Edmondo Pietranera (Mobilize): l’innovazione di Renault

L’INTERVISTA

Edmondo Pietranera (Mobilize): dati, energia e mobilità per l’innovazione di Renault



“Stiamo lavorando verso un nuovo paradigma di mobilità: multimodale, green, semplice, flessibile e sostenibile” dice Edmondo Pietranera, Head di Mobilize Italia. “L’utilizzo dei dati è la chiave”. Gli obiettivi, la strategia di innovazione e i progetti

19 Mag 2022


Edmondo Pietranera, Head of Mobilize Italy

Mobilità, energia e dati: sono i tre pilastri su cui si fonda Mobilize, la divisione dedicata alla mobilità sostenibile di Renault nata nell’ambito del piano strategico Renaulution. Quarto Brand del gruppo insieme a Renault, Dacia/Lada ed Alpine, è stata lanciata dal CEO Luca di Meo nel gennaio 2021.

“La nostra missione è offrire una mobilità moderna e ad emissioni Zero, come esemplificato dallo zero nel marchio” spiega Edmondo Pietranera, Head di Mobilize Italia, “stiamo lavorando verso un nuovo paradigma di mobilità: multimodale, green, semplice, flessibile e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. Paradigma in cui l’utilizzo dei dati è la chiave.”

Poco più di un anno dopo il lancio di Mobilize Pietranera con EconomyUp ha fatto il il punto sulla strategia e i progetti della società del Gruppo Renault.

Com’è nata Mobilize e quale ruolo ha nel gruppo Renault?

Mobilize rappresenta la fase di “piena rivoluzione” del piano strategico Renaulution, il passo successivo agli obiettivi di recupero della profittabilità e competitività sul business tradizionale: lanciarsi nel business della mobilità in senso più ampio.

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Si tratta di una sfida molto ambiziosa: entro il 2030 ci aspettiamo che Mobilize e i diversi elementi che correlati all’interno dell’azienda raggiungano un peso di oltre il 20% sul totale dei ricavi.

La nostra missione è di migliorare la vita dei clienti di domani, che fruiranno sempre più di servizi di mobilità e meno di auto di proprietà, che con le nuove tecnologie diventeranno più costose e prodotte in quantità più limitate. La affrontiamo con una logica di ecosistema, unendo i nostri sforzi con diversi attori, sia parte del business sia capaci di offrire servizi complementari.

Cosa fa Mobilize per costruire la mobilità del futuro?

I nostri focus di business sono tre, strettamente correlati tra loro: mobilità sostenibile, energia e abbattimento delle emissioni e degli scarti, e tecnologia, in particolare l’utilizzo dei dati.

Per quanto riguarda la mobilità, le parole chiave sono all-inclusive, integrata e flessibile. Vogliamo garantire l’accesso a servizi accessori al veicolo, sia per la mobilità personale che condivisa. Stiamo disegnando dei prototipi di veicoli più piccoli pensati per lo spostamento cittadino, che avrebbero applicazioni anche nel trasporto merci per il delivery di medio raggio e ultimo miglio. Ancora, pensiamo in futuro a un modello di car subscription che permetta di utilizzare una vettura adatta alla città durante la settimana, e una più grande per viaggiare assieme alla famiglia durante il weekend in un unico abbonamento, per esempio. Offriremo insomma maggior flessibilità rispetto ad oggi, sia attraverso una mobilità integrata con l’ecosistema cittadino, sia con formule di noleggio flessibili in termine di durata, superando le attuali segmentazioni del mercato.

Sul tema energia, si parte dall’elettrificazione e dai servizi di contorno per semplificare la vita dei clienti, a cominciare dalla ricarica. Pensiamo anche a un utilizzo più smart della ricarica stessa, con offerte Smart Charging che permettano di scegliere da smartphone la modalità di ricarica che si preferisce, permettendo un “pieno” più veloce o una formula più economica in base alle necessità.

Stiamo lavorando molto anche sulla realizzazione e smaltimento delle batterie e dei veicoli in chiave di ecosostenibilità ed economia circolare. Oltre all’efficientamento nella costruzione, puntiamo sulla rigenerazione e sul riutilizzo in altri business delle batterie esauste: le nostre Factory diventano così Re-factory, portando un beneficio a tutto l’ecosistema, dalla customer experience ai costi dei veicoli rigenerati.

Quale ruolo hanno i dati ?

