Il 4 marzo la Commissione europea ha fatto un passo che l’industria automotive attendeva da mesi, e che al tempo stesso temeva: ha presentato l’Industrial Accelerator Act, il tassello normativo con cui Bruxelles prova a trasformare il principio del “Made in Europe” in una leva concreta di politica industriale. L’obiettivo dichiarato è aumentare la domanda di tecnologie e prodotti low-carbon realizzati in Europa, rafforzare la manifattura, ridurre le dipendenze strategiche e sostenere l’occupazione industriale. Per l’auto, però, la portata del provvedimento va oltre la formula politica: qui si entra nel cuore della filiera, cioè componenti, assemblaggio, criteri per i sussidi, procurement pubblico, flotte aziendali e persino investimenti stranieri.
L'APPROFONDIMENTO
Industrial Accelerator Act: arriva la proposta “made in Europe” per l’automotive, cosa significa
Presentata dalla Commissione UE il 4 marzo, l'”Industrial Accelerator Act” porta nella politica industriale dell’auto un principio: per accedere a una parte del sostegno pubblico, veicoli e componenti dovranno dimostrare una quota significativa di origine europea. Cosa cambia

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