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La storia

Yougenio, una startup per i lavoretti in casa ma con 50 dipendenti

31 Ott 2016

La piattaforma che offre servizi di pulizia e manutenzione domestica, nata da uno spinoff di Manutencoop, è lontana dal modello Foodora. Tutti i collaboratori sono contrattualizzati. «La digital economy non si può fare sulle spalle di chi lavora», dice il ceo Alvise Vigilante

Alvise Vigilante, CEO di Yougenio
Gig economy? No, grazie. Alvise Vigilante, CEO di Yougenio, ne è convinto: si può fare startup anche con personale regolarmente assunto e pagato. “Io ritengo che qualunque lavoro abbia la sua dignità e che sia necessario riconoscerlo con uno stipendio che sia dignitoso, soddisfacente e che lo valorizzi “ taglia corto.

Non a caso la startup nata all’interno del gruppo Manutencoop ha solo personale “regolarmente assunto, assicurato e formato secondo elevati standard qualitativi di servizio. Non, quindi, un semplice market place popolato da possessori di partita iva indipendenti ma un’azienda professionale e riconosciuta” dice Vigilante.

 

Tutto quello che bisogna sapere per capire il caso Foodora

 

Eppure, non sarebbe stato difficile per loro abbracciare il modello della gig economy e dei “lavoretti”. Perché Yougenio è una piattaforma che offrei servizi di pulizia e manutenzione domestica: dalla pulizia della casa alla manutenzione del giardino o della caldaia, dalla stireria alla disinfestazione o al servizio idraulico. Dunque, accanto a figure professionali a tutto tondo (ad esempio l’idraulico o l’elettricista) Yougenio offre anche il servizio di chi pulisce casa o stira camicie. Lavoretti, appunto.

 

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Ma di gig economy, Alvise Vigilante, non vuol sentir parlare. “Il personale è uno dei nostri asset portanti, accanto alla piattaforma e all’investimento in comunicazione. Il nostro obiettivo è distaccarci dal concetto di market place: Yougenio non mette in contatto domanda e offerta, noi siamo solo offerta. Offerta che viene gestita con personale assunto, strettamente selezionato e accuratamente formato” dice. “Ci avvaliamo di società partner che si occupano da una parte della selezione e dall’altra della formazione, anche quando si tratta di personale destinato al settore pulizia, settore che generalmente viene ritenuto privo di percorsi di formazione. I nostri neoassunti invece passano 40 ore di formazione in aula. E lo stesso avviene per chi si occupa di manutenzione, ai quali proponiamo corsi di formazione articolati. Infine forniamo a tutti corsi di formazione in ambito digitale” spiega.

 

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“In questo momento abbiamo un ventaglio di 120 servizi che offriamo agli utenti. Il personale selezionato deve avere almeno tre skills: capacità di lavorare in un determinato

Addetti Yougenio
settore e aver svolto il lavoro in passato; skills tecnologiche, perché il rapporto con gli addetti avviene soprattutto attraverso la tecnologia (l’assegnazione dell’ordine avviene tramite smartphone; su smartphone vanno segnalati inizio e fine dell’attività, malattie, richiesta di ferie); capacità relazionali, cioè capacità di interagire con i clienti, per fare in modo che il cliente sia soddisfatto”.

Al momento in Yougenio lavorano una cinquantina di persone, ma “stiamo crescendo al ritmo di 10-15 persone in più a settimana, saremo 100 entro la fine dell’anno” dice il CEO della startup. “Tra di essi ci sono alcuni giovani ma l’età media non è certo 20 anni. Per un motivo chiaro: questo non è mestiere per chi deve integrare il reddito con forme di collaborazione part time o similari”. Insomma non è un modello alla Foodora, giusto per intenderci.

Per quanto riguarda gli stipendi, infatti,  “le figure professionali come l’idraulico o il l’elettricista percepiscono uno stipendio di mercato, mentre per le altre figure abbiamo adottato il contratto colf-badanti, modificandolo e facendo percepire circa il 20% in più della cifra contrattuale. Ci sono poi forme di incentivazione variabile: i fornitori di pulizie, infatti, possono incrementare il loro stipendio con servizi di up-selling e cross-selling, quanto più riescono a piazzare nuovi servizi tanto più guadagnano e hanno possibilità di incrementare il reddito di base attraverso le performance, cioè se gli addetti sono valutati positivamente a fine anno i migliori saranno selezionati in termini di risultati legati alla loro attività e premiati”.

La new economy e la digital economy non si possono fare sulle spalle di chi lavora – continua il CEO di Yougenio -. Per noi è impensabile andare verso una soluzione di precarizzazione del lavoro o verso forme che tendono ad avvilire il mondo del lavoro. Se noi abbiamo dipendenti contenti anche il servizio che offrono verrà recepito di una certa qualità: al momento abbiamo il 33% di servizi recensibili, di questi il 92% ha un tasso di soddisfazione molto alto. Alla fine, ci guadagniamo tutti”.

di Concetta Desando

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