La mobilità 2021 resterà sostanzialmente come prima della pandemia, tranne che per una maggiore attenzione agli aspetti igienico-sanitari. Oppure vedrà un deciso ingresso dei privati, che potrebbero usare l’enorme mole di dati raccolti durante l’emergenza per offrire modalità di trasporto “senza soluzione di continuità” ai clienti. Oppure saranno le nazioni orientali come Cina e Giappone a dettare la linea della nuova mobilità, diventando i principali hub per l’innovazione e la ricerca in questo campo. O ancora: saranno le amministrazioni pubbliche a rafforzare i propri interventi sulla mobilità grazie al data sharing e a un rigoroso monitoraggio dei dati.
La pandemia ci ha insegnato l’imprevedibilità: molte previsioni a breve termine sul suo andamento e sui suoi esiti sono risultate errate o fuorvianti. Tuttavia è nella natura dell’uomo cercare di prevedere cosa succederà. Ed è indispensabile per le aziende. Anche perché ipotesi, proiezioni e previsioni sono necessarie per delineare una strategia produttiva, commerciale e finanziaria. A cercare di capire cosa avverrà nel mondo della mobilità post Covid ci hanno provato varie società di ricerca e consulenza, tra cui Deloitte. Che, non a caso, non propone un unico scenario, ma 4 diversi. Ciascuno di loro contiene elementi rilevanti sui quali riflettere. E che potrebbero avverarsi (o meno) nei prossimi mesi.
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