Dal turismo parte l'associazionismo delle nuove imprese | Economyup
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Startup

Dal turismo parte l’associazionismo delle nuove imprese

06 Nov 2013

Stefano Ceci ha fondato un gruppo verticale che vorrebbe far confluire in Italia Startup. «Abbiamo esigenze diverse ma serve una visione di sistema». Dopo un’esperienza nell’amministrazione pubblica, ha deciso di puntare sull’innovazione nell’industria del turismo

Stefano Ceci, presidente dell'Associazione Start up Turismo
Ha chiamato la sua società GH, che sta per Grow Hormon. Stefano Ceci crede quindi nella crescita possibile, pensa che le start up possano essere uno degli ormoni essenziali e per questo ha creato anche la prima associazione di categoria, Startup Turismo.

Dopo un importante carriera nell’amministrazione pubblica (è stato direttore generale dell’Apt Servizi della Regione Emilia Romagna) e con una consolidata esperienza nel mondo del turismo, Ceci, 44 anni, è impegnato sul fronte delle start up con tipica esuberanza bolognese. «Mio padre e mio nonno sono stati imprenditori. Ho nel sangue la voglia d’impresa e prima o poi doveva venire fuori». Nel 2011 ha vinto il Premio Nazionale dell’Innovazione con la startup Freshcreator (piattaforma per la creazione di siti aziendali). Quindi ha creato, a Bologna, un acceleratore dove ha appena chiuso un primo round di incubazione con 3 default, 2 progetti sostenibili e 2 importanti. «Adesso lanciamo la call per il secondo round: 5 start up da incubare nel 2014, tutte digitale questa volta».

Nell’ecosistema startup Ceci porta la sua conoscenza dell’industria del turismo. Ha frequentato per anni i meandri degli enti pubblici, a livello nazionale ed europeo; è stato consulente del governo, adesso è project leader di Toolisse, piattaformae di servizi tecnologici per il turismo cofondato con Trentorise in collaborazione con l’Università di Trento e la Fondazione Arhef. Nei prossimi tre anni il marketplace sarà lanciato e sperimentato in Trentino per essere poi esteso a tutt’Italia.

L’associazione Turismo guarda a un comparto importante del made in Italy: il turismo ma anche alla cultura come “prodotto” in grado di attirare e orientare i flussi dei viaggiatori. Perché un’associazione di categoria per le startup? «Per condividere esperienze e valorizzarle ma anche per creare standard», risponde Ceci, che ha già raccolto 23 iscritti, da community a tour operato di nuova generazione.  «Stiamo vagliando altre 12 domande di adesione. Una qualche selezione va fatta. La nostra stima è che le start up del settore turistico siano circa 70».

Ma serve una realtà così verticale e così piccola? Ceci non ha dubbi: sì, a patto che si integri in strutture più grandi. «Serve una visione di sistema. Sono quindi convinto di dover stare in una casa madre». E sta lavorando perché questa casa sia Italia Startup, l’associazione presieduta da Riccardo Donadon. «Siamo iscritti e stiamo valutando diverse ipotesi di collaborazione».

 

di Giovanni Iozzia