Alan, l’insurtech francese che ha raccolto 54,5 milioni di euro

Alan offre polizze sanitarie a cittadini e imprese in modo completamente digitalizzato, via smartphone. In pochi anni ha raggiunto risultati straordinari, ma il futuro è ancora più roseo. ‘L’epidemia di Covid-19 ha convinto le persone ad interessarsi alla propria salute’ dice il fondatore Jean-Charles Samuelian

Pubblicato il 29 Apr 2020

alan

Con 77mila utenti, 200 dipendenti e 58 milioni di profitto, la startup francese Alan si prepara a diventare un player fondamentale nel mercato delle assicurazioni sanitarie.

L’azienda è stata fondata nel febbraio 2016 da Jean-Charles Samuelian – già a capo di Expliseat – e Charles Gorintin, data analyst con un passato in Twitter, Facebook e Instagram. Da quel momento, Alan ha già raccolto complessivamente  125 milioni di euro per finanziare la sua crescita. L’ultimo successo è un round di investimenti di serie C da €50 milioni: un record tra le insurtech francesi, a cui hanno contribuito società del calibro di Temasek Holding Private, di Singapore, e Index Ventures. “Abbiamo iniziato le contrattazioni prima del lockdown – ha detto il Ceo Samuelian in un’intervista a Le Figaro e abbiamo poi gestito tutte le pratiche da remoto. Gli investitori sono motivati, ci hanno dato fiducia”.

Alan offre polizze di assicurazione medica a cittadini, imprese, hotel e ristoranti, in modo completamente digitalizzato e gestibile tramite il proprio smartphone. I numeri sono estremamente promettenti: nell’ultimo anno, gli utenti sono passati da 27 mila a 76 mila, e i profitti sono aumentati del 165%.

La startup non si è fatta trovare impreparata davanti al diffondersi della pandemia di coronavirus. “Fin dalla sua fondazione, Alan si è mossa per rendere il sistema sanitario semplice, equo e a misura d’uomo. Nella situazione di crisi in cui ci troviamo, questo è diventato più importante che mai. L’epidemia di Covid-19 ha convinto le persone ad interessarsi di più alla propria salute, rendendo inequivocabile la necessità di migliorare il sistema sanitario su tutti i livelliha detto Samuelian.

Tramite l’app di Alan è ora possibile prendere appuntamenti e parlare direttamente con medici e professionisti tramite il servizio di videoconferenza offerto in partnership con la piattaforma Livi. Questo rende possibile, ad esempio, rinnovare ricette o richiedere consigli senza alcun tipo di contatto sociale, riducendo così notevolmente il rischio di contagi. Inoltre, la Alan Map offre la possibilità di trovare il medico più vicino in tempi estremamente rapidi e calcolando in anticipo la spesa che si andrà a sostenere. Il servizio “Coup de Pouce”, poi, offre informazioni aggiornate e verificate sugli sviluppi dell’emergenza coronavirus, oltre alla possibilità di seguire video-lezioni di yoga e meditazione con Headspace.

Ora, Alan punta ad investire i fondi raccolti in quattro campi principali: migliorare le polizze offerte ai propri clienti, promuovere la digitalizzazione delle coperture mediche per le imprese, consolidare il ruolo di leadership nel mercato delle app per la salute e promuovere un progetto a lungo termine mirato all’esportazione dei propri servizi. Dopo la Spagna e il Belgio, la startup punta infatti a raggiungere i principali Paesi europei nel corso dei prossimi cinque anni. Sbarcherà anche in Italia?

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