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Bacarella, Annunci.net: “Il posto migliore per le startup? La Sicilia”

di Luciana Maci

06 Giu 2014

Il founder palermitano del sito concorrente di Ebay: “La nostra regione dà vantaggi per gli aspiranti imprenditori: sgravi fiscali e basso costo del lavoro. E ormai i giovani hanno capito che il lavoro se lo devono inventare”

Vincenzo e Piero Bacarella, founders di Annunci.net
Il posto migliore dove far nascere una startup? La Sicilia. Parola di Vincenzo e Piero Bacarella, originari di Balestrate, in provincia di Palermo, e fondatori di Annunci.net, sito con una media di un milione di visitatori unici al mese che fattura alcune centinaia di migliaia di euro l’anno. La terra siciliana è stata la loro America e, sostengono i due fratelli, potrebbe esserlo anche per altri startupper: le parole chiave sono “sgravi fiscali, basso costo del lavoro e l’esigenza di inventarsi un lavoro dove il posto fisso è ormai un’illusione”.

Loro ci sono riusciti. Laureati in Informatica, uno a Roma e l’altro Pisa, e appassionati di Internet e innovazione, una volta rientrati nel Paese natale i Bacarella hanno avuto l’idea, nel 2007, di acquistare il dominio annunci.net.

“In quel periodo – spiega Vincenzo, 35 anni – era scoppiato il fenomeno Craigslist, il sito di annunci online statunitense che portò la rivoluzione nel mondo dei piccoli annunci, fino a quel momento quasi esclusivamente cartacei. Così abbiamo cercato un dominio intuitivo da ricordare, con l’obiettivo di creare un’alternativa italiana al 100%”. È costato alcune migliaia di euro e i due hanno dovuto investire i loro risparmi nell’acquisto. Ma non se ne sono pentiti.

Si sono dedicati allo sviluppo della piattaforma usando piattaforme alternative in modo da ridurre i costi e i soldi risparmiati sono andati nel marketing. Armati di steakers hanno affisso la pubblicità del sito nelle bacheche “fisiche” delle università siciliane, ma anche romane e milanesi, un tipo di guerrilla marketing che fa da ponte tra il mondo reale e quello virtuale. Allo stesso tempo hanno lavorato con estrema attenzione all’ottimizzazione sui motori di ricerca.

Il risultato è che oggi, secondo Audiweb-Nielsen, Annunci.net è in quarta posizione in Italia nel settore dei portali generalisti di annunci. I giovani siciliani, la cui società ha sede a Palermo ma che lavorano ancora nel loro paese, si sono trovati così testa a testa con le multinazionali degli annunci su Internet come subito.it, kijiji-ebay e con l’italiana bacheca.it.

Un business che sembra non conoscere crisi, anzi trae vantaggio dai periodi di recessione economica perché aumentano le persone che hanno bisogno di vendere oggetti o cercano lavoro.

Annunci.net trae i propri ricavi dagli annunci pubblicitari e dà lavoro a diverse persone sparse per l’Italia.

Per anni i due fratelli hanno lavorato con partita Iva, ma nel 2012 hanno creato una startup, innovanet.it, che è un contenitore di progetti web. Si tratta di un network multi-brand di portali verticali diversificato su tre differenti segmenti di business: classifieds, communities e entertainment. Oltre ad Annunci.net ne fanno parte giochi.org, brand di casual games, racconti.it, punto di incontro per appassionati di scrittura, e incontri.net, sito per conoscersi online. Sono ancora in versione beta e il network necessita di ulteriore rodaggio.

Una cosa è chiara nella mente di Vincenzo Bacarella: la Sicilia è un gran posto per le startup. “Innanzitutto – spiega – in questo momento nella nostra Regione sono previsti interessanti sgravi fiscali. Le aziende nel campo IT per i primi 5 anni non pagano l’Irap, così come quelle composte da under 35”.

Un altro valido motivo per investire in questa terra è il costo del lavoro. “Ci sono diversi laureati nel settore della Information Technology, preparati e competenti, ma con un costo inferiore rispetto a quello di analoghi professionisti nelle grandi città come Roma e Milano”.

La consueta obiezione, in questi casi, è che la criminalità organizzata possa soffocare i business nascenti. “Ci occupiamo di digitale – replica Bacarella – e queste sono faccende lontane dal nostro modo di pensare. Il pizzo sui siti online non esiste ancora”.

Inoltre, sempre a detta dell’imprenditore, i giovani siciliani stanno imparando a fare di necessità virtù: “Non essendoci grandi alternative nel mondo del lavoro – dice – la tendenza è inventarsi qualcosa, provare a creare un’attività propria. Non siamo ai livelli di Milano e Roma ma non stiamo con le mani in mano. Un po’ di fermento, in questo senso, c’è. Anche perché – fa notare – nel digitale l’investimento iniziale è limitato rispetto ad altri settori. Serve poco per mettere su qualcosa di valido. La barriera di ingresso è più bassa rispetto ad altri settori e questo non fa che aiutare chi, come noi, ha buone idee ma risorse limitate”.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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