Due robot "Made in Italy" in gara per farsi scegliere da Amazon | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

E-commerce

Due robot “Made in Italy” in gara per farsi scegliere da Amazon

07 Apr 2015

Il Politecnico di Torino con Comau (gruppo Fca) e l’Università di Pisa con Istituto Italiano di Tecnologia e Piaggio presenteranno le loro invenzioni all’Amazon Picking Challenge, contest organizzato a maggio dal gigante dell’e-commerce per reinventare la gestione dei magazzini con l’utilizzo di automi

L’Italia offre ad Amazon robot per la gestione dei magazzini. Ci saranno anche due robot costruiti nel nostrop Paese alla Amazon Picking Challenge, competizione che si svolgerà a fine maggio a Seattle per sfidare altri 30 automi “partoriti” dai maggiori laboratori di ricerca al mondo. Si tratta della prima competizione indetta dal gigante dell’e-commerce con lo scopo di reinventare la gestione dei propri magazzini, dai quali ogni giorno vengono spediti in tutto il mondo milioni di beni acquistati online. I team italiani selezionati per la finale sono quelli del Politecnico di Torino e dell’Università di Pisa, che hanno rispettivamente lavorato con due importanti aziende: Comau, del gruppo Fca, e Piaggio.

Obiettivo della gara è indurre la comunità di ricerca robotica internazionale ad escogitare soluzioni avanzate e automatizzate per prendere dagli scaffali gli oggetti ordinati dai clienti online e riporli in pacchi pronti per la spedizione. Alla fine della competizione, che prevede tre premi in denaro simbolici, tutto il software prodotto diventerà “open source”, ovvero sarà a disposizione della comunità scientifica.

Uno dei due progetti italiani è realizzato dal Politecnico di Torino con Comau (membro del gruppo Fca). Come spiega uno dei ricercatori del Politecnico, Manuel Del Verme, la soluzione impiega un robot Racer Comau 999 per realizzare un “braccio” che si muove in sei dimensioni e ha due “mani”, una delle quali non ancora vista in commercio. Il “cervello” del robot è un software che sfrutta un sistema di visione e di profondità unito a una webcam per far sì che il braccio sappia esattamente che cosa afferrare e dove.

Scendendo nei dettagli, Racer 999, un robot antropomorfo a sei assi, ha uno sbraccio inferiore al metro di lunghezza (999 millimetri), caratteristica che lo rende particolarmente adatto ad applicazioni che richiedono uno spazio di manovra ridotto: assemblaggio, manipolazione, asservimento macchine utensili, packaging, ed altre ancora. Creato per un payload di 7 kg estendibili fino a 10 kg con escursione limitata dellasse 5 per Pick&Place rapidi, il robot si è inoltre dimostrato il più veloce della categoria. Oltre alla base del robot, disegnata e costruita per assicurare massima stabilità, Racer 999 può contare su E-motion, il software in grado di ottimizzare e rendere più fluidi i movimenti e di ottenere riduzioni del tempo ciclo fino al 25% rispetto ai robot di precedente generazione. Le dimensioni ridotte del robot e del controllo, inoltre, consentono consumi ridotti grazie alla minor potenza installata secondo i principi dellEnergy Management System eComau.

Il team è composto da Simone Baratta, Giorgio Toscana, Manuel Del Verme per il Politecnico di Torino e da Valentina Ferrara, Ivan Lazzero e Andrea Bisson per Comau.

L’altro progetto italiano è realizzato dal Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa e dall’Istituto Italiano di Tecnologia, centro d’eccellenza basato a Genova e dislocato in varie altre parti d’Italia. “Il nostro punto di forza – spiega Manolo Garabini, ricercatore dell’ateneo toscano – è la mano del nostro robot”, che “ha tutti i gradi di libertà di una mano umana” e “un singolo motore che muove tutte le falangi permettendole di adattarsi a oggetti molto differenti”.

Il team è composto da Tommaso Pardi, Emanuele Luberto, Alessandro Raugi, Mattia Poggiani, Lorenzo Malagia, Fabio Bonomo, Riccardo Persichini, Alberto Brando, Andrea Di Basco, Manuel Giuseppe Catalano, Giorgio Grioli, Manolo Garabini, prof. Antonio Bicchi, Nikolaos Tsagarakis. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

Articoli correlati