SHARING MOBILITY

Tutto sui monopattini elettrici vietati a Parigi: ragioni, alternative, reazioni in Italia

Dal primo settembre 2023 a Parigi non circolano più monopattini elettrici in sharing. Lo ha stabilito un referendum consultivo indetto ad aprile. Qui tutti i dati, cosa succede e cosa potrebbe succedere in Italia

Aggiornato il 05 Set 2023

Monopattini elettrici: il divieto di Parigi

Parigi ha vietato i monopattini elettrici dal 1° settembre 2023. La sindaca della capitale francese, Anne Hidalgo, ha stabilito il divieto ad aprile 2023, dopo che la cittadinanza ha votato a sfavore della loro circolazione attraverso un referendum popolare consultativo. Da quel giorno è iniziata la rimozione di circa 15 mila “trottinette” (così si chiamano i monopattini in francese) in libero accesso. L’operazione “si è svolta con dolore”, hanno commentato i media locali, anche perché sono a rischio un centinaio di posti di lavoro. Spariscono quelli in sharing, ma i cittadini potranno continuare ad usare i loro monopattini personali.

Il referendum anti-monopattini

Il referendum era stato indetto dal comune di Parigi per decidere se rinnovare i contratti con le società per lo sharing dei monopattini elettrici1. Le ragioni del no sono legate alla mancanza di regolamentazione sulla presenza di questi veicoli in città e alla loro invasività sulle strade e sui marciapiedi. Inoltre, il traffico causato dai monopattini elettrici ha creato problemi di sicurezza ai pedoni.

L’89,03 % di chi ha votato si è espresso contro. Va tuttavia sottolineato che, ad andare alle urne, è stato solo il 7,46% delle popolazione cittadina. Ma evidentemente quella minima percentuale era fortemente motivata. Il no ha raggiunto punte del 90 per cento nelle zone più periferiche e leggermente più basse della media nelle aree più centrali.  In ogni caso, non prevedeva il raggiungimento di un quorum ed è stato dunque ritenuto valido.

“Prendiamo atto di questa consultazione inedita, la cui partecipazione sarebbe potuta essere più ampia e rappresentativa se le modalità della votazione fossero state differenti: più seggi, scrutinio elettronico, informazione comunale”, hanno commentato Lime, Dott e Tier, fornitori di monopattini in sharing, in una nota. “Il risultato di questa votazione avrà un impatto diretto sugli spostamenti di 400.000 persone al mese. La nostra priorità in quanto datori di lavoro responsabili – concludono – è adesso garantire l’avvenire dei nostri dipendenti“, circa 800 a Parigi per le tre sigle di sharing.

Monopattini a Parigi: il tentativo di regolamentazione nel 2020

Già nel 2020 Parigi aveva dimostrato di voler regolare la potenziale “anarchia” causata dall’utilizzo dei micro-veicoli pretendendo specifici requisiti alle società che li mettono a disposizione: capacità tecnologica di gestire i parcheggi in modo che non vengano abbandonati in luoghi impropri, modello operativo che preveda contratti lavorativi regolari e non lavoretti da gig economy, capacità di gestire la rimozione dei mezzi, condivisione dati, campagne informative sulla sicurezza stradale. Evidentemente non è servito.

Monopattini: perché Parigi ha indetto il referendum 2023

Il referendum era stato indetto alla luce dei dati che segnalavano una crescita degli incidenti in città che hanno visto coinvolti i monopattini, oltre che per i problemi di decoro urbano legati al “parcheggio selvaggio” dei mezzi, spesso lasciati sui marciapiedi, nelle aiuole o direttamente in strada. Secondo i dati della Questura di Parigi, nelle strade della capitale francese nel 2022 sono stati registrati 408 incidenti con i monopattini, con 3 morti e 459 feriti: nove dei coinvolti su dieci non indossavano il casco. In tutta la Francia le vittime lo scorso anno sono state 22.

