Oggi più che mai le startup non sono solo laboratori di innovazione tecnologica, ma anche il banco di prova di nuovi paradigmi imprenditoriali. Se tradizionalmente l’immagine della startup era associata a velocità, scalabilità e disruption dei mercati, oggi una nuova domanda si fa strada con forza: quanto e come la responsabilità sociale, ambientale e di governance (i famosi criteri ESG) entra davvero nelle fondamenta di queste imprese? Cosa significa, davvero, essere una startup “responsabile” in Europa? Fino a che punto l’impegno verso la sostenibilità e il benessere sociale è solo una dichiarazione d’intenti e quando diventa parte della strategia quotidiana? Dopo la ricerca dell’Osservatorio Startup Thinking del 2022 “Startup hi-tech italiane e sviluppo sostenibile”, il primo barometro europeo delle Responsible Startups prova a rispondere a queste domande.
L'INDAGINE
Le startup e la responsabilità: ecco cosa racconta il primo European Barometer of Responsible Startups
Se tradizionalmente l’immagine della startup è associata a velocità, scalabilità e disruption, oggi nelle fondamenta di queste imprese entra la responsabilità sociale, ambientale e di governance. Cosa significa? Lo spiega uno studio europeo
Analista Osservatorio Startup Thinking
Ricercatore Senior dell’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano

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