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OPEN INNOVATION IN PRACTICE

Un po’ rock band, un po’ orchestra: così un Dipartimento Innovazione vuole diventare una NewCo

di Alessandra Luksch

27 Ott 2017

Flessibililità all’interno di una visione comune. È lo spirito del team dedicato della Pelliconi, storica azienda bolognese produttrice di capsule per il beverage. Ha la sua sede a 200 metri dal quartier generale, ma sta sviluppando un percorso che ha come obiettivo l’autonomia imprenditoriale

Pelliconi è un’azienda italiana produttrice di capsule in metallo e plastica per il mondo beverage. L’azienda ha sede in Italia, a Ozzano in provincia di bologna, e possiede cinque stabilimenti, di cui uno negli Stati Uniti, a Orlando in Florida, aperto nel 2010, uno in Egitto e il più recente in Cina. Nata nel 1939, Pelliconi ha vissuto una forte crescita negli ultimi 10 anni sebbene operi in un mercato piuttosto statico. Oggi conta circa 600 dipendenti e una capacità produttiva di 30 miliardi di capsule all’anno.

Con l’obiettivo di sostenere la crescita con un forte approccio all’innovazione sostenibile, l’azienda ha creato lo scorso anno il Dipartimento Innovazione collocandolo a circa 200 metri di distanza dall’edificio dell’Headquarter. Esso coinvolge 5 dipendenti, guidati dall’Innovation Manager Matteo Mingardi. Il Dipartimento si occupa di gestire sia l’innovazione incrementale, dedicando parte delle proprie risorse all’R&D in qualità di Funzione interna all’ecosistema della Corporate, sia di innovazione disruptive o radicale, con l’obiettivo di individuare nuove opportunità e strutturare nuovi modelli di business. In questi mesi il Dipartimento Innovazione ha già creato un primo servizio, basato sul nuovo modello di business a piattaforma, per il quale il confronto con il mercato e con i clienti sta registrando forte interesse.

Matteo Mingardi, Innovation Manager di Pelliconi

«L’obiettivo fissato per il 2018 è ora quello di diventare una NewCo separata dall’azienda principale e, per fare questo, lavoreremo su un percorso che affronta tre tappe fondamentali», spiega Mingardi. La prima necessità affrontata è quella di creare da un lato un’identità del team, «rendendo cioè visibile ciò di cui ci occupiamo, innovazione tangibile che ha impatti immediati sul business», e dall’altro una visione comune, «fortemente legata al committment da parte di tutte le Funzioni che lavorano con noi». Il secondo passo da compiere è quello di portare in azienda un approccio culturale diverso, volto ad aprire le proprie frontiere al mondo che ci circonda: «Abbiamo lavorato molto con le Funzioni aziendali per mettere in discussione processi e attività che finora hanno funzionato benissimo ma che non è certo siano i più efficaci ed efficienti nel futuro», e nello stesso tempo l’azienda si è aperta alla valutazione di tutte le tecnologie disponibili sul mercato e alla loro implementazione.

«Infine, ho lavorato moltissimo con il mio team sui temi del fallimento e dell’accettazione dell’errore, perché sono situazioni quotidiane che richiedono una matura presa di coscienza. D’altro canto, stimolo il mio team a perseverare nelle idee che ritiene vincenti, un approccio fondamentale nella presentazione dei progetti al Corporate Board che si tiene ogni tre mesi».  A tendere la NewCo avrà come obiettivo di essere autonoma rispetto alla corporate. «Seguiamo una nostra roadmap di progetti: sono circa una ventina, in parte legati al mondo Pelliconi, e quindi con l’obiettivo di impattare un business consolidato, in parte volti a individuare nuovi business, attraverso per esempio lo scouting di startup, o direttamente nuovi modelli di business, come la piattaforma lanciata qualche settimana fa», aggiunge il Manager.

Il Dipartimento Innovazione in Pelliconi è guidato da due immagini ben chiare: «Dobbiamo vivere come una rock band, flessibili e con tanta propensione alla sperimentazione, ma dobbiamo anche avere l’organizzazione di una grande orchestra, quindi con la strutturazione delle attività, la definizione dei processi e delle logiche di ingaggio con gli enti aziendali e i partner con i quali lavoriamo. Solo in questo modo pensiamo sia possibile, all’interno di un contesto di innovazione così altamente dinamico e disruptive, sviluppare idee che portino ad un ROI nel medio termine».

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Alessandra Luksch
Direttore dell’Osservatorio Startup Intelligence

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