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Cross industry convergence: che cos’è e perché è un’opportunità di crescita

di Luciana Maci

21 Lug 2017

Si sta sviluppando un nuovo ecosistema digitale che si nutre di connessioni fra settori tradizionalmente separati e che mette al centro il cliente. Una ricerca di Polimi con EY ne analizza gli impatti su Fintech, Smart Health, Smart Cities, Automotive. Sarà uno dei temi di confronto del Digital Summit di ottobre a Capri

La convergenza cross industriale (cross industry convergence) rappresenta una grande opportunità di crescita per banche, compagnie assicurative, aziende e pubbliche amministrazioni, ma anche un vantaggio per i consumatori che cercano sempre più prodotti o servizi personalizzati. C’è però ancora da lavorare sulla regolamentazione, che può rappresentare un forte ostacolo alla convergence, e sulla qualità del servizio offerto. Sono osservazioni emerse dalla ricerca “Cross industry convergence: the new growth opportunity”, elaborata dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con EY. La convergenza cross industriale sarà proprio uno degli argomenti che verranno discussi dal 4 al 6 ottobre 2017 all’EY Capri Digital Summit, tradizionale appuntamento con gli attori dell’innovazione digitale per verificare lo stato dell’arte della digital transformation, discutere gli assi di intervento prioritario e mettere a confronto progetti, risultati e idee a sostegno della competitività del Paese.

♦ CHE COS’È LA CONVERGENZA CROSS INDUSTRIALE – La cross industry convergence consiste nella ridefinizione dei confini tradizionali tra i settori attraverso l’integrazione di prodotti/servizi, asset/tecnologie e dati, ampliando e migliorando l’ecosistema. Oggi essa rappresenta una delle più importanti opportunità di crescita per le organizzazioni che possono ridefinire i confini del proprio mercato passando da una logica centrata sul prodotto/servizio ad un modello experience & customer centric. I consumatori, sempre più digitali sia nella fruizione di contenuti sia nel processo di acquisto – e abituati all’esperienza digitale offerta da aziende come Google, Amazon, Facebook e Apple – sono alla ricerca di prodotti e servizi personalizzati per le loro specifiche esigenze e forniti ad un prezzo equo. Per non disattendere queste aspettative, le organizzazioni devono valutare di continuo la propria proposta di valore per il cliente. Di conseguenza sta nascendo un nuovo ecosistema digitale, che si nutre appunto di connessione e trasversalità tra vari settori: dall’automotive alla vendita di generi alimentari, dalle telecomunicazioni ai provider tecnologici al Life Science fino alla pubblica amministrazione.

♦ LA RICERCA DI POLIMI E EY – La ricerca ha preso in esame oltre 20 operatori incumbent che operano in differenti settori (Automotive, Digital/Social Network, Retail Grocery, Telco, Technology provider, etc.) e di 70 startup, per analizzare come queste ultime abbiano supportato lo sviluppo dell’offerta di servizi finanziari. La prima parte ha visto coinvolte aziende Telecom e Media per l’offerta di servizi congiunti. La nuova sta coinvolgendo Industries come Banking, Health Care, Mobility e Insurance, attraverso ruoli e modalità differenti. Dallo studio è emerso l’attuale scenario, le best practice, le opportunità e le sfide di questo trend che sta rapidamente cambiando i modelli di business tradizionali.

♦ CONVERGENZA E FINTECH – I consumatori, sempre più digitali sia nella fruizione di contenuti sia nel processo di acquisto, sono alla ricerca di prodotti e servizi personalizzati per le loro specifiche esigenze. Non fa eccezione il settore finanziario, per il quale viene richiesto lo stesso livello di customer experience dai propri fornitori di servizi finanziari, siano essi istituti bancari o altre aziende operanti in settori differenti che hanno introdotto l’offerta di servizi finanziari. “Nel mondo di oggi – spiega Giuliano Noci, Ordinario di Marketing alla School of Management del  Politecnico di Milano – quando si pensa alle banche si pensa ai non performing loans, alla enorme massa di crediti non esigibili che vanno ad appesantirne i bilanci. In realtà secondo noi c’è una sfida ancora più rilevante, che è quella della trasformazione digitale, che va a cambiare modelli di business, architettura di punti di contatto e persino la catena del valore del mondo bancario e dei servizi assicurativi”. “L’industry convergence è una grande opportunità per le banche, almeno per quelle che sanno governare il cambiamento e hanno un mindset digital per fare business” è il parere di Marco Giorgino,  Ordinario di Finanza e Risk Management e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Digital Finance alla School of Management del Politecnico di Milano. “La banca – prosegue Giorgino – è un operatore di sistema che interagisce con molti comparti dell’economia e con una relazione fiduciaria ancora molto buona. Saper governare e integrare soluzioni diverse da far convergere per servire in modo più veloce e con maggiore qualità il cliente farà la differenza”.

