L’intelligenza artificiale entra sempre più in profondità nelle strategie del fashion retail premium. OTB Group — che controlla marchi come Diesel, Jil Sander, Maison Margiela e Marni — ha annunciato una partnership strategica con Google Cloud per introdurre esperienze di shopping iper-personalizzate basate sull’AI generativa. Il progetto, presentato nei primi mesi del 2026, ruota attorno alla tecnologia Virtual Try-On sviluppata sulla piattaforma Gemini Enterprise Agent Platform di Google Cloud.
L’iniziativa debutterà inizialmente negli Stati Uniti e in Europa con Diesel e Jil Sander, per poi essere estesa agli altri brand del gruppo. Il cuore della soluzione è un sistema capace di mostrare ai clienti, con un elevato grado di realismo, come un capo apparirà una volta indossato. Non si tratta soltanto di un camerino virtuale: l’obiettivo è trasformare il lavoro dei client advisor, che potranno proporre outfit personalizzati, preview immersive e contenuti su misura direttamente durante le interazioni con i clienti.
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Dall’e-commerce al retail relazionale
Il progetto riflette una tendenza ormai evidente nel retail globale: l’AI non viene più utilizzata solo per automatizzare processi o migliorare la supply chain, ma per rafforzare la relazione tra brand e consumatore. Nel caso di OTB, la tecnologia è pensata come strumento di “clienteling aumentato”, dove il consulente di vendita resta centrale ma viene supportato da strumenti predittivi e visuali avanzati.
Secondo diversi osservatori del settore, il 2026 rappresenta un punto di svolta per l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa nel fashion retail. Le grandi maison stanno investendo in tecnologie capaci di unificare esperienza online e negozio fisico, soprattutto in un contesto in cui i clienti luxury chiedono percorsi d’acquisto sempre più fluidi e personalizzati. Proprio il segmento del lusso, tradizionalmente basato sulla relazione umana, vede oggi nell’AI un acceleratore della customer experience più che un sostituto del fattore umano.
Nel progetto di OTB, l’esperienza non si limita alla prova virtuale. Grazie agli strumenti AI di Google, i clienti potranno anche inserirsi virtualmente nelle campagne moda dei brand, generando immagini e persino video personalizzati attraverso modelli come Veo. Una strategia che punta a trasformare il coinvolgimento digitale in traffico verso i negozi fisici, creando continuità tra touchpoint online e boutique.
Il virtual try-on diventa un asset strategico
Negli ultimi due anni il virtual try-on è passato da funzionalità sperimentale a leva competitiva per il retail. Secondo analisi di mercato diffuse nel 2026, le tecnologie immersive applicate all’e-commerce fashion stanno contribuendo a ridurre i tassi di reso — uno dei principali costi del commercio online — e ad aumentare conversioni e tempo di permanenza sulle piattaforme digitali.
Per OTB, la partnership con Google Cloud si inserisce in una strategia più ampia di innovazione tecnologica. Renzo Rosso, fondatore del gruppo, ha definito l’intelligenza artificiale “un’opportunità straordinaria per rendere l’esperienza cliente più avanzata, coinvolgente e personalizzata”, sottolineando come il progetto rappresenti una visione coltivata da oltre tre anni.
Anche Google Cloud considera il retail uno dei settori chiave per la diffusione dell’AI generativa enterprise. Nel 2026 il gruppo sta accelerando sull’integrazione dei modelli Gemini nei processi di customer engagement, puntando a rendere l’AI sempre più multimodale: testo, immagini, video e interazioni conversational convergono in un’unica esperienza commerciale.
Il futuro del retail sarà sempre più personalizzato
La collaborazione tra OTB e Google Cloud racconta bene la direzione che sta prendendo il retail contemporaneo: esperienze sempre più su misura, immersive e data-driven. Ma soprattutto evidenzia come l’intelligenza artificiale stia cambiando il ruolo del punto vendita fisico, che non scompare ma evolve in uno spazio relazionale ad alto valore aggiunto.
Nel fashion retail del 2026, il negozio diventa infatti l’estensione di un ecosistema digitale intelligente. I clienti scoprono prodotti online, sperimentano look attraverso AI generativa, ricevono suggerimenti personalizzati e vengono poi accompagnati in boutique per finalizzare un’esperienza più esclusiva e consulenziale.
Per i retailer, la sfida non è più soltanto adottare nuove tecnologie, ma riuscire a integrarle senza perdere autenticità, creatività e relazione umana. Ed è proprio qui che progetti come quello di OTB potrebbero diventare un modello per l’intero settore moda.

























