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Scelte globali

Hive, la lezione armena per fare rete nel mondo

09 Lug 2014

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A New York e Yerevan debutta il primo acceleratore e network per riunire startup, imprenditori e investitori disseminati nel mondo. Scopo: creare un ponte tra le neo-imprese affermate all’estero e i talenti rimasti nel Paese. Un modello utile anche non in caso di diaspora…

I founders e i partners di Hive
La diaspora può contribuire alla crescita internazionale delle startup: potrebbe essere questo lo slogan di Hive, il primo acceleratore e network virtuale per startup armene inaugurato il 22 maggio a New York e il 2 luglio a Yerevan, capitale dell’Armenia.

La moderna diaspora iniziata dopo il genocidio armeno degli inizi del XX secolo ha avuto tra le conseguenze la fuga in massa di un numero imprecisato, ma comunque molto elevato, di armeni in varie parti del mondo. Centinaia di migliaia risiedono attualmente in alcune nazioni europee ma la comunità diasporica più numerosa ed importante si trova in Nord America e principalmente negli Stati Uniti, dove si stima che vivano oltre un milione di armeni. Una tragedia in qualche modo trasformata in opportunità da Hive, progetto della Hovnanian Foundation mirato a riunire startup, imprenditori, professionisti e investitori armeni disseminati in varie parti del globo in un unico grande network.

Come spiegano i founders, Hive è focalizzata su investimenti in fase seed, programmi di accelerazione, eventi online e offline e si impegna a supportare una importante mentorship per i suoi membri. “Invitiamo imprenditori, professionisti, mentor, nuovi talenti, investitori e altri partner a unirsi alla rete di Hive” dicono i fondatori.

Scopo dei fondatori, Nina Kouyoumdjian, Laura Bilazarian e Hrag Hamalian, è proprio “aiutare gli imprenditori armeni a connettersi con il mondo e ottenere investimenti utilizzando l’enorme network della diaspora”. Già nell’evento inaugurale del 22 maggio, il team ha presentato una lista delle prime startup selezionate per l’Hive Advisor matching stage, sorta di percorso di accompagnamento delle neo-imprese.

► C’è AthElite, che si definisce il primo database sugli sport omnicomprensivo e interconnesso: permette agli utenti di scoprire dati particolari e creare o condividere contenuti sui propri sport preferiti.

► Un’altra startup di Hive è Browsy, fornitrice di un’app in grado di trasformare gli interessi espressi su Pinterest sulla moda in una sorta di lista di shopping personale: l’applicazione identifica i prodotti che possono piacere all’utente e lo aiuta ad acquistarli al minor prezzo.

► C’è poi Discotech, l’app della vita notturna, che consente di cercare posto nei ristorante, prenotarli, comprare biglietti e ottenere l’accesso Vip ai club preferiti.

► Infine News Deeply, azienda tecnologica e di new media dedicata a migliorare la user experience attraverso la creazione di piattaforma multi-canale.

Essendo parte del portafoglio di Hive, le quattro startup si impegnano anche a effettuare assunzioni di personale in Armenia per costruire un ponte tra le eccellenze armene all’estero e i talenti rimasti nel Paese.

(L.M.)

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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