I DATI UNRAE

Mercato auto Italia 2022, vendite ai minimi storici (e siamo ultimi in Europa nell’elettrico)



Con 1,3 milioni di vetture vendute, il mercato auto 2022 in Italia segna il minimo storico degli ultimi 44 anni, con un rialzo minimo previsto per il 2023, dicono i dati UNRAE. Positivo solo il trend del noleggio a lungo termine. Il presidente al governo: “Mantenere e potenziare gli incentivi all’acquisto”

Pubblicato il 20 Dic 2022


Il 2022 non chiude con buone notizie per il mercato auto in Italia: con 1,3 milioni di vetture vendute, segna il minimo storico degli ultimi 44 anni. E il 2023, per cui è previsto un rialzo delle vendite a 1,4 milioni, sarà ancora vicino al minimo.

Sono i dati consuntivi e previsionali illustrati dall’UNRAE nella Conferenza Stampa di fine anno, dati che mostrano la forte crisi di un settore che per decenni è stato trainante per l’industria nazionale italiana. L’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri è l’Associazione delle Case automobilistiche estere che operano in Italia nella distribuzione e commercializzazione di autovetture, veicoli commerciali e industriali, bus, rimorchi, semirimorchi e allestimenti, caravan e autocaravan con le relative reti di assistenza tecnica e di ricambi originali.

“Il mercato dell’automotive in Italia è in grave sofferenza a causa delle congiuntura mondiale ed europea, ma anche di una non chiara e non coordinata strategia verso la transizione sostenibile da parte delle istituzioni italiane centrali e locali”, afferma il Direttore Generale dell’UNRAE Andrea Cardinali. Per questo, il Presidente UNRAE Michele Crisci ha indirizzato una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con proposte per velocizzare la riconversione industriale del settore ed evitare il declino e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Mercato auto in Italia 2022 indietro sulle elettriche

Secondo i dati di UNRAE, il 2022 segna un minimo storico nella vendita auto con numeri che non si vedevano dagli anni 70, inferiori anche a quelli del 2020 con il pieno impatto della pandemia. Nel complesso, negli ultimi tre anni il mercato ha perso oltre 1,6 milioni di auto rispetto al 2019, e in parallelo le casse dello Stato hanno perso 7,85 mld di euro solo di gettito IVA.

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“Parliamo di numeri molto pesanti – commenta Cardinali – che non sono sostenibili nel lungo periodo”.

Intanto la transizione energetica è partita ma si è già arenata: nel 2022 l’Italia, fra i 5 maggiori mercati europei, è all’ultimo posto nella diffusione di auto elettriche e ibride plug-in con una quota dell’8,8%, lontanissima dalla Germania (38,2%), dal Regno Unito (21,4%) e dalla Francia (21,2%) e superata dalla Spagna (9,5%).

Un barlume di speranza per la categoria ibride HEV, dove è invece al primo posto con una quota del 34%. Un dato interessante, che indica come a pesare sulla diffusione dell’elettrico non sia una mancanza di interesse del consumatore, quanto l’inadeguata infrastruttura di ricarica che spinge a prediligere soluzioni che non dipendano dalla ricarica elettrica plug-in.

Si confermano i dati sull’invecchiamento del parco circolante: in Italia ha una età media di 12,2 anni, contro 8,7 anni in UK, 10,1 anni in Germania e 11 anni in Francia e per il 25,4% del totale è ancora composto da vetture ante Euro 4 (ben 9.916.000): “Con un mercato a livelli così depressi” commenta Cardinali, “per sostituire tutto il parco nazionale ci vorrebbero 30 anni”. Un parco vetusto, insicuro e inquinante anche per i veicoli industriali (età media 14,5 anni), veicoli commerciali (14 anni), autobus (12,5 anni), rimorchi e semirimorchi (17 anni).

Mercato auto in Italia 2022: cresce il noleggio a lungo termine

Nota positiva per il noleggio a lungo termine: nell’arco dell’anno si è dimostrato un canale molto dinamico, nonché l’unico con andamento positivo (+14,6%). Calano invece le nuove auto immatricolazioni (-23,2%) e il noleggio a breve termine (-17,1%)

Mercato auto in Italia 2023, previsto un rialzo ma si resta ai minimi

Le previsioni dell’UNRAE per il 2023 indicano un rialzo di sole 100 mila unità a 1,4 milioni di vetture (+7,7%) sul 2022.

Il prossimo anno un’auto su otto dovrebbe essere a trazione elettrica con una quota del 12,8% divisa tra elettriche pure BEV (6%) e ibride plug-in PHEV (6,8%). Ma la quota maggiore sarà delle ibride HEV (in salita dal 34% al 36,6%), seguite dal motore a benzina (in calo dal 27,5% al 25,4%) e dal diesel (giù dal 19,5% al 16,7%).

UNRAE, la proposta al Governo per risollevare il settore auto

L’attuale situazione di crisi del comparto automotive è particolarmente pesante considerando la storica importanza del settore per l’ecosistema paese. Per questo, UNRAE ha stilato una serie di proposte al Governo con l’obiettivo di aiutare a risollevare il mercato:

  • mantenere e potenziare gli incentivi all’acquisto di autovetture per il rinnovo del parco circolante almeno fino al 2026 per privati e aziende;
  • elaborare una politica infrastrutturale per la ricarca elettrica e il rifornimento a idrogeno;
  • rivedere l’impianto fiscale del settore modulando detraibilità Iva e deducibilità dei costi in base alle emissioni di CO2 per le auto aziendali;
  • pianificare rapidamente una riconversione industriale della filiera automotive e della componentistica per riportare il nostro paese a essere un riferimento a livello europeo;
  • prevedere ulteriori interventi a sostegno del trasporto merci e trasporto collettivo di persone.

Proposte che il Presidente Michele Crisci evidenzia nella lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“I sacrosanti target ambientali indicati dalla UE impongono una riconversione industriale rapida ed efficiente”, sottolinea, “Non possiamo difenderci arroccandoci su posizioni e tecnologie passate. Difendere il passato non significa proteggere l’Italia, piuttosto significa consegnare le nostre aziende ad un futuro… senza futuro”.

“Abbracciare le nuove tecnologie velocizzandone l’adozione a partire dai soggetti che hanno la dispobilità per farlo, velocizzandone al contempo l’abbattimenti dei costi di produzione e dei prezzi di vendita, questo è l’unico modo per aumentarne la diffusione per tutti” conclude Crisci. “Solo le nuove tecnologie e il loro accoglimento possono difendere il tessuto economico di questo meraviglioso Paese, accrescendone il Pil per il benessere di tutti”.

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