Nei grandi magazzini di Mosca il lusso Made in Italy batte la Francia | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Mercati esteri

Nei grandi magazzini di Mosca il lusso Made in Italy batte la Francia

22 Ott 2015

«Tra marchi italiani e francesi nelle nostre 186 boutique i ricavi più alti riguardano gli italiani» dice Teymuraz Guguberidze, managing director e CEO di Gum, il centro commerciale di prodotti luxury e fashion della capitale russa. I migliori clienti sono soprattutto i cinesi

Al Gum, il gigantesco tempio dello shopping di lusso moscovita che si affaccia sulla Piazza Rossa (in pratica il “diavolo” consumista che per settant’anni ha sguazzato in quella che è stata l’“acquasantiera” del comunismo: il Gosudarstvennyi Universalnyi Magazin è stato infatti inaugurato nel 1893) il made in Italy la fa da padrone. A testimoniarlo, in un’intervista al Sole24Ore, è il managing director e CEO dei grandi magazzini, Teymuraz Guguberidze, secondo il quale “tra marchi italiani e francesi nelle nostre 186 boutique i ricavi più alti riguardano gli italiani, anche se i francesi sono più aggressivi. E la prossima estate, dopo Miu Miu, apriremo pure 500 metri quadrati di Prada”.

Ma la forte svalutazione del rublo si sta facendo sentire anche tra i nuovi ricchi moscoviti, dato che nel corso dell’ultimo anno il potere d’acquisto della moneta russa si è praticamente dimezzato. Tanto che lo stesso direttore di Gum ammette che “il sell-out è calato anche se i ricavi in rubli crescono a causa dei prodotti importati”. E proprio l’import è uno dei punti forti del megastore che, grazie ai suoi 11 milioni di visitatori, chiuderà l’anno con un miliardo di dollari di ricavi: l’offerta beauty vale 40 milioni l’anno, orologi e gioielli altri 140 milioni, mentre l’area food (dove spiccano il bar e il ristorante con chef italiani) totalizza 70 milioni e i souvenir russi 5 milioni.

Ma il vero business, quello che vale circa 750 milioni di dollari l’anno, è quello dei prodotti luxury e fashion. Che fanno gola non solo agli oligarchi russi ma anche e soprattutto ai turisti cinesi “che fanno shopping di fascia alta e che quest’anno peseranno per il 15% del totale. Negli anni ’90 erano i russi ad andare in Cina per fare shopping a basso costo: ora sono i cinesi a venire da noi, nonostante non abbiamo il tax free”. E proprio grazie alla svalutazione del rublo fanno incetta di prodotti di lusso, soprattutto quelli italiani che secondo il CEO di Gum sono i più richiesti, pagandoli meno che altrove: “In precedenza – sottolinea infatti Guguberidze – i nostri listini erano del 30-50% superiori a quelli europei, adesso alcuni brand hanno prezzi alla pari o più bassi di quelli di Londra”.

(C.D.)

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

Articoli correlati