La gestione dei dati, che è il nostro terzo pilastro, rappresenta l’anello di congiunzione tra mobilità, energia e i diversi tipi di clienti e partner. È la vera tecnologia abilitante che permette di semplificare i processi e offrire servizi tailor-made, oltre a far parlare gli ecosistemi e gli attori sul territorio.

Grazie ai dati, e allo scambio dei dati tramite accordi con l’ecosistema, possiamo pensare a strumenti che permettano di trovare i punti di ricarica più vicini, ricevere feedback sulla soddisfazione dei clienti, offrire soluzioni di manutenzione predittiva, servizi post-vendita, pacchetti assicurativi e tutti i servizi connessi, o ancora creare sistemi di monitoraggio dello stato delle strade. Le possibilità sono moltissime, stiamo agendo su tutte.

Su cosa di basa la strategia di innovazione di Mobilize?

Sono quattro le nostre direttrici: la capacità di disegnare, progettare e sviluppare veicoli molto innovativi; il network che permetta una presenza capillare sul territorio, essenziale per avere successo nella nuova mobilità; il know-how sul mondo finanziario e assicurativo per offrire servizi complementari – per cui ci appoggiamo alla finanziaria del gruppo RCI Banque, diventata da poco Mobilize Financial Service; e infine la spinta sulle nostre Re-factory.

Questi ingredienti ci permettono di fare leva sui nostri asset strategici e differenziarci da altri attori, sia già presenti nel settore automotive, sia nuovi entranti che sempre più arriveranno anche da altri settori.

Affrontiamo l’innovazione ogni giorno attraverso iniziative concrete – sul mercato italiano, abbiamo già lanciato il car sharing in 15 comuni di dimensioni medie, e presto a Milano attraverso Zity by Mobilize, la joint venture con il gruppo spagnolo Ferrovial. Dall’altro lato, c’è un lavoro quotidiano di networking con diversi attori che stanno sviluppando progetti per una mobilità futura all-inclusive e senza barriere, incluse le amministrazioni locali.

Uniamo così un approccio molto concreto e operativo con una grande visione e ambizione.

Come collaborate con altri player della mobilità?

Un esempio di una bellissima esperienza che abbiamo fatto è stato l’hackaton “New Mobilities” realizzato con FoolFarm e Italo a dicembre 2021. Abbiamo avuto l’opportunità di fare lavoro di squadra con un attore di prossimità, come è Italo, e un attore esterno capace di portare grande valore e innovazione come lo startup studio Foolfarm. L’hackaton si è svolto a bordo di un treno, lavorando a 300km/h andando da Roma a Milano in Foolfarm e ha coinvolto nostre persone provenienti da diversi team all’interno del gruppo.

È stata occasione di lavorare su nuovi progetti da portare in Mobilize attraverso lo studio di tecnologie come AI e blockchain, lanciare discussioni sulle opportunità della multi-modalità, condividere diversi know-how e introdurci a capire meglio l’operatività agile e veloce tipica di una startup. Si è trattato di una fusione tra diverse culture da cui sono uscite idee molto interessanti.

Un altro progetto che abbiamo realizzato è stato un esperimento di car sharing turistico che abbiamo sviluppato con Villa Petriolo (vicino a Firenze), riconosciuto come Best Sustainable Place 2021 da Save the Planet. Abbiamo creato una “bolla di mobilità” per gli ospiti del resort, con vetture elettriche gestibili in modo totalmente digitale, che potessero muoversi liberamente per il territorio inclusa la città di Firenze, con la possibilità di entrare nel centro storico e parcheggiare nelle postazioni dedicate.

L’esperimento ha generato soddisfazione importante nei clienti, e lo stiamo estendendo su altri territori con altri operatori della nostra rete come strumento per valorizzare il turismo sostenibile nel nostro Paese.

Cosa serve in Italia per il futuro della smart mobility?

Penso serva prima di tutto un’accelerazione sulla trasformazione della cultura della mobilità.

Parlare di mobilità sostenibile oggi va di moda, ma non tutti ci si stanno impegnando in modo concreto. Questo è quel che deve accadere in aziende, famiglie, pubbliche amministrazioni.

Oggi se ne discute molto: penso che siamo una fase “fucina” in cui devono uscire messaggi forti per divulgare questa cultura. Vedo a volte reticenza tra i meno giovani, che hanno tuttavia una grande esperienza e un grande valore da portare all’ecosistema. Queste risorse si stanno ora finalmente cominciando ad avviare verso questa trasformazione culturale: i prossimi anni saranno cruciali.

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Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.