Negli ultimi anni l’Open Innovation è diventata una pratica ormai consolidata tra le grandi imprese italiane. Tuttavia, la Ricerca 2025 dell’Osservatorio Startup Thinking evidenzia come la sua ampia diffusione non si traduca ancora in un’effettiva adozione strutturale. Di questo si è discusso nella tavola rotonda “Come evolvono gli approcci di Open Innovation e di Corporate Venturing”, in occasione del Convegno dello scorso 2 dicembre “Digital & Open Innovation 2026: cosa serve a imprese e startup per un cambio di passo”. L’incontro ha visto la partecipazione di casi di eccellenza portati da Rossella Aiello, Open Innovation, Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione, Bper Banca; Luigi Bianchi, Manager of Corporate Venture & Program Innovation, Fastweb+Vodafone; Francesca Capella, Project Leader, Osservatorio Open Innovation Lookout; Davide Orfanelli, Open Innovation & Ecosystem Development Manager, Flutter SEA; Roberto Privitera, Head of Product Lab, Aruba. La tavola è stata condotta da Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, che ha sintetizzato i risultati delle ricerche, e co-moderata da Filippo Frangi, Ricercatore Senior dell’Osservatorio Startup Thinking.
STARTUP INTELLIGENCE
Open Innovation: perché l’adozione nelle grandi imprese italiane è a rischio stagnazione
L’ecosistema italiano si trova oggi in una fase di maturazione intermedia: dopo anni di sperimentazioni, è necessario un cambio di passo. Ecco come le imprese possono integrare l’Open Innovation nella strategia complessiva e dotarsi di strumenti di monitoraggio
Direttore dell’Osservatorio Startup Intelligence

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