♦ CONVERGENZA E SMART HEALTH – Secondo Filippo Mastropietro, Partner EY Responsabile Digital Advisory Financial Services Italia, “l’Industry Disruption attuale è frutto di un’evoluzione congiunta di tecnologie, bisogni dei clienti e nuovi player alternativi che entrano nel mercato. Per esempio Smart Health mette insieme diversi stakeholders in un nuovo ecosistema digitale: pubbliche amministrazioni, banche, assicuratori, fornitori di auto e aziende life science si sono ormai legati in modo indissolubile per proporre ai clienti finali un’offerta integrata ‘pay as you live’ che cattura un’esigenza più ampia e in continua evoluzione”.

♦ CONVERGENZA E SMART CITIES – La velocità con cui i diversi settori stanno evolvendo, innovando e “convergendo” è impressionante e stimarne l’impatto è un esercizio complesso. Per esempio, si stima che entro il 2030 le 750 città più grandi del mondo produrranno oltre il 60% del GDP (Prodotto interno lordo) globale. Le Smart Cities saranno tecnologicamente avanzate, connesse e pronte alle sfide economiche, sociali e ambientali che via via si proporranno. La convergenza creerà nuovi mercati e opportunità per banche, compagnie assicurative, aziende e pubbliche amministrazioni per crescere e competere in un mondo connesso, dove la relazione cliente-fornitore continuerà ad essere al centro di nuovi modelli di business ‘digitally enabled’.

MODELLI DI INDUSTRY CONVERGENCE – Si stanno materializzando diversi modelli di industry convergence, tra cui il modello Industry Expansion e il modello Partnership.

  • INDUSTRY EXPANSION – Prevede lo sviluppo da parte di un’azienda appartenente ad un’industry di un prodotto/servizio tipico di un’altra industry.
  • PARTNERSHIP – Due aziende appartenenti a industry diverse mettono a fattor comune i rispettivi servizi, integrandoli, per offrire un’experience di eccellenza ai propri clienti.
  • INCUMBENT – NEW PLAYER – Consiste nell’estensione da parte di Aziende Incumbent in nuove industry attraverso la creazione di start-up innovative per l’erogazione di nuovi prodotti/servizi, facendo leva sull’innovazione tecnologica.

♦ CONVERGENZA NELLA RICERCA DI RISORSE UMANE – Qualsiasi sia il modello di convergence, le aziende creano e propongono sempre di più servizi e innovazioni che le aiutano ad esplorare opportunità al di fuori del proprio core business. Anche la ricerca di talenti o di top executive, che in passato era tipicamente focalizzata all’interno dell’industry di riferimento, oggi si sposta sempre più su altre industry attigue o sinergiche, in una logica appunto di convergenza.

♦ I FRONTI APERTI: REGOLAMENTAZIONE E QUALITÀ– L’industry convergence deve tener conto di aspetti importanti quali: la regolamentazione, che può rappresentare un forte ostacolo alla convergence, se non opportunamente indirizzata, soprattutto in alcune Industry (es. Banche e Assicurazioni); la qualità del servizio offerto, che può essere compromesso a fronte dell’offerta di numerosi prodotti/servizi nel tentativo di cogliere le esigenze più ampie dei clienti più ampi e il focus sulla Relazione con il cliente vs Focus sulla specializzazione di prodotto. Queste implicazioni portano necessariamente a fare delle scelte di posizionamento chiare delle aziende in un percorso di Industry Convergence.

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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