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Cos’è l’Innovation Manager e come si ottiene il riconoscimento?



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3 giorni fa


Risponde l’avvocato Francesca Maria Valle, socio di WI Legal 

La figura del manager dedicato all’innovazione è definita nei suoi contorni tecnici dal Ministero di competenza e regolamentata in via amministrativa. Si tratta dunque di un professionista che deve disporre di caratteristiche e presupposti determinati in via normativa e non già solo socio-culturale.

Istituzione: con decreto del Ministero dello Sviluppo del 7 maggio 2019, con pubblicazione sulla G.U. del 1.7.19 viene disposto un contributo per gli anni 2019, 2020 e 2021 a beneficio delle micro, piccole e medie imprese per consulenze in materia di processi di trasformazione digitale e tecnologica e ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa.

Il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha istituito presso di sé un ALBO degli innovation manager con una breve scheda descrittiva di ogni professionista e il campo di specializzazione (data analytics, quantum computing, digital marketing, cyber security, robotica avanzata, prototipazione etc.). L’Albo, che viene aggiornato ciclicamente, può essere consultato sul sito del Ministero (ultimo aggiornamento 3.8.21). La divisione VII del Ministero è dedicata agli interventi per la ricerca, l’innovazione e grandi progetti d’investimento.

I soggetti abilitati all’iscrizione possono essere sia manager qualificati sia società di consulenza specializzata e le aziende potranno attingere agli elenchi a seconda delle esigenze d’impresa.

Dal punto di vista retributivo l’Innovation manager potrà ricevere un compenso come consulente o come dirigente, con applicazione del ccnl di categoria, anche un incarico a tempo determinato. Il manager viene inserito nell’organico aziendale e partecipa e indirizza le direttive nei confronti di dipendenti e dirigenti aziendali.

Ora veniamo ad una breve descrizione delle caratteristiche professionali dell’Innovation Manager: si occupa essenzialmente di promuovere e gestire l’innovazione nel contesto aziendale, da un lato quella intesa come insieme di nuove idee, tecnologie, comportamenti, dall’altro quella del management, dunque la vera e propria gestione aziendale.

L’approccio dell’Innovation Manager è sistematico, reiterato nel tempo, così da adeguare costantemente le scelte aziendali all’esigenza di innovazione.

Come già descritto questa figura introdotta dal decreto ministeriale ha tre ambiti di applicazione:

1) la valutazione di tutte le nuove opportunità a beneficio del business, dalla scelta dei partner fino alla valutazione di mercati innovativi, spesso legati alle nuove tecnologie, nonché progetti di ricerca in collaborazione con enti pubblici e privati.

2) Il secondo ruolo invece individua quel manager in grado di introdurre un vero e proprio cambio di passo, anche e soprattutto culturale, all’interno dell’azienda.

3) Infine il ruolo dell’abilitatore che analizza e valuta i risultati imprenditoriali e gestisce il portafoglio progetti, secondo una prospettiva molto più manageriale e interna all’azienda rispetto alle altre due. Tale figura deve possedere un ampio ventaglio di soft skills che riguardano in particolare la leadership, la capacità di motivare e ispirare, la visione strategica, ma anche sicuramente la creatività, la curiosità e la capacità di intercettare l’innovazione.

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