TECNOLOGIE DI FRONTIERA

Quantum computing, quali sono le imprese che sviluppano tecnologie in Italia


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Dai software per la finanza ai processori per le fabbriche, il quantum computing italiano cerca la strada del mercato. Ecco le startup e le aziende attive nel Paese, da Algorithmiq a Planckian, da Rotonium a Eniquantic, il ruolo di IQM, Pasqal e IBM: tecnologie, progetti e applicazioni per trasformare la ricerca in innovazione industriale

Pubblicato il 19 ott 2026

Valentina Neri

Giornalista



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IBM è tra le aziende che forniscono soluzioni di quantum computing in Italia
Il computer quantistico IBM Quantum System One a Ehningen, in Germania. Foto: IBM Research / Wikimedia Commons


Punti chiave

  • La Quantum Europe Strategy (2 luglio 2025) mira a creare un’industria quantistica europea, finanziando startup e impianti per trasformare ricerca d’eccellenza in prodotti.
  • In Italia G2Q Computing, Algorithmiq, QuantumNet, Planckian, Rotonium ed Eniquantic sviluppano software, processori (superconduttivi e fotonici) e soluzioni per il quantum industriale.
  • IQM, Pasqal e IBM hanno macchine in Italia (Lagrange, SOL – EuroQCS-Italy da 140 qubit) e collaborano con università e imprese come Dallara.
Riassunto generato con AI


Ora che il quantum computing comincia a uscire dai laboratori, l’Europa vuole costruire una propria industria del settore. È l’obiettivo della Quantum Europe Strategy, adottata dalla Commissione europea il 2 luglio 2025. Una comunicazione che, pur senza introdurre obblighi vincolanti, definisce in modo chiaro le priorità politiche dell’Unione. Il problema da affrontare è concreto: l’Europa produce ricerca scientifica di alto livello, ma fatica a trasformarla in prodotti e imprese capaci di crescere sul mercato. La strategia indica come finanziare la crescita delle startup e la costruzione degli impianti necessari a produrre tecnologie quantistiche, preparando il terreno per il futuro Quantum Act.

E in Italia chi sta sviluppando queste tecnologie? Alcune aziende lavorano alla costruzione dei computer quantistici, altre offrono già software e servizi per sperimentarne l’impiego nelle imprese. Ecco una mappa dei protagonisti.

Le aziende del quantum computing italiane o con sede in Italia

G2Q Computing

Prima di fondare G2Q Computing, Ekaterina Polyakova e Leonardo Chhabra lavoravano già sui problemi che oggi affrontano con la startup: lei nella finanza quantitativa e nella gestione del rischio per gruppi bancari, lui alla Banca centrale europea, dove validava i modelli matematici utilizzati per valutare strumenti finanziari complessi. Nel 2023, a Milano, hanno unito queste esperienze per sviluppare software che combina calcolo classico e quantistico.

Il legame con la finanza si è tradotto in una partnership con Intesa Sanpaolo, nata durante il programma di accelerazione Techstars Transformative World Torino del 2024. Insieme hanno sviluppato un progetto sperimentale per migliorare precisione ed efficienza nell’analisi del rischio di credito, eseguendo algoritmi sul computer quantistico superconduttivo dell’Università Federico II di Napoli. Gli esperimenti hanno permesso anche di studiare quanto le caratteristiche della macchina influenzino i risultati. G2Q propone inoltre applicazioni per interpretare dati satellitari e ottimizzare processi industriali. Il software distribuisce i calcoli tra sistemi di supercalcolo e computer quantistici, cercando di sfruttare le capacità di ciascuno di essi.

Algorithmiq

Milano è la base scelta da Algorithmiq per espandere le proprie attività commerciali. Fondata a Helsinki nel 2020 da Sabrina Maniscalco, Guillermo García-Pérez, Matteo Rossi e Boris Sokolov, la società sviluppa software per rendere più accurate le elaborazioni dei computer quantistici e utilizzarle nella ricerca scientifica. Il trasferimento del quartier generale è stato nel maggio 2026, contestualmente al round da 18 milioni di euro – il più grande investimento del venture capital italiano nel settore – guidato da United Ventures e CDP Venture Capital con la partecipazione di Inventure VC.

«Perché sono tornata in Italia? Ci sono i migliori talenti dell’informazione quantistica»

Il software di Algorithmiq affronta uno dei problemi dei computer quantistici attuali: le perturbazioni che alterano i calcoli e ne rendono meno affidabili i risultati. Tensor Network Error Mitigation (TEM) interviene dopo l’esecuzione, elaborando i dati su computer classici per attenuare le distorsioni introdotte dal rumore. È disponibile commercialmente dal settembre 2024 nel catalogo Qiskit Functions di IBM. Nel 2025 la società ha siglato ulteriori accordi commerciali, anche con Microsoft e Rigetti.

