l'evento

Dove sta andando la sharing mobility: sfide e opportunità alla NME



Indirizzo copiato

La sharing mobility cresce nella domanda ma fatica a reggere sul piano economico. A NME-Next Mobility Exhibition il settore si interroga su limiti e nuovi percorsi: integrazione con il trasporto pubblico, modelli più sostenibili e meno dispersione. Le sfide, i casi reali

Pubblicato il 5 mag 2026



Sharing mobility, le sfide
Sharing mobility, le sfide
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

La mobilità condivisa in Italia continua a cambiare volto: dopo la fase iniziale di sperimentazione ed entusiasmo, oggi, dopo che sono emersi criticità e limiti, si sta ridisegnando. È sempre un tassello essenziale della mobilità del presente e del futuro, ma va ripensata secondo nuove modalità e con un pensiero incentrato su industrie e infrastrutture. È uno degli argomenti che saranno affrontati a NME-Next Mobility Exhibition, la expo conference di Fiera Milano dedicata all’evoluzione del trasporto pubblico e della mobilità condivisa, che si terrà dal 13 al 16 maggio prossimi nel quartiere di Rho.

Sharing mobility: il quadro

La sharing mobility in Italia mostra una domanda in crescita, segnale di un cambiamento strutturale nelle abitudini di spostamento, come evidenziato dal 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility, curato dall’Osservatorio nazionale coordinato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. A fronte di questo aumento, però, l’offerta di veicoli e servizi sta diminuendo, complice la riduzione degli operatori e le difficoltà di sostenibilità economica. Un fenomeno che non è solo italiano: negli ultimi anni numerosi operatori di car e micromobilità sharing (Share Now, Bird, Cityscoot, Superpedestrian, Reby e Nextbike, solo per fare qualche nome) hanno ridimensionato o abbandonato mercati europei e nordamericani. Il rischio è quello di un “divario di mobilità”, con città e utenti serviti in modo disomogeneo. Le grandi aree urbane restano il principale mercato, mentre nei centri più piccoli l’offerta si contrae ulteriormente. Pesano i costi operativi, la regolamentazione e la necessità di modelli di business più solidi.

L’importanza della sharing mobility per le città

Tuttavia la sharing mobility è più utile che mai in città afflitte da traffico e inquinamento. I dati parlano chiaro: secondo McKinsey, un automobilista può trascorrere fino a 87 ore all’anno nel traffico in alcune città europee, mentre negli Stati Uniti si superano abbondantemente le 100 ore. In Italia, uno studio Autotrader del marzo 2026 stima che il tempo medio trascorso in auto per il pendolarismo casa‑lavoro o casa‑scuola raggiunga le 208 ore all’anno.

Si capisce, dunque, perché la mobilità condivisa abbia ormai raggiunto dimensioni economiche rilevanti: il car sharing ha superato i 17,6 miliardi di dollari nel 2025, mentre il bike sharing ha oltrepassato i 9 miliardi, con Europa e Asia‑Pacifico come mercati principali. Numeri che indicano una domanda reale e strutturale, ma che non bastano a garantire la sostenibilità dei modelli.

Sharing mobility: le criticità

Le fragilità del sistema sono ormai evidenti. Le spese per danni, vandalismi e uso improprio dei veicoli arrivano a incidere tra il 10% e il 20% dei ricavi operativi, secondo analisi di settore di operatori come Invers, con picchi ancora più alti nelle grandi città. A questo si somma il nodo del rebalancing: redistribuire continuamente i mezzi per inseguire una domanda urbana disomogenea comporta costi logistici rilevanti, che in alcuni casi possono assorbire fino al 30% delle spese operative complessive, riducendo drasticamente i margini.

Nonostante nel 2026 circa il 75% delle flotte sia gestito con sistemi predittivi basati su intelligenza artificiale – utilizzati per manutenzione, allocazione e gestione energetica – resta imprescindibile un intervento umano sul territorio, con squadre dedicate e costi fissi elevati. Anche i miglioramenti tecnologici, come batterie più performanti nella micromobilità, non riescono a compensare fenomeni strutturali come la dispersione dei veicoli, i tempi morti e i tassi di utilizzo spesso inferiori al 40%.

È proprio su questo terreno che il dibattito sulla sharing mobility sta cambiando direzione, mettendo in discussione la sostenibilità del modello free floating così come lo abbiamo conosciuto finora.

