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Innovazione, come la Pa può contribuire a un’economia sostenibile

25 Apr 2017

A Forum PA, dal 23 al 25 maggio a Roma, si parlerà del contributo dell’amministrazione pubblica a uno sviluppo sociale ed economico all’insegna della sostenibilità. Un tema sempre più attuale: se ne è occupato anche il World Economic Forum 2017. Ecco un approfondimento

L’edizione 2017 di FORUM PA, il tradizionale evento dedicato alla pubblica amministrazione che quest’anno si svolgerà dal 23 al 25 maggio, sempre a Roma, è incentrato sulla PA sostenibile: un’amministrazione che non sia soltanto efficiente, veloce e digitale, ma che usi velocità, tecnologie e strumenti di partecipazione e collaborazione per contribuire a costruire uno sviluppo sociale ed economico all’insegna della sostenibilità.

FORUM PA 2017, INNOVAZIONE SIGNIFICA (ANCHE) SOSTENIBILITÀ

Per parlare di questi temi, FORUM PA ospiterà la lectio magistralis di Jeffrey Sachs, uno degli economisti più attenti alle questioni climatiche e alla sostenibilità. Direttore di The Earth Institute alla Columbia University, Sachs è autore di libri oggi considerati una miniera di riflessioni su come uscire dalla “trappola dello sviluppo”. Solo per citarne alcuni: The End of Poverty (2005); Il bene comune. Economia per un pianeta affollato (2010); The Price of Civilization (2011); Letà dello sviluppo sostenibile (2015) e l’ultimo , Building the New American Economy: Smart, Fair & Sustainable (febbraio 2017).

Su www.forumpa2017.it il programma congressuale in continuo aggiornamento e le modalità di registrazione all’evento

L’argomento, come si vede, è di stretta attualità: conciliare efficienza, digitalizzazione e sviluppo sostenibile è

L'economista Jeffrey Sachs
diventata la nuova priorità in una società che, inseguendo la crescita con ogni mezzo e a ogni costo, rischia di lasciare indietro molti. Non a caso l’edizione di quest’anno del World Economic Forum (WEF), tradizionale appuntamento con il gotha della finanza e della politica internazionali che si svolge a Davos, in Svizzera, era incentrata sul concetto di inclusione sociale.

Uno dei rapporti “di punta” diffusi dal WEF in quell’occasione, il Global Risks Report 2017, ha evidenziato come la crescente diseguaglianza nei redditi e la polarizzazione della società abbiano indirettamente causato importanti cambiamenti politici nel 2016 (il riferimento è alla Brexit e all’ascesa di Donald Trump alla presidenza Usa) e ha sostenuto che gli animi si potrebbero ulteriormente esacerbare nell’anno in corso. Nello stesso rapporto è stata espressa preoccupazione per lo scenario che potrebbe emergere all’indomani delle elezioni politiche di Francia e Germania. Questi rischi – sostiene il documento – possono essere arrestati o trasformati in opportunità attraverso società più inclusive, per le quali sono vitali la cooperazione internazionale e le strategie di lungo termine.

WORLD ECONOMIC FORUM, CHE COS’È LA CRESCITA INCLUSIVA E PERCHÉ HA BISOGNO DELL’INNOVAZIONE

SCHWAB (WEF): DAL LAVORO ALLA GENETICA, COSÌ LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE CAMBIA LA NOSTRA VITA

L’esigenza di includere e coinvolgere quante più persone possibili nei processi economici e innovativi è stata sottolineata, tra gli altri, anche dal capo di una multinazionale: sempre in occasione del WEF 2017, il Ceo di Cisco, Chuck Robbins, ha scritto nel suo blog: “Combinare il progresso tecnologico con il pensiero innovativo può aprire la strada a una serie di possibilità, alimentare la crescita economica e il valore delle imprese, delle città e dei Paesi, e dare risposte a varie questioni relative alla sostenibilità che interessano milioni di persone in tutto il mondo”. Robbins ha poi ricordato che è essenziale che l’innovazione sia accessibile a tutti. Per esempio grazie al colosso californiano persone che vivono in sperduti villaggi rurali dell’India possono ricevere visite di medici specialisti. Cisco si è poi occupata della crisi dei rifugiati in Medio Oriente ed Europa, donando attrezzature per la connessione wi-fi. “La tecnologia e l’innovazione – ha concluso il Ceo – promettono di incrementare la crescita, soddisfare bisogni primari e aiutare persone in tutto il mondo a migliorare le loro vite. Ma queste possibilità si possono raggiungere solo attraverso l’impegno ad andare in avanscoperta”.

WORLD ECONOMIC FORUM: CISCO: “L’INNOVAZIONE SIA ACCESSIBILE A TUTTI”

In questo contesto sta assumendo rilevanza il concetto di circular economy.  Secondo la Ellen Macarthur Foundation con questo termine si indica “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. In pratica è un’economia a rifiuti zero, dove qualsiasi prodotto viene consumato e smaltito senza lasciar traccia. Ovviamente nell’economia circolare hanno molta importanza le energie rinnovabili e la modularità e la versatilità degli oggetti, che possono e devono essere utilizzati in vari contesti per poter durare il più a lungo possibile. È quindi evidente che l’economia circolare presuppone un modo di pensare sistemico, che non si esaurisce nella progettazione di prodotti destinati a un unico scopo. È un’economia che non solo protegge l’ambiente e permette di risparmiare sui costi di produzione e di gestione, ma produce anche degli utili.

CHE COS’È LA CIRCULAR ECONOMY E PERCHÉ PUÒ MANTENERE L’EUROPA COMPETITIVA

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale