Monopattini elettrici: che cosa fanno Wind Mobility, Bit Mobility e Helbiz, vincitori del bando a Milano | Economyup

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Monopattini elettrici: che cosa fanno Wind Mobility, Bit Mobility e Helbiz, vincitori del bando a Milano



Le tre aziende sono state selezionate dal Comune di Milano per fornire monopattini elettrici in condivisione a partire dalle prossime settimane. Ognuna ne metterà in strada 750, per un totale di 2.250 mezzi circolanti. Ecco da dove vengono, cosa fanno e le regole alle quali dovranno attenersi

05 Dic 2019


Monopattini elettrici a MIlano - Foto LaPresse - Claudio Furlan

Wind Mobility, Bit Mobility e Helbiz Italia sono le tre aziende selezionate dal Comune di Milano per fornire monopattini elettrici in condivisione a partire dalle prossime settimane. Ognuna di loro metterà in strada 750 monopattini elettrici, per un totale di 2.250 mezzi circolanti in città.

Le tre società attive nel settore della micromobilità – Wind Mobility fondata in Spagna, Bit Mobility in provincia di Verona e Helbiz costituita da un italiano negli Stati Uniti – sono state selezionate tra diversi candidati a seguito della loro presentazione di manifestazioni di interesse per il bando emanato dal Comune di Milano il 26 ottobre scorso. 

All’origine di tutto c’è il decreto Toninelli, emanato a fine luglio 2019 dall’allora ministro dei Trasporti, che dava il via libera ai Comuni per la sperimentazione nei centri urbani dei monopattini elettrici e degli altri veicoli della micromobilità quali hoverboard, segway e monowheel. Alcuni Comuni hanno recepito il decreto. Milano è stata tra le prime, ma a Ferragosto, anche in conseguenza di un incidente avvenuto a un passante, ha sospeso la circolazione dei micro-veicoli in sharing, rinviando le aziende interessate a un bando da diffondere nelle settimane successive. I bandi – non uno, ma tre – sono stati emanati il 26 ottobre. Il 29 ottobre le aziende hanno potuto cominciare a presentare le loro manifestazioni di interesse. Il 2 dicembre il Comune ha emanato una nota con la quale ha annunciato le aziende selezionate e definito le regole a cui dovranno attenersi.

Che cosa fa Wind Mobility

Wind Mobility è una società fondata nel 2017, con sede a Barcellona (Spagna), che offre un servizio di di condivisione per la micro-mobilità. Wind Mobility attribuisce una grande importanza alla disponibilità, alla qualità e alla sicurezza di biciclette e scooter e all’usabilità dell’app. Offre i suoi servizi a città, aziende, hotel e università con varie soluzioni: dagli  affitti orari o giornalieri ai programmi di bonus per i dipendenti.

Che cosa fa Bit Mobility

Bit Mobility è una società di Bussolengo (Verona) che mette a disposizione dei cittadini una flotta di  monopattini elettrici attraverso un servizio in sharing. Mezzi alimentati da energia elettrica, che siano facilmente reperibili, semplici da usare e che possano diventare l’alternativa green e divertente alla tradizionale mobilità urbana. I costi: per sbloccare il monopattino si paga un euro, la tariffa in viaggio è 0,15 euro al minuto e in pausa 0,05 euro al minuto.

Bit Mobility aveva fornito i propri monopattini in occasione del via ufficiale alla sperimentazione a Cattolica alla presenza dell’allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Che cosa fa Helbiz Italia

Helbiz è una società americana con sede a New York fondata nel 2017 dall’italiano Salvatore Palella con l’obiettivo di risolvere il problema dell’ultimo miglio attraverso una piattaforma innovativa per il noleggio di veicoli di trasporto. Connettività on-board, elettrificazione, trasporto condiviso e on-demand sono i driver che guidano lo sviluppo del brand, che è già presente in circa 10 Paesi nel mondo. In questo scenario va a inserirsi HelbizGo, servizio per il noleggio di monopattini elettrici che offre agli utenti, e in particolare a coloro che abitano in contesti cittadini, un mezzo pratico ed economico per gli spostamenti a medio e corto raggio.

