Il finanziamento pubblico del bike sharing sta diventando più mirato: per esempio alcune città legano i contributi a specifici tragitti o categorie di utenti. è il caso di Praga e Bologna, che mostrano due modi diversi di applicare questo approccio a servizi gestiti da operatori privati. La capitale ceca prevede compensi maggiori per le corse nelle aree periferiche, dove la domanda è più debole e il trasporto pubblico meno capillare. Bologna ha affiancato al sostegno del servizio agevolazioni per gli abbonati al trasporto pubblico e incentivi per gli spostamenti casa-lavoro. L’obiettivo è collegare con maggiore precisione la spesa pubblica ai risultati che si vogliono ottenere. Restano però da misurare gli effetti sulla disponibilità delle biciclette e sulla sostituzione dei viaggi in automobile.
La sfida è anche garantire continuità ai finanziamenti e chiarezza sulle condizioni, perché gli utenti possano contare sulle agevolazioni.
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Bike sharing e sussidi pubblici: i modelli Bologna e Praga
Praga e Bologna puntano su contributi mirati per il bike sharing: la prima premia le corse in periferia, la seconda agevola specifiche categorie di utenti. Due modelli per collegare la spesa pubblica a obiettivi precisi. Ma restano da misurare gli effetti sulla mobilità. E bisogna garantire continuità agli incentivi

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