Una delle applicazioni riguarda la ricerca di farmaci contro il cancro. Insieme a IBM e Cleveland Clinic, Algorithmiq ha simulato il processo di attivazione di un farmaco fotosensibile utilizzato nella ricerca sulla terapia fotodinamica, che sfrutta la luce per attivare sostanze capaci di distruggere le cellule tumorali. Il lavoro ha ottenuto nell’aprile 2026 un premio da 2 milioni di dollari nell’ambito di Quantum for Bio, programma di Wellcome Leap.

QuantumNet

Fondata nel 2021 come joint venture tra NetCom Group e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, QuantumNet è la prima startup innovativa italiana dedicata esclusivamente al calcolo quantistico. Dalla sede di Napoli sviluppa algoritmi che combinano calcolo classico e quantistico, mettendoli alla prova su simulatori e computer quantistici reali.

L’azienda lavora in quattro aree. La prima è l’ottimizzazione, con algoritmi per individuare percorsi efficienti, gestire il traffico e distribuire le risorse disponibili. La seconda è il quantum machine learning: il gruppo sperimenta modelli per riconoscere immagini e individuare anomalie, applicati per esempio alla classificazione delle varietà vegetali e alla ricerca di guasti nelle linee produttive. Nella cybersecurity, QuantumNet studia e simula protocolli di distribuzione quantistica delle chiavi crittografiche, utilizzati per proteggere le comunicazioni. Sul fronte Big Data e Internet of Things, esplora invece come integrare il calcolo quantistico nei sistemi che raccolgono grandi quantità di dati in tempo reale, per migliorare l’analisi e supportare le decisioni.

Entrata nell’IBM Quantum Network nel 2021, nel 2022 ha avviato il progetto formativo QCA – Quantum Computer Academy, dedicato alla formazione di programmatori quantistici. Tra i progetti di ricerca dell’azienda c’è anche CROMO, che utilizza gioco e intelligenza artificiale per coinvolgere i visitatori nella tutela del patrimonio culturale. Gli utenti fotografano i monumenti attraverso un’app e accumulano punti per ottenere agevolazioni nelle attività aderenti. Le fotografie vengono poi analizzate per monitorare lo stato di conservazione dei beni. La piattaforma è stata sperimentata lungo un tratto della Via Appia tra Benevento e Mirabella Eclano.

Reply

Il quantum comincia a entrare anche nell’offerta di gruppi più grandi e diversificati, oltre che delle società specializzate. Un esempio è Reply, fondata a Torino nel 1996 da Mario Rizzante insieme ad altri soci, che conta oggi oltre 17mila dipendenti, con la divisione Data Reply.

Per Generali Asset Management ha realizzato un sistema che analizza le relazioni tra gli emittenti di obbligazioni societarie, aiutando i gestori a capire come le difficoltà di uno possano ripercuotersi sugli altri. Lo strumento utilizza MegaQUBO, il framework proprietario per il calcolo quantum-inspired, ed è già impiegato dal team di investimento.

Con Enel, Data Reply ha invece sviluppato un modello per assegnare gli interventi di manutenzione alle squadre sul territorio italiano, riducendo il tempo dedicato agli spostamenti. La soluzione è stata eseguita su GPU tradizionali e sperimentata anche su una macchina quantistica D-Wave. Entrambi i casi adottano un approccio quantum-inspired, che permette di applicare metodi pensati per il calcolo quantistico anche su hardware classico.

Planckian

Come si passa da un computer quantistico con pochi qubit a una macchina capace di affrontare problemi industriali? È su questo ostacolo che lavora Planckian, spin-off dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore. A fondarla sono stati Michele Dallari, amministratore delegato, Marco Polini, responsabile scientifico, e Vittorio Giovannetti, responsabile dell’architettura dei processori.

L’azienda sviluppa processori quantistici superconduttivi, con un’architettura progettata per semplificare il controllo dei qubit, le unità con cui un computer quantistico elabora l’informazione. Ogni qubit ha bisogno di collegamenti per ricevere i segnali che ne guidano il funzionamento: più qubit si aggiungono, più il cablaggio diventa complesso, il che rende difficile costruire macchine più grandi senza aumentarne i costi e comprometterne le prestazioni.

La soluzione su cui punta Planckian prevede linee di controllo condivise: uno stesso segnale può raggiungere più qubit, mentre l’architettura del processore permette di eseguire le operazioni desiderate. L’obiettivo è quello di ridurre i collegamenti necessari e rendere possibile la costruzione di sistemi più grandi, capaci anche di correggere gli errori che oggi limitano il calcolo quantistico.

