzi, che potrebbe/dovrebbe essere esteso alla succulenta tribu dei pensionati d’oro che, tra politica e pubblica amministrazione, non scarseggiano.

Mi diceva tempo fa un venture capitalist che in Italia i soldi non mancano. In molte famiglie e in molte case. Ma preferiscono prendere le vide dell’emigrazione o quelle consolidate del mattone. Non c’è cultura dell’investimento di rischio, prevale una logica di conservazione. Siamo certi che il professor Amato, che conservatore non è mai stato, terrà conto del suggerimento inviato a mezzo stampa, visto che con la ricca pensione già garantita può permettersi di rinunciare al nuovo emolumento costituzionale.

Non potrebbe essere diversamente, visto che pochi mesi fa, era appena marzo, disse pubblicamente in Luiss«Quando tanti giovani arriveranno alla pensione dopo uno slalom tra diversi lavori, si troveranno con una pensione miserabile con cui non potranno vivere e si troveranno a dormire in auto». E lui certamente non può e non vuolle che questo accada. E quindi rifletterà sriamente sull’opportunità di fare venture capital, di finanziare start up. A meno che non sia andato in pensione anche come socialista e progressista. 

di Giovanni Iozzia

  • danny

    concordo con la provocazione,… anche se le pensioni d’oro dovrebbero scomparire, nessuna banca di investimento, tantomeno l’INPS potrà mai garantire un rendita pensionabile a vita oltre le normali cifre di sopravvivenza. Le pensioni dovrebbero essere garantite solo a chi non è più in grado di lavorare (causa malattia e/o invalidità, o perdita del posto di lavoro). Il lavoro dovrebbe essere garantito e riadeguato dinamicamente con le effettive potenzialità del lavoratore, considerando anche l’aspettativa di vita e le condizioni psico/fisiche.

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