Il sempre più massiccio utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa produrrà sicuramente vantaggi per l’umanità, ma anche una serie di criticità, per esempio quelle relative alla diffusione dei deepfake, foto, video o audio generati dall’AI che sembrano reali, perciò rischiano di ingannare le persone e destabilizzare la società. Servono e serviranno uomini e mezzi per contrastare questa eventuale, pericolosa deriva. Una startup innovativa con sede a Milano, IdentifAI, ha deciso intelligentemente di farne il proprio business. E alcuni investitori d’eccellenza hanno apprezzato l’idea, tanto da contribuire a un finanziamento seed da 2,2 milioni di euro guidato da United Ventures, gestore di venture capital focalizzato in investimenti in startup tecnologiche. Vediamo meglio cosa fa questa startup e perché ha convinto gli iniziali finanziatori.
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IdentifAI, 2,2 milioni per la startup che scopre i deepfake: chi sono il fondatore e gli investitori
Round seed guidato da United Ventures per IdentifAI, startup di Milano che propone una piattaforma per riconoscere se un’immagine è prodotta da AI generativa o da un essere umano. Chi è il founder Marco Ramilli e perché è piaciuta a Matteo Fago, Edoardo Alessandri e Umberto Paolucci. La tecnologia per il bene comune
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