Rotonium

Portare il calcolo quantistico direttamente nei macchinari industriali è l’obiettivo di Rotonium, fondata nel 2022 da Roberto Siagri e Fabrizio Tamburini, rispettivamente amministratore delegato e responsabile delle tecnologie quantistiche. La società ha sede legale a Gemona del Friuli e sede operativa a Padova.

Rotonium sviluppa processori quantistici fotonici che utilizzano le particelle della luce per codificare ed elaborare l’informazione. In particolare, sfrutta una proprietà chiamata momento angolare orbitale, legata alla struttura spaziale della luce. L’architettura è progettata per funzionare a temperatura ambiente e punta a contenere dimensioni e consumi, così da rendere il quantum utilizzabile anche fuori dai grandi centri di calcolo.

L’azienda sta lavorando alle Quantum Edge Unit, unità di calcolo da affiancare ai processori tradizionali direttamente a bordo dei macchinari industriali. Tra le applicazioni previste c’è l’ottimizzazione dei percorsi dei veicoli autonomi che trasportano materiali negli stabilimenti: decidere come farli muovere evitando interferenze e tragitti inutili diventa più complesso quando aumenta il numero dei mezzi.

Rotonium ha collaborato con SEW-Eurodrive, specializzata nell’automazione industriale, a un modello dimostrativo presentato a SPS Italia 2026, dedicato all’integrazione tra calcolo fotonico e sistemi di controllo del movimento. L’azienda prevede di rendere disponibili le prime Quantum Edge Unit nel primo semestre del 2028.

Eniquantic

Anche Eni ha scelto di investire nello sviluppo di un proprio computer quantistico. Il 15 luglio 2024 ha annunciato la nascita di Eniquantic, joint venture con ITQuanta, startup specializzata nelle tecnologie quantistiche. A guidare la società sono Dario Pagani, amministratore delegato, e il fisico Massimo Inguscio, presidente.

Eniquantic lavora sia all’hardware sia al software. La tecnologia scelta è quella degli atomi neutri di itterbio, trattenuti e disposti attraverso fasci laser che funzionano come “pinzette ottiche”. Gli atomi costituiscono i qubit della macchina: modificandone la disposizione e controllandone le interazioni, si possono eseguire le operazioni di calcolo.

Lo sviluppo si appoggia anche ai supercomputer di Eni, sui quali la società mette alla prova gli algoritmi attraverso software che simulano il comportamento dei sistemi quantistici. L’obiettivo è quello di integrare il calcolo quantistico con quello classico e applicarlo ai problemi dell’industria energetica.

Tra le applicazioni studiate ci sono la gestione della generazione e dello stoccaggio di energia (con particolare attenzione alle rinnovabili), la simulazione delle molecole per individuare nuovi materiali (anche per la fusione a confinamento magnetico) e l’ottimizzazione delle attività industriali e commerciali (compreso il trading di energia).

Le aziende internazionali del quantum computing in Italia

IQM Quantum Computers

IQM Quantum Computers è un’azienda finlandese fondata nel 2018 che costruisce e vende computer quantistici. Una delle sue macchine è già installata in Italia: si chiama Lagrange ed è stata inaugurata a Torino il 22 maggio 2025. Acquistata dal Politecnico di Torino insieme alla Fondazione LINKS e all’INRiM (Istituto nazionale di ricerca metrologica), dispone di cinque qubit superconduttivi. Ricercatori, studenti e imprese possono utilizzarla attraverso il laboratorio congiunto L-QCS per imparare a programmare un computer quantistico e sperimentarne le applicazioni.

Pasqal

Fondata nel 2019, la francese Pasqal costruisce computer quantistici ad atomi neutri, controllati attraverso fasci laser, e sviluppa il software per programmarli. In Italia ha fornito a Cineca il sistema SOL – EuroQCS-Italy, con 140 qubit, inaugurato l’11 giugno 2026 al Tecnopolo DAMA di Bologna. Il sistema si integra con il supercomputer Leonardo per sperimentare applicazioni che combinano calcolo classico e quantistico, mettendo queste risorse a disposizione della ricerca e delle imprese.

IBM

Anche il colosso della tecnologia IBM ha iniziato a sviluppare computer quantistici accessibili da remoto e strumenti software per programmarli. In Italia, il 30 aprile 2026 ha annunciato una collaborazione con la casa automobilistica Dallara: le due aziende stanno valutando come integrare il calcolo quantistico nelle simulazioni aerodinamiche, necessarie per capire come l’aria scorre attorno alla vettura e modificarne le forme per migliorare le prestazioni. Il lavoro procede in parallelo alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, con cui IBM e Dallara hanno già ottenuto i primi risultati nella riduzione dei tempi di simulazione.

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