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OPEN INNOVATION IN PRACTICE

Open Talent Economy: così Unilever scambia talenti con le altre aziende

di Alessandra Luksch, Filippo Frangi

06 Lug 2018

La multinazionale proprietaria di 400 marchi fa open innovation al suo interno attraverso la creazione di incubatori e all’esterno con il progetto Unilever Startup Program. Ma anche con “l’economia dei talenti aperti”: raccolta di idee e Talent Swap, scambio di menti innovative con altre organizzazioni all’avanguardia

Unilever è una multinazionale anglo-olandese proprietaria di 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa. Il gruppo è presente in 90 Paesi, con 200 filiali distribuite in tutto il mondo e nel 2017 ha fatturato 53,7 miliardi di euro impiegando oltre 169.000 persone. Unilever è presente sul territorio italiano con la sede di Roma e 5 stabilimenti produttivi, con all’attivo circa 3.500 dipendenti. Le quattro storiche unità produttive di Caivano (Napoli), Sanguinetto (Verona), Casalpusterlengo (Lodi) e Pozzilli (Isernia) sono gli stabilimenti tra i più avanzati in Europa per dimensione, sicurezza, tecnologia, rispetto dell’ambiente e produttività.

Attualmente in Unilever è in corso una forte trasformazione organizzativa e culturale, caratterizzata da una maggiore apertura agli stimoli provenienti dall’esterno con l’obiettivo di identificare opportunità di business disruptive. Come affermato da Gianfranco Chimirri, HR&Communication Country Director, “noi siamo consapevoli che, in quanto azienda di mass market e largo consumo, le opportunità di crescita più importanti possono derivare non solo dal core business attuale ma dall’esplorazione di canali nuovi ed emergenti. Dobbiamo quindi focalizzarci maggiormente sullo sviluppo del digitale, andando incontro ai trend di consumo dei nostri clienti per anticipare e soddisfare le loro esigenze”.

Questo processo di trasformazione si sta sviluppando all’interno di Unilever secondo due direttive principali: una interna e una esterna. Internamente è in corso un processo per ridisegnare l’organizzazione e renderla più agile, veloce ed interconnessa favorendo così i processi di innovazione. “Un importante progetto riguarda la creazione di incubatori interni dove adottare metodologie ispirate all’approccio Lean Startup, sperimentando sia nella fase di idea generation che in quella di prototipazione ed execution, con metodologie quali co-designing e design thinking. L’obiettivo principale è quello di stimolare un cambiamento di mentalità e di cultura all’interno dell’organizzazione, sviluppando competenze nuove e favorendo l’imprenditorialità a tutti i livelli”, afferma Chimirri.

Esternamente sono state avviate diverse iniziative per connettere l’azienda con quella che viene definita la Open Talent Economy. È per esempio partito il progetto Unilever Startup Program, in cui startup a diversi livelli di maturità lavorano su brief definiti dall’azienda, cercando di restituire soluzioni di business che possano poi essere prototipate congiuntamente. Unilever si riserva anche la possibilità di effettuare investimenti in queste società, nel caso in cui sorgano potenziali opportunità di business. Un secondo progetto riguarda l’utilizzo di piattaforme di crowdsourcing per la raccolta di idee e di stimoli. Facendo ciò l’organizzazione mette a fattor comune le competenze interne con quelle provenienti dall’esterno, accelerando il processo di innovazione e accrescendo la possibilità di cogliere opportunità profittevoli.

Un ulteriore progetto fortemente innovativo e di grande successo è il Talent Swap, ovvero lo scambio di talenti con altre organizzazioni all’avanguardia nel mondo Digital e Open Innovation, che sta garantendo l’acquisizione di nuove competenze in maniera rapida attraverso la creazione di un ecosistema sempre più aperto ed interconnesso.

Lo sviluppo di progetti indirizzati all’open innovation ha come principale effetto un tessuto organizzativo più flessibile, adattabile e reattivo ai cambiamenti, sempre più frequenti all’interno del contesto competitivo. Allo stesso tempo Unilever è così in grado di attingere a talenti, competenze ed innovazioni che internamente non avrebbe il tempo e la possibilità di sviluppare. “Questo progetto di trasformazione e l’implementazione di queste iniziative ci sta permettendo, da un lato, di lavorare per accelerare la crescita in nuovi canali ed aumentare le opportunità di business da poter analizzare. Dall’altro lato, ci permette di sviluppare competenze e soft skills in ambito digitale all’interno della nostra organizzazione, stimolando così le persone ad una maggiore partecipazione ed imprenditorialità ed avviando l’auspicato cambiamento culturale interno”, conclude Chimirri.

Alessandra Luksch

Filippo Frangi

Osservatorio Startup Intelligence

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