Un brevetto Samsung per misurare il grasso corporeo con lo smartphone

L’azienda coreana è la prima al mondo nelle tecnologie wearable. E la prima a sviluppare un sistema di sensori che potrebbe avere diverse applicazioni nel settore e-health

Pubblicato il 11 Ago 2015

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Per misurare il nostro grasso corporeo potrebbe, a breve, essere sufficiente utilizzare lo smartphone. Se è Samsung. La società coreana sta investendo moltissimo nello sviluppo tecnologico di mobile device e wearable legati al benessere e alla salute, è stata recentemente classificata come la prima al mondo per numero di brevetti in questo settore, con una quota pari al 4% di 41.301 brevetti depositati a partire dal 2010.

Non sorprende quindi che possa essere la prima a introdurre una tecnologia che attraverso un sofisticato sistema di sensori, integrato nel telefono o in una particolare cover, sia capace di dirci la quantità di grasso presente nel nostro corpo. Per fare ciò, l’applicazione sfrutta il concetto di “impedenza” utilizzato sopratutto in elettrotecnica: per semplificare si tratta della resistenza opposta da un oggetto al passaggio di corrente elettrica. Le informazioni di impedenza permetteranno all’applicazione di calcolare la massa e il grasso corporeo.

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Tutto questo è ancora in fase di perfezionamento, per ora è certo che esiste un brevetto, ma non vi è nessuna notizia ufficiale circa l’imminente integrazione di questa tecnologia in alcun dispositivo Samsung, anche se la cosa appare alquanto probabile, viste le diverse applicazioni fitness basate su sensori che già la casa coreana offre. Né tantomeno si conosce il suo livello di accuratezza. Quest’ultimo punto sarebbe particolarmente qualificante e permetterebbe di avvicinare l’applicazione all’ambito “health” piuttosto che rientrare nel “fitness/wellness”. La precisione nella misurazione del grasso corporeo permetterebbe anche a Samsung di indirizzarsi al mondo degli operatori sanitari oltre che al mondo consumer.

Inoltre, potrebbe dare un vantaggio competitivo a Samsung rispetto ai suoi competitori, specialmente Apple.

Tutte le principali aziende tecnologiche stanno sviluppando in modo massiccio applicazioni per smartphone e wearable, il che lo si evince anche dal numero di brevetti che annualmente cresce del 40%. Lo scontro tra big si gioca sul terreno delle differenti tipologie di applicazioni capaci di misurare e monitorare dati biometrici, che grazie all’uso di sensori arriveranno a leggere sempre più in dettaglio il nostro corpo; sull’accuratezza delle misurazioni (si pensi all’imprecisione dell’AppleWatch i cui sensori non funzionano su pelle “pelosa o tatuaggi, ne abbiamo parlato qui); e naturalmente arrivare prima degli altri è sempre un grande vantaggio.

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