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Politiche industriali

Quante sono le Pmi innovative tre mesi dopo? Quattro

17 Giu 2015

Due aziende del Nord, una del Centro e una del Sud figurano nel Registro speciale dedicato alla nuova categoria introdotta dall’Investment Compact il 24 marzo scorso. E per farne conoscere le opportunità le Camere di Commercio mettono online un sito-vademecum che faccia da guida per le future registrazioni

A quasi 3 mesi dall’approvazione dell’Investment Compact, legge che ha introdotto la nuova categoria delle pmi innovative, sono solo 4 le piccole e medie imprese iscritte nel Registro Speciale delle Camere di Commercio. Si tratta di Pontarolo Engineering Spa di San Vito Al Tagliamento (Pordenone), Cosberg Spa di Terno d’Isola (Bergamo), Xenus srl di Roma e Amolab srl di Lecce. Un piccolo gruppo equamente ripartito tra Nordovest, Nordest, Centro e Sud ma oggettivamente molto ridotto. D’altra parte dall’approvazione dell’Investment Compact il 24 marzo 2015 (per la precisione quel giorno è stato convertito in legge il decreto legge datato 24 gennaio 2015) sono trascorsi 84 giorni. Ogni legge ha necessità di un determinato periodo di rodaggio per essere innanzitutto conosciuta e quindi compresa e applicata.  In questo caso potrebbe essere mancata una più diffusa e dettagliata comunicazione sull’introduzione della nuova categoria delle pmi innovative. Comunicazione che ora viene rafforzata con il debutto online del nuovo sito delle Camere di Commercio dedicato appunto alle aziende interessate ad accedere al regime di pmi innovativa. 

Per beneficiare del regime di agevolazioni e incentivi fiscali introdotto dall’Investment Compact è infatti necessario che le imprese interessate si iscrivano nell’apposita sezione del Registro delle Imprese istituita dalle Camere di Commercio. Sul sito è presente un kit informativo che comprende: check-list online per verificare il possesso dei requisiti; modello per l’autocertificazione di possesso dei requisiti; guida per gli adempimenti al registro delle imprese; tutorial sull’utilizzo del software per l’iscrizione alla nuova sezione speciale del Registro; sezione statistica sulle pmi innovative registrate, accessibile gratuitamente in formato aperto, rielaborabile, e aggiornata con cadenza settimanale, in una logica di Open Data.

“La policy a favore delle PMI innovative rappresenta la logica evoluzione del percorso di riforma avviato a fine 2012 con il varo della normativa sulle startup innovative” ha commentato Stefano Firpo, Direttore Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le pmi. “Una volta superata la fase di startup, è necessario che le imprese innovative trovino le condizioni abilitanti per crescere, rafforzarsi e affacciarsi sui mercati internazionali. Il nuovo regime di agevolazioni rappresenta un vero e proprio programma di accelerazione teso a promuovere in modo ancora più deciso e capillare il livello di innovazione tecnologica racchiuso nelle pmi italiane. Quella che sta prendendo forma è una nuova politica industriale votata all’imprenditorialità, alla valorizzazione della ricerca scientifica, all’innovazione aperta e alla creazione di occupazione qualificata”.

Per rientrare nella categoria delle pmi innovative una società deve avere meno di 50 milioni di euro di fatturato all’anno (o un attivo dello stato patrimoniale sotto i 43 milioni), meno di 250 dipendenti e possedere almeno due di questi tre requisiti: il 3% dei costi totali deve essere attribuibile a attività di ricerca, sviluppo e innovazione; un terzo del team deve essere composto da persone in possesso di una laurea magistrale o un quinto del team deve essere formato da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori; oppure deve essere proprietaria di una forma di protezione intellettuale o di protezione del software. Se ha due di questi tre requisiti e un bilancio certificato può accreditarsi alla sezione speciale del Registro delle imprese di cui sopra e godere di gran parte delle agevolazioni previste a beneficio delle startup innovative. Tra queste, solo per fare qualche esempio, c’è la possibilità di remunerare i dipendenti con stock option o di accedere al Fondo di garanzia per le pmi. E chi investe in pmi innovative avrà gli  stessi benefici fiscali di chi investe in startup.

di Luciana Maci

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