Non tutti i Venture Builder sono uguali: ecco alcune strategie e case study - Economyup

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Non tutti i Venture Builder sono uguali: ecco alcune strategie e case study



Alcune grandi aziende hanno già lanciato venture builder: BP Launchpad, SAP Venture Studio, Telefonica con Wayra Builder, Iberdrola con Perseo Builder. Altre sono in procinto di farlo, come Mind the Bridge. Ma non esiste un modello uguale per tutti. Qui i vari approcci da adottare

di Alberto Onetti

03 Ago 2021


Venture builder

Parlando di open innovation, i Venture Builder sono senza dubbio il tema del momento.

Alcune grandi aziende ne hanno lanciato uno (più o meno di recente, BP Launchpad, SAP Venture Studio, Telefonica con Wayra Builder, Iberdrola con Perseo Builder solo per citarne alcune), altre sono in procinto di farlo (come Mind the Bridge abbiamo più di un dossier aperto sul tavolo).

Al di là dell’effetto moda, ci sono degli aspetti (rilevanti) che non possono essere sottovalutati nella decisione da parte di un’azienda di lanciare un Venture Builder. Ne avevo parlato di recente su Sifted (Financial Times). Di seguito un po’ di riflessioni aggiuntive maturate in queste ultime settimane di operatività.

Spoiler Alert: i Venture Builder sono modelli molto recenti, indi non ci sono evidenze forti a supporto della loro presunta efficacia. Ci sono solo segnali deboli, che vanno affinati durante la loro implementazione. Diffidare da chi propone ricette.

A Mind the Bridge utilizziamo la matrice in figura per provare a rappresentare la complessità e la varietà degli approcci che possono stare dietro ad un Venture Builder (trovate anche quattro casi opportunamente anonimizzati).

  • Dipende dagli obiettivi. Ci sono due tipologie di Venture Builder. Quelli che hanno come obiettivo di lanciare nuovi business (BP Launchpad, SAP) e quelli che invece si propongono di valorizzare asset e tecnologie non più considerate strategiche (Telefonica Wayra Builder). Sono modelli profondamente diversi. E come risponde lo Stregatto ad Alice quando gli chiede quale strada debba prendere: “Se non sai dove vuoi andare non ha importanza”.
  • Contano i risultati che vuoi raggiungere. È molto diverso lanciare business da sviluppare internamente all’azienda rispetto a spin-offare nuove aziende. In quest’ultimo caso si pone il problema della possibile apertura del capitale a terzi e quindi del controllo.
  • Da dove vengono le idee? Variabile chiave è l’origination. Ci sono Venture Builder costruiti come logica continuazione dei programmi di intrapreneurship (quindi “employees led innovation” come nel caso di Enagas), altri per sviluppare piani strategici definiti dal top management. Alcuni (Launchpad) bypassano le fasi iniziali comprando startup e facendo crescere internamente (Open Energi è l’ultima acquisizione in termine temporali di Launchpad).
  • Dentro o fuori? La separatezza organizzativa (e indipendenza operativa) è un requisito fondante di un Venture Builder. Però c’è chi si spinge più in là e sostiene che lo sviluppo di startup dentro le aziende non sia possibile e i Venture Builder debbano essere soggetti esterni ed indipendenti. Il caso di scuola è Daimler che ha “spin-offato” in un veicolo indipendente (1886 Ventures, di cui possiede solo il 10%) il proprio Lab 1886 (da cui era nato Car2go). Sul punto approfondiamo settimana prossima.

 

Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.