La corsa alla regolamentazione del mercato crypto europeo entra in una nuova fase. La fintech italiana Conio, partecipata da Poste Italiane e Banca Generali, ha ottenuto in Italia la licenza MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation) per operare come Crypto-Asset Service Provider (CASP), un passaggio destinato ad avere conseguenze importanti non solo per l’azienda ma per l’intero ecosistema dei digital asset.
L’autorizzazione arriva infatti in un momento cruciale: dal 30 giugno 2026 terminerà il regime transitorio previsto dalla normativa europea e soltanto gli operatori autorizzati potranno continuare a offrire servizi legati alle criptovalute e agli asset digitali all’interno dell’Unione Europea.
Per Conio si tratta di un traguardo che consolida una posizione costruita negli anni nel settore della custodia di asset digitali e della tokenizzazione, due ambiti che stanno attirando crescente attenzione da parte di banche, investitori e grandi imprese.
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Che cos’è la licenza MiCAR
Il regolamento MiCAR rappresenta il primo quadro normativo europeo organico dedicato ai mercati delle cripto-attività. L’obiettivo è creare regole uniformi per tutti gli Stati membri, aumentando la protezione degli investitori e garantendo maggiore trasparenza agli operatori.
Per ottenere l’autorizzazione CASP, le aziende devono dimostrare di possedere requisiti rigorosi in termini di governance, gestione del rischio, solidità patrimoniale, procedure antiriciclaggio e tutela della clientela.
Nel caso di Conio, il percorso autorizzativo si è concluso in Italia con il coinvolgimento della Consob e il parere della Banca d’Italia. Secondo quanto comunicato dall’azienda, il processo ha richiesto una valutazione approfondita del modello operativo e delle tecnologie utilizzate, confermando la conformità delle procedure adottate e la robustezza dell’infrastruttura.
L’autorizzazione consente alla fintech di offrire servizi regolamentati di custodia, trasferimento e collocamento di asset digitali, operando all’interno del nuovo quadro normativo europeo.
Perché questa autorizzazione è strategica
La licenza MiCAR non rappresenta soltanto un adempimento regolatorio. Per un operatore che lavora nel settore crypto può diventare un vero vantaggio competitivo.
Con la fine del periodo transitorio, infatti, il mercato europeo assisterà probabilmente a una selezione naturale degli operatori. Le realtà che non riusciranno a ottenere l’autorizzazione saranno costrette a interrompere l’erogazione dei servizi, mentre quelle autorizzate potranno proporsi come partner affidabili per investitori istituzionali, banche e imprese.
Per Conio ciò significa poter rafforzare la propria presenza in tre segmenti strategici:
- clienti retail interessati alla custodia e alla gestione di asset digitali;
- banche e fintech che desiderano integrare servizi crypto attraverso soluzioni white label;
- imprese e istituzioni finanziarie impegnate nello sviluppo di progetti di tokenizzazione e gestione di Real World Asset (RWA).
La regolamentazione potrebbe inoltre accelerare un fenomeno già in corso: l’ingresso dei grandi operatori finanziari tradizionali nel mercato degli asset digitali. In questo scenario, aziende dotate di competenze tecnologiche e autorizzazioni regolamentari potrebbero diventare partner chiave per accompagnare la trasformazione del settore.
Non solo criptovalute: la scommessa sulla tokenizzazione
Un altro elemento rilevante riguarda il posizionamento di Conio oltre il perimetro delle criptovalute tradizionali.
La società ha sviluppato negli anni competenze specifiche nella progettazione di soluzioni blockchain dedicate alla tokenizzazione, ovvero la rappresentazione digitale su blockchain di asset reali o finanziari. Si tratta di un mercato che, secondo numerose analisi internazionali, potrebbe diventare uno dei principali motori di crescita dell’economia digitale nei prossimi anni.
L’azienda opera già su progetti che coinvolgono diversi settori, dalla finanza ai collectibles fino all’energia, accompagnando i partner lungo tutte le fasi di sviluppo: dalla progettazione del modello operativo fino alla realizzazione dell’infrastruttura tecnologica.
La combinazione tra autorizzazione regolamentare e competenze tecnologiche potrebbe quindi consentire a Conio di rafforzare ulteriormente il proprio ruolo in un mercato che sta rapidamente passando dalla fase sperimentale a quella industriale.
Le parole del fondatore
«Aver ottenuto l’autorizzazione MiCAR in Italia è per Conio un risultato particolarmente significativo, perché conferma la solidità di un percorso costruito sul territorio nazionale», dichiara Christian Miccoli, CEO e fondatore di Conio.
«In un ambito strategico come quello dei digital asset, che riguarda la custodia del valore, la finanza del futuro e anche la competitività tecnologica e geopolitica dei sistemi nazionali, è fondamentale che l’Italia possa contare su realtà di eccellenza capaci di innovare, creare competenze ed essere un partner strategico per le grandi aziende italiane. È lo stesso spirito con cui Conio partecipa al Tavolo tecnico dell’Intergruppo parlamentare su Digital Asset, Blockchain e Bitcoin: contribuire a un dialogo tra industria, regolatori e istituzioni che permetta all’Italia di guidare, e non solo inseguire, l’evoluzione della finanza digitale.»
Questa struttura risponde meglio al titolo: prima spiega cos’è il MiCAR, poi analizza perché il via libera rappresenta una svolta per Conio e per il mercato italiano degli asset digitali, andando oltre la semplice ripresa del comunicato.


















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