In particolare, a giugno 2021, una donna italiana è stata coinvolta in un incidente mortale nell’area pedonale adiacente alla Senna: è stata investita da un monopattino elettrico e, nel cadere, ha battuto la testa sul marciapiede. La sua morte ha causato un’ondata di sdegno nella capitale francese, con il vice-sindaco David Belliard che ha minacciato di ritirare la licenza a tutte le aziende di noleggio di monopattini in mancanza di concrete misure per l’aumento della sicurezza.

Monopattini a Parigi: la reazione italiana

“I numeri relativi al voto di Parigi mostrano soprattutto una scarsa partecipazione al referendum” ha scritto in una nota Assosharing, l’associazione degli operatori italiani della mobilità condivisa. “Uno dei motivi principali di lamentela – prosegue l’associazione – risiede nella gestione della sosta, dato che lo spazio pubblico è molto ridotto in una città come Parigi, densamente popolata e ricca di dehor. Assosharing ha particolarmente a cuore questa problematica, tanto che già nel 2021 ha collaborato con il Ministero per introdurre normative chiare sul parcheggio. Inoltre collabora quotidianamente con le amministrazioni locali per incentivare una crescente implementazione delle aree di parcheggio dedicate allo sharing”.

Intanto a Milano si pensa a regole più rigide per la sicurezza da inserire nel prossimo bando della sharing mobility, ma la Destra ne approfitta per attaccare il sindaco Beppe Sala sulla sicurezza. E il sindaco di Firenze Dario Nardella chiede di “regolamentarne l’uso” attraverso “una strategia nazionale, per una fruizione sicura”.

Nuove regole in arrivo in Italia

Nel frattempo il nostro Paese sta preparando una nuova regolamentazione per la circolazione di questi mezzi. Obbligo di mini-targa, assicurazione per i conducenti, obbligo del casco, divieto di sosta sui marciapiedi: sono alcune delle regole per i monopattini elettrici previste nel Nuovo Codice della Strada che è stato approvato dal Consiglio dei ministri martedì 27 giugno e che potrebbe essere varato dal Parlamento in autunno.

Il disegno di legge (ddl) che propone un nuovo Codice della strada dedica buona parte del contenuto alla disciplina dei monopattini elettrici, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza stradale dei conducenti, ma anche di limitare gli incidenti e mantenere il decoro.

Le altre città che hanno vietato i monopattini

Ci sono altre città europee che hanno vietato i monopattini elettrici su strade pubbliche o limitato la loro circolazione a determinate zone o condizioni di sicurezza. Ad esempio, ad Amsterdam i monopattini elettrici sono fortemente limitati e sono richiesti standard di sicurezza molto rigidi per la circolazione su strade pubbliche.

Cosa fare per monopattini più sicuri e città più ordinate?

La società di ingegneria spin-off del MIT di Boston Superpedestrian ha progettato il monopattino elettrico Link, che nel 2021 ha acquisito l’innovativo sistema di sicurezza Pedestrian Defense, avuto “in dote” a seguito dell’acquisizione a giugno della startup Navmatic. Il sistema mette in blocco automatico il veicolo ogni volta che il suo guidatore adotta comportamenti rischiosi, contribuendo così ad aumentare il livello di sicurezza del mezzo.

Sul fronte del decoro urbano, Fabio Pressi, CEO di A2A E-Mobility, scrive su Linkedin: “L’adozione di tecnologie che promuovono un uso responsabile e sicuro dei mezzi di micromobilità potrebbe contribuire a ridurre questi problemi. Ad esempio come quello di dover inviare la foto di un corretto parcheggio per poter chiudere la corsa”. 

(Articolo inizialmente pubblicato il 4 aprile 2023 e aggiornato al 05/09/2023)

Articolo originariamente pubblicato il 04 Apr 2023

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Luciana Maci
Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. In passato ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna).

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