A quanta privacy siamo disposti a rinunciare per avere più sicurezza? Proteggere ed essere protetti giustifica la rinuncia a una bricola di libertà alla volta? Le polemiche sulla richiesta di identificazione per accedere ai siti pornografici come misura a tutela dei minori riporta l’attenzione sul dibattito, in corso da anni, sul rapporto tra privacy e sicurezza che ha assunto una dimensione sempre più complessa. Non si tratta più soltanto di stabilire fino a che punto uno Stato possa spingersi a limitare le libertà individuali in nome della protezione collettiva; oggi l’elemento che complica radicalmente lo scenario è la velocità del progresso tecnologico.
L'ANALISI
Siamo disposti a rinunciare alla privacy per avere più sicurezza? La difficile innovazione legislativa
Il rapporto tra privacy e sicurezza ha assunto una dimensione sempre più complessa. Il problema è che le tecnologie cambiano più in fretta dei quadri normativi. Serve una cultura del rischio digitale condivisa, che non si limiti a reprimere ma sappia progettare
imprenditore e docente universitario

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
INNOVATION LEADER
-

L’innovazione in MAIRE, il presidente Fabrizio Di Amato: “L’Europa può guidare la chimica del terzo millennio”
15 Ott 2026 -

Domenico Scida, chi è il nuovo responsabile di innovazione e tecnologia in Ferrovie dello Stato
15 Ott 2026 -

John Elkann e le startup, dagli unicorni della robotica a Wave Torino: storia, strategie e veicoli
07 Ott 2026 -

Ifigest affida a Marco Roscio Ricon la trasformazione digitale del gruppo e punta sull’AI agentica
06 Ott 2026 -

Andrea Pontremoli (Dallara): “Ecco come facciamo innovazione con la cultura dell’errore”
02 Ott 2026


























