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World Economic Forum, Cisco: “Innovazione accessibile a tutti”

17 Gen 2017

“Per incrementare l’economia bisogna combinare progresso tecnologico e pensiero innovativo” scrive il Ceo Chuck Robbins nel blog del WEF, evento di cui l’azienda è partner strategico da 15 anni. Le strade da seguire: apprendere nuove skill, stringere collaborazioni e dare accesso alle tecnologie ai mercati emergenti

Il Ceo di Cisco, Chuck Robbins
“Combinare il progresso tecnologico con il pensiero innovative può aprire la strada a una serie di possibilità, alimentare la crescita economica e il valore delle imprese, delle città e dei Paesi, e dare risposte a varie questioni relative alla sostenibilità che interessano milioni di persone in tutto il mondo”. È uno dei brani salienti del blog scritto dal Ceo di Cisco, Chuck Robbins, in occasione del World Economic Forum (WEF) in corso a Davos, di cui la multinazionale tecnologica è partner strategica da 15 anni.

Dal 17 al 22 gennaio oltre 3000 leader mondiali dell’economia, della politica e del mondo accademico sono riuniti nella cittadina svizzera per la 47esima edizione del WEF. Cisco è presente all’appuntamento e partecipa attraverso il suo Ceo e altri dirigenti alle discussioni strategiche su politica, economia, società e trasformazioni tecnologiche. In aperture del summit Robbins ha partecipato al panel The Future of Innovation insieme con altri 4 imprenditori e manager dell’hi-tech per discutere di innovazione e digital transformation.  

Il tema di quest’anno del World Economic Forum è “La leadership reattiva e responsabile”. Le grandi sfide per i leader sono: rafforzamento della crescita globale, capacità di prepararsi alla quarta rivoluzione industriale e di ripensare la cooperazione globale. Dal summit emerge forse per la prima volta un concetto chiave: la crescita inclusiva, ovvero la capacità di porre un freno alle drammatiche diseguaglianze sociali, in crescita soprattutto in Occidente, attraverso una serie di interventi in formazione, infrastrutture, etica, investimenti, imprenditorialità e protezione sociale.

La risposta del Ceo di Cisco, Chuck Robbins, è “innovazione”. “Se c’è una cosa in cui credo è il potere dell’innovazione” scrive in un post sul blog del WEF intitolato “A commitment to discovery will allow innovation to thrive“. “Esistono dinamiche globali – annota – che rischiano di soffocare l’avanzamento dell’innovazione: mentre la spesa per ricerca e sviluppo è in crescita, si stanno alzando barriere virtuali che restringono l’accesso al mercato del lavoro, all’immigrazione, alla sovranità sui dati e alle regolamentazioni”.

Secondo Robbins, “la tecnologia è in grado di infrangere queste barriere, ma bisogna darle spazio per farlo”. A suo dire bisogna puntare su skill, partnership e accessibilità dell’innovazione.

Impegnarsi nel “reskilling” – Riguardo alle skill, il Ceo di Cisco sottolinea l’importanza di avere lavoratori con competenze tecniche elevate ma soprattutto di aiutarli a rinnovare queste competenze per essere pronti per nuovi incarichi. A questo proposito ricorda il successo delle Cisco Networking Academies, programma che per quasi 20 anni ha consentito a oltre 6 milioni di studenti nel mondo di crearsi ed alimentare le proprie competenze.

L’importanza delle partnership – Altrettanto rilevante per il Ceo di Cisco è “stabilire collegamenti tra le persone all’interno delle diverse industrie e dei diversi continenti, per collaborare alla risoluzione dei principali problemi del pianeta. Nessun individuo – sottolinea – per quanto colto e preparato, arriverà al successo da solo”. La dimostrazione di queste affermazioni sta nei dati: il flusso dei dati cross-border, scrive Robbins citando McKinsey, attualmente genera più valore economico del tradizionale flusso di merci. Dal 2005 al 2012 il traffico intercontinentale di Internet è aumentato di 18 volte e il flusso dei dati ha raggiunto i 2,8 trilioni di dollari del PIL nel 2014.

Rendere l’innovazione accessibile a tutti – Per il Ceo di Cisco è essenziale che l’innovazione sia accessibile a tutti. Per esempio grazie al colosso californiano persone che vivono in sperduti villaggi rurali dell’India possono ricevere visite di medici specialisti. Cisco si è poi occupata della crisi dei rifugiati in Medio Oriente ed Europa, donando attrezzature per la connessione wi-fi. “La tecnologia e l’innovazione – conclude Chuck Robbins – promettono di incrementare la crescita, soddisfare bisogni primari e aiutare persone in tutto il mondo a migliorare le loro vite. Ma queste possibilità si possono raggiungere solo attraverso un impegno ad andare alla scoperta”.

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