La filiera automotive italiana ed europea sta attraversando una delle trasformazioni strutturali più complesse della sua storia recente. Tra le spinte normative europee verso la decarbonizzazione, le incertezze sui volumi di produzione e la pressione competitiva dei mercati emergenti, il settore della componentistica e della manifattura d’autoveicoli necessita di ingenti investimenti in ricerca, sviluppo e riconversione tecnologica.
In questo scenario si inserisce l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che ha formalizzato la misura denominata “Accordi per l’innovazione nella filiera automotive”.
QUI L’ARTICOLO DI ECONOMYUP CON L’ANNUNCIO DELL’INTERTVENTO DEL MIMIT
Come già scritto da EconomyUp, l’iniziativa mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 631 milioni di euro (derivante dalla riprogrammazione delle risorse del Fondo Automotive), con l’obiettivo di sostenere progetti strategici di ricerca industriale e sviluppo sperimentale coordinati da imprese del settore o aggregate in rete con centri di ricerca ed enti territoriali.
Vediamo dunque meglio quali sono le caratteristiche del bando e come partecipare.
Indice degli argomenti
Bando MIMIT per l’automotive: le caratteristiche del bando
La misura è rivolta al settore manifatturiero e di servizio della filiera automotive. In particolare, possono presentare domanda imprese che svolgono attività dirette o di supporto in tale settore e Centri e Organismi di Ricerca (OdR).
I progetti possono essere presentati da singole imprese oppure in effettiva collaborazione fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti, compresi gli Organismi di Ricerca.
I progetti in collaborazione sono finalizzati alla costruzione di partenariati industriali capaci di generare ricadute di filiera concrete e misurabili.
La dotazione economica rappresenta una delle risorse più cospicue destinate al settore della mobilità negli ultimi anni. Il quadro normativo definito dal decreto direttoriale fissa regole d’accesso precise e una governance finanziaria orientata anche alla coesione territoriale.
Dei 631 milioni di euro disponibili il 40% delle risorse complessive è riservato in via prioritaria ai progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). La restante quota è destinata a sostenere le proposte progettuali nel Centro-Nord, area storicamente caratterizzata da una fitta concentrazione di subfornitura e componentistica di precisione.
Ambiti di intervento
Il bando sostiene la realizzazione di progetti ad alta intensità tecnologica focalizzati sia sulla mobilità sostenibile sia sulla diversificazione produttiva.
Gli ambiti di intervento finanziati riguardano nello specifico:
- sviluppo, ingegnerizzazione, testing, produzione, validazione di prototipi di nuovi veicoli e altre soluzioni di mobilità (sistemi innovativi di alimentazione e propulsione, materiali innovativi e soluzioni finalizzate al miglioramento delle prestazioni, dell’efficienza energetica e della sostenibilità dei veicoli)
- sviluppo di componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura (tecnologie basate su AI applicate ai servizi per la mobilità, tecnologie per la guida autonoma e connessa, servizi digitali per la mobilità intelligente e connessa, validazione delle prestazioni e dell’affidabilità delle tecnologie sviluppate)
- diversificazione e riconversione industriale di imprese appartenenti alla filiera automotive verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, con particolare riferimento ai settori a potenziale dual-use (civile e difesa/sicurezza)
Dimensione dei progetti, spese ammissibili e agevolazioni previste
Per garantire una reale capacità di impatto strutturale, la misura si rivolge ad investimenti di taglio medio-grande. L’importo dei costi ammissibili dei progetti presentati deve variare tra un minimo di 5 milioni ad un massimo di 40 milioni di euro.
La durata dei progetti deve essere compresa tra 18 e 36 mesi, con possibilità di richiedere una proroga motivata non superiore a 12 mesi.
Le spese ammissibili coprono il personale di ricerca e tecnico, le attrezzature e la strumentazione nella misura e per il periodo in cui sono usati per il progetto, la ricerca contrattuale, le consulenze specialistiche, i brevetti e i costi generali calcolati su base forfettaria. I costi ammissibili non possono superare il 60% della media del fatturato registrato dal proponente negli ultimi due esercizi finanziari.
Gli incentivi previsti si basano sul contributo alla spesa (fondo perduto), integrabile su richiesta da un finanziamento agevolato.
L’intensità base per il contributo alla spesa è pari al 50% dei costi ammissibili per la Ricerca Industriale ed al 25% per lo Sviluppo Sperimentale.
Nel caso in cui il progetto sia realizzato in forma congiunta attraverso una collaborazione effettiva tra almeno una impresa e uno o più Organismi di ricerca, è riconosciuta a ciascuno dei soggetti proponenti, una maggiorazione del contributo diretto alla spesa fino al 10% per le PMI e gli Organismi di ricerca e fino al 5% percentuali per le grandi imprese.
È prevista una maggiorazione del 15% qualora il progetto preveda una collaborazione effettiva tra imprese (con presenza di PMI o svolgimento transfrontaliero) o qualora sia prevista la partecipazione di un Organismo di Ricerca che sostenga almeno il 10% dei costi totali ammissibili.
Oltre al contributo a fondo perduto, le imprese possono richiedere un finanziamento agevolato nei limiti del 20% del totale dei costi ammissibili, erogato a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo.
Prospettive, tempistiche e procedura di presentazione
L’attivazione degli Accordi per l’Innovazione rappresenta un banco di prova cruciale per la politica industriale del paese. La filiera italiana dell’auto, forte di competenze storiche nella meccanica di precisione e nel design, si trova di fronte alla necessità di convertire linee di produzione tradizionali in poli tecnologici ad alto valore aggiunto.
L’inserimento della clausola sul dual-use e l’attenzione rivolta al Mezzogiorno dimostrano la volontà strategica di mettere in sicurezza il patrimonio occupazionale e produttivo, favorendo al contempo l’integrazione tra mondo manifatturiero ed eccellenze scientifiche nazionali.
L’iter di presentazione delle domande segue la modalità negoziale tramite sportello telematico gestito da Mediocredito Centrale (MCC) per conto del MIMIT.
Le imprese potranno accedere alla piattaforma telematica per predisporre le domande e caricare la documentazione tecnica a partire dall’11 novembre 2026 e inviare la propria proposta a partire dalle ore 10:00 del 25 novembre 2026 (apertura sportello).
L’assegnazione delle risorse seguirà l’ordine cronologico di presentazione, al quale farà seguito l’istruttoria negoziale finalizzata a valutare la fattibilità tecnica, la sostenibilità finanziaria, la congruità della spesa e il reale impatto industriale delle proposte.
Bando MIMIT per l’automotive: scheda sintetica del bando
Per una scheda sintetica della misura illustrata si rimanda alla sezione bandi del sito ictlabpa.it e nello specifico al seguente indirizzo





























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