Il contributo alla sostenibilità: focus di NME su sharing e trasporto pubblico

Uno degli appuntamenti di Next Mobility Exhibition è dedicato proprio a questo cambio di paradigma. Il 14 maggio, l’incontro promosso da EIT Urban Mobility, la più grande community europea per l’innovazione nella mobilità urbana, affronta il tema dell’integrazione tra trasporto pubblico e mobilità condivisa.

Il focus non è sul singolo servizio, ma sulla collaborazione tra sistemi: come coordinare sharing e TPL per offrire una mobilità più sostenibile, inclusiva ed efficiente. Un passaggio cruciale, che sposta lo sharing da soluzione “complementare” a componente strutturale dell’ecosistema urbano, coerente con quanto emerge dai dati sull’adozione delle piattaforme MaaS e sulla crescente richiesta di interoperabilità da parte degli utenti.

Modelli e casi reali alla NME

La riflessione trova una declinazione ancora più concreta nella mattinata del 16 maggio, quando il confronto di NME si sposta sul contesto italiano. Sul palco, insieme ad Autostrade per l’Italia, siederanno alcune delle realtà più innovative nello scenario dello sharing – Wayla, Scuter e NExT – chiamate a dialogare con chi definisce il quadro normativo, con chi deve integrare questi servizi nel trasporto pubblico locale e con chi abilita tecnologicamente le nuove soluzioni.

Qui il tema non è più “se” lo sharing possa funzionare, ma quali modelli siano in grado di reggere nel tempo: controllo operativo, riduzione dei costi, integrazione infrastrutturale, prevedibilità del servizio.

È in questo quadro che Milano si conferma come un laboratorio avanzato. Servizi di pooling on‑demand come Wayla, soluzioni di micromobilità progettate fin dall’origine per l’uso condiviso come Scuter e veicoli modulari come NExT mostrano una traiettoria comune: meno dispersione dei mezzi, maggiore efficienza, più integrazione con l’ecosistema urbano.

Nei diversi incontri dedicati allo sharing, Next Mobility Exhibition non proporrà una vetrina di soluzioni, ma fornirà una lettura sistemica del settore, mettendo a confronto dati, modelli e casi concreti. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che la condivisione non è più una sperimentazione, ma una infrastruttura di mobilità che deve essere progettata per funzionare su scala industriale.

(Contributo editoriale realizzato in collaborazione con Fiera Milano)

guest

0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

L’intelligenza artificiale per l’innovazione

Tutti
Che cos'è InnoverAI
AI & INNOVAZIONE
AI TRANSFORMATION
AI & STARTUP
Leggi l'articolo InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
NEXTWORK360-Economyup
InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
Leggi l'articolo Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
INNOVATION LEADER
Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
Leggi l'articolo Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
INNOVATION MANAGEMENT
Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
Leggi l'articolo Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
L'INTERVISTA
Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
Leggi l'articolo Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
AI FLUENCY
Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
Leggi l'articolo Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
AI TRANSFORMATION
Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
Leggi l'articolo AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
L'ANALISI
AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
Leggi l'articolo AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
L'APPROFONDIMENTO
AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
Leggi l'articolo Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
L'APPROFONDIMENTO
Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
Leggi l'articolo One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
LA TENDENZA
One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
Leggi l'articolo Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
TENDENZE
Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
Leggi l'articolo L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
AI TRANSFORMATION
L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
Leggi l'articolo Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
OPEN WORLD
Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
Leggi l'articolo Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
ai transformation
Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
Leggi l'articolo Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
L'OSSERVATORIO
Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
Leggi l'articolo InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
NEXTWORK360-Economyup
InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
Leggi l'articolo Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
INNOVATION LEADER
Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
Leggi l'articolo Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
INNOVATION MANAGEMENT
Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
Leggi l'articolo Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
L'INTERVISTA
Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
Leggi l'articolo Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
AI FLUENCY
Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
Leggi l'articolo Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
AI TRANSFORMATION
Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
Leggi l'articolo AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
L'ANALISI
AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
Leggi l'articolo AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
L'APPROFONDIMENTO
AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
Leggi l'articolo Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
L'APPROFONDIMENTO
Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
Leggi l'articolo One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
LA TENDENZA
One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
Leggi l'articolo Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
TENDENZE
Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
Leggi l'articolo L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
AI TRANSFORMATION
L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
Leggi l'articolo Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
OPEN WORLD
Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
Leggi l'articolo Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
ai transformation
Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
Leggi l'articolo Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
L'OSSERVATORIO
Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x