Nuovo mega-round per una delle neobank più attive, Revolut. La società fondata a Londra nel 2015 da Nik Storonsky, che oggi conta oltre 80 milioni di clienti retail, ha annunciato la chiusura del suo più recente round di raccolta fondi, senza specificare l’importo, ma che fissa una nuova valutazione aziendale a 115 miliardi di dollari USA.
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Chi ha guidato il round per Revolut
L’operazione è stata guidata da Glade Brook Capital Partners, Coatue, Durable Capital Partners, T. Rowe Price Associates, Inc. e Baillie Gifford. Il round ha visto la partecipazione sia di partner storici sia di nuovi investitori globali.
Fondi per accelerare il business
La transazione, si legge in un comunicato aziendale, si inserisce in una fase di forte accelerazione del business.
Oggi Revolut Bank UAB è una banca europea autorizzata – costituita nella Repubblica di Lituania, abilitata e regolamentata dalla Banca di Lituania e dalla Banca Centrale Europea – ma è nata nel Regno Unito nel 2015 con un’offerta incentrata su trasferimenti di denaro e cambio valuta. I suoi oltre 80 milioni di clienti nel mondo utilizzano decine di prodotti. La società registra più di un miliardo di transazioni al mese.
Dall’inizio del 2026, Revolut ha avviato le proprie attività bancarie nel Regno Unito, in Messico, Australia e Nuova Zelanda, ottenendo contestualmente licenze bancarie in Francia, Colombia e Argentina, oltre all’approvazione condizionata dello statuto bancario statunitense da parte dell’OCC.
Questi passi puntano a rafforzare la presenza bancaria di Revolut in Europa attraverso 30 mercati dello Spazio Economico Europeo (SEE). L’espansione poggia su risultati finanziari solidi: nel 2025 i ricavi sono aumentati del 46% raggiungendo i 6,0 miliardi di dollari (4,5 miliardi di sterline) e l’utile ante imposte è cresciuto del 57% fino a 2,3 miliardi di dollari (1,7 miliardi di sterline), portando il margine ante imposte al 38%.
Per mantenere integralmente invariato l’articolo, inserirei un nuovo paragrafo dopo la sezione “Chi ha guidato il round per Revolut” e prima di “Fondi per accelerare il business”.
Il nuovo H2 sarebbe: “I precedenti finanziamenti di Revolut: dalla startup alla valutazione di 115 miliardi”.
È importante distinguere i round di finanziamento veri e propri dalle successive operazioni di vendita di azioni sul mercato secondario: queste ultime hanno contribuito a far crescere la valutazione della società, ma non hanno necessariamente portato nuovi capitali nelle sue casse.
I precedenti finanziamenti di Revolut: dalla startup alla valutazione di 115 miliardi
La nuova operazione rappresenta un ulteriore salto di valore per Revolut, protagonista di una delle crescite più rapide nel panorama fintech europeo. Dopo i primi finanziamenti ricevuti nel 2015 e nel 2016, la società ha raccolto 66 milioni di dollari nel 2017, con un Series B sostenuto da investitori come Index Ventures e Balderton Capital. Nel 2018 è arrivato un Series C da 250 milioni di dollari, guidato da DST Global, che ha portato la valutazione a 1,7 miliardi di dollari, facendo entrare Revolut nel gruppo degli unicorni europei.
La crescita è proseguita nel 2020 con un Series D da complessivi 580 milioni di dollari, guidato da TCV e completato attraverso una successiva estensione, per una valutazione di 5,5 miliardi. Nel luglio 2021 il salto più significativo: 800 milioni di dollari raccolti da SoftBank Vision Fund 2 e Tiger Global, con una valutazione salita a 33 miliardi.
Negli anni successivi, la valorizzazione di Revolut è stata sostenuta anche dalle operazioni sul mercato secondario. Nel 2024 una vendita di azioni dei dipendenti ha fissato il valore della società a 45 miliardi di dollari. Nel novembre 2025 una nuova operazione ha portato la valutazione a 75 miliardi, prima dell’ulteriore aumento a 115 miliardi annunciato nel novembre 2026. In poco più di cinque anni, dalla valutazione del Series D del 2020, il valore attribuito alla fintech si è quindi moltiplicato per oltre venti.
Revolut, le principali tappe dei finanziamenti e delle valutazioni
| Anno | Operazione | Capitale raccolto | Valutazione |
|---|---|---|---|
| 2017 | Series B | 66 milioni $ | Circa 350 milioni $ |
| 2018 | Series C | 250 milioni $ | 1,7 miliardi $ |
| 2020 | Series D | 580 milioni $ | 5,5 miliardi $ |
| 2021 | Series E | 800 milioni $ | 33 miliardi $ |
| 2024 | Vendita di azioni | Operazione secondaria | 45 miliardi $ |
| 2025 | Vendita di azioni | Operazione secondaria | 75 miliardi $ |
| 2026 | Nuova operazione | Importo non comunicato | 115 miliardi $ |
Nota: le operazioni secondarie riguardano la compravendita di azioni esistenti e non equivalgono necessariamente a nuovi capitali raccolti dalla società. Per l’operazione del novembre 2026 Revolut non ha comunicato l’importo complessivo.
L’evoluzione delle valutazioni di Revolut

Valutazioni in miliardi di dollari. Le ultime tre derivano anche da operazioni sul mercato secondario.
Dalla fondazione nel 2015, Revolut ha raccolto circa 1,7 miliardi di dollari attraverso i principali round di finanziamento, culminati negli 800 milioni del 2021. A questi si aggiungono successive operazioni sul capitale, che hanno progressivamente portato la valutazione della società fino agli attuali 115 miliardi di dollari, senza che siano stati sempre comunicati gli importi di nuovo capitale effettivamente raccolti.
La parola ai protagonisti
Nik Storonsky, CEO e Fondatore di Revolut, ha commentato: «Ogni nuova banca che lanciamo offre a un numero sempre maggiore di persone uno strumento migliore per gestire il proprio denaro, ovunque si trovino. È il nostro team a rendere possibile tutto questo, e l’azionariato diffuso tra i dipendenti rappresenta un pilastro della nostra cultura fin dal primo giorno. Per questo abbiamo voluto dare loro ancora una volta la possibilità di beneficiare del valore che hanno contribuito a creare, mentre proseguiamo con determinazione verso il nostro prossimo traguardo: servire 100 milioni di clienti».
Victor Stinga, CFO di Revolut, ha dichiarato: «I risultati conseguiti quest’anno sono il frutto di un lavoro portato avanti per diversi anni. Ci consentono di consolidare la nostra offerta di banca digitale nei mercati chiave e aprono la strada per raggiungere milioni di nuovi clienti al di fuori dell’Europa. La fiducia dei nostri investitori, sia storici che nuovi, conferma l’opportunità unica di Revolut di costruire la prima banca realmente globale».































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