Oltre ad aver appena ottenuto il permesso di far circolare i propri mezzi a Milano per 18 mesi, Helbiz si è contemporaneamente aggiudicata una licenza di 12 mesi assegnata dal District Department of Transportation (DDOT) per operare come gestore di un servizio di e-bike freefloating a Washington D.C. L’azienda porterà in strada la sua flotta di quasi 2.000 biciclette elettriche a Washington D.C. a partire dal 1° gennaio 2020 mentre a Milano l’avvio dell’operatività della flotta di 750 monopattini è atteso per la prossima settimana, non appena saranno concluse le verifiche sui mezzi da parte delle autorità competenti. “Helbiz è onorata di essere stata selezionata da due città che hanno una strategia precisa dell’impatto della mobilità sulla qualità della vita dei propri cittadini”, ha dichiarato Salvatore Palella, fondatore e CEO della società.

Monopattini elettrici a Milano: cosa devono fare le aziende selezionate

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Come detto, tre società selezionate si dividono equamente il totale della flotta, 750 monopattini per ogni gestore, per un totale di 2.250 dispositivi. Per iniziare a fornire il servizio di sharing dovranno versare il deposito cauzionale sotto forma di fideiussione e chiedere l’autorizzazione di avvio dell’attività (Scia) presso gli uffici dell’Assessorato al Commercio. Contemporaneamente, in accordo con gli uffici della Polizia locale, verrà fatta una verifica sui veicoli che saranno messi in strada affinché essi corrispondano effettivamente alle caratteristiche che l’amministrazione aveva disposto nel bando.

Per avviare la propria attività di sharing il gestore deve presentare certificazione di sottoscrizione di adeguata polizza assicurativa, garantire che il servizio sia attivo 365 giorni all’anno e disponibile 24 ore su 24, che vi sia un call-center, un servizio di pronto intervento e controllo dei dispositivi con personale pronto a rimuoverli o spostarli entro le 24 ore dalla segnalazione in caso di disservizio, abbandono o posteggio irregolare, pena la rimozione da parte del Comune con imputazione di penalità a carico del gestore. In caso di forti inadempienze l’Amministrazione si riserva il diritto di revoca.

Per ogni monopattino i gestori devono investire 10 euro all’anno in comunicazione e informazione agli utenti sulle regole di utilizzo e del Codice della strada, anche in forma condivisa con l’Amministrazione e gli altri gestori. Inoltre per ogni monopattino elettrico è necessario depositare una cauzione una tantum (sotto forma di fideiussione) di 25 euro, a garanzia degli eventuali interventi di rimozione effettuati dall’Amministrazione e al Comune dovrà essere versato un contributo di 8 euro per ogni monopattino per l’uso degli spazi pubblici.

Tutti i veicoli dovranno essere omologati, dotati di luci, numero identificativo e limitatori di velocità, e dovranno essere mantenuti in perfette condizioni di efficienza e sicurezza per l’utente.

Monopattini elettrici a Milano: dove possono sostare

I monopattini e simili potranno sostare esclusivamente negli stalli di sosta dedicati alle biciclette o a lato strada, dove non sia espressamente vietato e comunque sempre secondo le regole del Codice della strada. Nella Cerchia dei Navigli, dove non esiste sosta libera, i monopattini potranno attivare e chiudere il noleggio solo in uno degli oltre 4.300 stalli sosta per biciclette attraverso sistemi tecnologici realizzati a cura delle società di gestione.

Attualmente ci sono oltre 32mila stalli per la sosta delle biciclette in tutta la città. Di questi 6.900 sono esterni al Municipio 1 e collocati nelle aree adiacenti alle fermate della metropolitana e 3.350 si trovano lungo le piste ciclabili. Gli stalli per le bici, si legge nella nota del Comune, crescono in modo continuativo per nuove installazioni che tengono conto anche dell’introduzione dei nuovi veicoli.

Milano e la sharing mobility: “Un’opportunità per muoversi in modo sostenibile”

“Abbiamo costruito un sistema di regole chiare e stiamo ultimando la posa della cartellonistica in strada, quindi siamo pronti ad avviare la sperimentazione dei monopattini” dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici. “Ora insieme alle aziende che gestiscono il servizio, e ai cittadini che ne faranno uso, vogliamo che questa sia una grande opportunità per muoversi agevolmente e in modo sostenibile, e non rischi di trasformarsi in un pericolo e in un disagio per sé e per gli altri. In strada c’è posto per tutti se ciascuno si muove con buonsenso e rispetto”.

Monopattini elettrici a Milano: la sperimentazione termina a luglio 2021

Oltre a prevedere circa 2mila microveicoli elettrici in città, il bando individua il 26 luglio 2021 come termine per la sperimentazione come previsto dal decreto ministeriale. In questi giorni gli operatori dei reparti strade del Comune stanno ultimando la posa del cartelli affinché sia a tutti chiaro quali sono le strade dove è consentito l’uso dei monopattini e degli altri microdispositivi elettrici.