InstaPartners, dopo l'articolo di EconomyUp arriva l'iscrizione nel Registro delle startup innovative | Economyup
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Il caso

InstaPartners, dopo l’articolo di EconomyUp arriva l’iscrizione nel Registro delle startup innovative

17 Ago 2016

La Camera di Commercio di Milano ha annunciato che dal 16 agosto la società fintech fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula è stata ammessa nella sezione speciale. L’accesso è avvenuto pochi giorni dopo la denuncia del founder su Facebook ripresa dal nostro magazine

Dal 16 agosto InstaPartners, la società fintech che ha sviluppato una piattaforma digitale attraverso cui anticipare le fatture alle Pmi, è una startup innovativa iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese. Ad annunciarlo è la stessa Camera di commercio di Milano attraverso il suo profilo Twitter YouCameraMi. La notizia è significativa perché arriva pochi giorni dopo che Ignazio Rocco di Torrepadula, il founder di InstaPartners, ispirandosi proprio a un approfondimento di EconomyUp sulle startup innovative, aveva denunciato dal proprio account Facebook che la sua società non era ancora stata ammessa al Registro pur avendo tutte le carte in regola.

Secondo quanto riferito da Rocco di Torrepadula, la Camera di Commercio di Milano non aveva ancora inserito InstaPartners tra le nuove imprese innovative perché la società non era “ancora sul mercato con clienti e ricavi. Quindi, accusava il fondatore, “seconda la tassonomia del funzionario che ci ha risposto (che non so da quale fonte di legge tragga origine) una startup inizia a esistere solo quando il prodotto inizia a vendere. Tutti quelli che lavorano, rischiano, e ci mettono dei soldi prima, non contano”.

EconomyUp ha riferito dello sfogo di Rocco di Torrepadula raccogliendo ulteriori commenti amareggiati. “C’è gente che non è sul mercato e non ci andrà mai eppure viene iscritta al Registro”, ci aveva detto il 10 agosto. “Evidentemente vengono utilizzati criteri differenti per giudicare le startup”.

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La vicenda era particolarmente singolare perché InstaPartners, che sarà appunto sul mercato con il proprio servizio “da fine settembre-primi di ottobre”, ha già adesso caratteristiche non comuni alla maggior parte delle startup italiane: ha raccolto finanziamenti per 8 milioni di euro, anche da nomi noti della vita economica italiana (solo per citarne alcuni, Alessandro e Mauro Benetton, Paolo Merloni e l’attuale ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier) e dà lavoro, con contratti a tempo indeterminato, a 13 laureati. Invece, dall’analisi che EconomyUp ha fatto su una parte delle società iscritte al Registro, le srls a 1 euro, risulta che alcune aziende non forniscono alcun servizio e non hanno neanche un sito internet.

Una settimana dopo la denuncia di Rocco di Torrepadula e il dibattito che ne è seguito online, la Camera di Commercio di Milano informa che InstaPartners ora è una startup innovativa e può accedere ai benefici previsti per questa tipologia di società. Probabilmente, è anche effetto dell’articolo di EconomyUp.

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